A partire dal 1° aprile 2026 arrivano nuove rimodulazioni per alcuni clienti TIM, l’operatore ha infatti annunciato una variazione delle condizioni economiche che interesserà diverse offerte di linea fissa, con aumenti che, a seconda del piano, potranno arrivare fino a 5 euro al mese.

Come spesso accade in questi casi, la comunicazione è stata inserita direttamente nella fattura recapitata a febbraio 2026 ai clienti coinvolti, con tutti i dettagli relativi alla modifica contrattuale e alle modalità per esercitare il diritto di recesso. Vediamo quindi nel dettaglio cosa cambia e cosa possono fare gli utenti.

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Aumenti fino a 5 euro al mese su alcune offerte di linea fissa

La prima rimodulazione riguarda alcune offerte di linea fissa che, dal 1° aprile 2026, subiranno un aumento del costo mensile pari a 5 euro al mese (IVA inclusa).

Secondo quanto comunicato dall’operatore, la modifica sarebbe legata a esigenze economiche di sostenibilità degli investimenti connessi all’incremento del traffico dati, una motivazione che negli ultimi anni abbiamo visto ricorrere spesso e volentieri nel settore delle telecomunicazioni, soprattutto in un contesto di consumi digitali in costante crescita.

Accanto a questo primo gruppo di offerte, TIM ha annunciato anche un’ulteriore variazione che interesserà altri clienti di rete fissa, con aumenti più contenuti che varieranno tra 2 euro e 2,99 euro al mese (IVA inclusa).

In entrambi i casi, l’operatore precisa che eventuali promozioni attive non subiranno variazioni, elemento che potrebbe mitigare l’impatto per chi beneficia di scontistiche temporanee.

Non solo canone mensile, dal 1° aprile 2026 cambierà anche il costo per ricevere la copia cartacea della fattura per i clienti internet di rete fissa; il prezzo passerà dagli attuali 4,95 euro al mese a 5,99 euro al mese (IVA inclusa).

TIM motiva motiva la scelta con esigenze economiche ma anche con la volontà di incentivare il passaggio alla fattura digitale, in un’ottica di riduzione dell’impatto ambientale (meno carta, meno energia, meno emissioni di CO₂).

Gli utenti che vogliono evitare questo costo possono attivare gratuitamente il servizio Conto online, chiamando il 187, accedendo all’area riservata MyTIM (previa registrazione) o tramite l’app MyTIM.

Come accennato, i clienti interessati sono stati informati tramite un messaggio dedicato inserito nella fattura di febbraio 2026, in ogni caso è possibile controllare le condizioni economiche applicate alla propria offerta nella sezione Dettaglio dei Costi della fattura TIM, accedendo all’area clienti MyTIM, oppure chiamando gratuitamente il Servizio Clienti 187.

Come sempre, consigliamo di verificare con attenzione la propria posizione contrattuale, soprattutto se si è sottoscritto l’abbonamento diversi anni fa e non si ha ben chiara la struttura attuale dei costi.

I clienti che non intendono accettare la modifica contrattuale possono esercitare il diritto di recesso senza penali né costi di disattivazione, entro il 30 aprile 2026, ai sensi dell’articolo 98-septies decies, comma 5 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche.

Il recesso può essere richiesto:

Nel caso di comunicazione via posta o PEC, è necessario allegare una copia del documento di identità e specificare nell’oggetto Modifica delle condizioni contrattuali.

Attenzione, la comunicazione va inviata anche se si intende passare a un altro operatore senza costi, indicando espressamente che il passaggio avviene per modifica delle condizioni contrattuali.

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda eventuali pagamenti rateali in corso (modem, telefoni, TV, contributi di attivazione, ecc.), in caso di recesso è possibile continuare a pagare le rate fino alla scadenza naturale, oppure saldare l’importo residuo in un’unica soluzione.

Se il modem è stato acquistato a rate congiuntamente all’offerta oggetto di modifica, e il pagamento è ancora in corso, il cliente può scegliere di restituire l’apparato a TIM senza pagare le rate residue, entro 30 giorni dall’esercizio del recesso (a proprie spese).

Per apparati a noleggio o comodato d’uso resta invece l’obbligo di restituzione secondo quanto previsto dal contratto sottoscritto. Un punto importante, se l’offerta prevede un vincolo temporale di permanenza (ad esempio per aver beneficiato di promozioni), non verranno addebitati gli importi normalmente previsti in caso di cessazione anticipata.

Le modifiche in arrivo dal 1° aprile 2026 si inseriscono in un contesto in cui le rimodulazioni delle offerte fisse sono ormai diventate piuttosto frequenti, l’aumento del traffico dati, l’incremento dei costi infrastrutturali e la transizione verso reti sempre più performanti sono le motivazioni ufficiali, ma per gli utenti l’effetto concreto resta un aumento della spesa mensile.

Come sempre, la scelta migliore dipenderà dal singolo caso, chi è soddisfatto del servizio potrebbe decidere di accettare l’incremento, mentre chi stava già valutando un cambio operatore potrebbe cogliere l’occasione per farlo senza penali.

Il consiglio, ancora una volta, è quello di controllare la propria fattura di febbraio e valutare con attenzione tutte le opzioni disponibili prima della scadenza del 30 aprile 2026.