Negli ultimi mesi il settore dell’elettronica di consumo ha dovuto fare i conti con una sempre maggiore difficoltà nel reperimento delle memorie, ciò a causa della crescente domanda da parte dei colossi specializzati nell’intelligenza artificiale.

I principali produttori di dispositivi mobile hanno pertanto dovuto fare buon viso a cattivo gioco, accettando di pagare di più i moduli di memoria e stringendo delle partnership per assicurarsi i quantitativi necessari e, ovviamente, anche Apple ha dovuto studiare proprie strategie per affrontare al meglio la situazione ed evitare, nei limiti del possibile, di scaricare sugli utenti il costo via via più elevato delle memorie.

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Le nuove strategie di Apple per le memorie

Stando alle ultime indiscrezioni provenienti dal continente asiatico, Apple starebbe valutando di stringere partnership con le produttrici di semiconduttori cinesi CXMT e YMTC per la serie iPhone 18 e anche per altri device dell’azienda, come MacBook e Mac.

Pare che alla base di tale decisione vi sia la presa di coscienza da parte del colosso di Cupertino del fatto che i suoi storici fornitori di memorie e storage (Kioxia, Samsung e SK Hynix) stanno aumentando i prezzi a causa di una significativa carenza nel settore e ciò sta portando Apple a riscontrare una riduzione dei margini di profitto.

E così, anche al fine di diversificare la propria catena di approvvigionamento, Apple starebbe valutando l’acquisto di moduli DRAM da CXMT (che produce memorie LPDDR5X e DDR5) e NAND Flash da YMTC (le cui memorie dovrebbero essere in grado di garantire una qualità senza declassamento rispetto alle soluzioni già usate da Apple), riducendo la propria dipendenza dai fornitori sudcoreani e giapponesi.

Sembra che di recente le autorità statunitensi abbiano rimosso sia CXMT che YMTC dall’elenco delle aziende cinesi soggette a restrizioni e ciò potrebbe avvantaggiare Apple, che avrebbe la possibilità di utilizzare i moduli di memoria di entrambi questi produttori.