Ultrahuman ha pubblicato un nuovo brevetto che spiega nel dettaglio come i suoi anelli smart potranno prevedere le cadute. Invece di attivarsi solamente dopo un incidente, come fanno i sistemi anti-caduta tradizionali, questa tecnologia analizza i movimenti quotidiani dell’utente per segnalare potenziali pericoli in anticipo.
Questo brevetto, pubblicato il 29 gennaio 2026, sembra pensato su misura per il Ring Air o eventuali modelli futuri. Non sorprende che Ultrahuman abbia pensato ad una funzionalità del genere, dato che l’azienda è famosa per il suo approccio tecnologico al monitoraggio e al miglioramento della salute: solo recentemente sono stati introdotti, su Ring Air, nuove funzionalità per tenere a bada l’emicrania o per tenere sotto controllo la respirazione durante il sonno.
Come funziona il sistema di prevenzione delle cadute
Secondo il brevetto, l’approccio scelto da Ultrahuman è diametralmente opposto rispetto a quello dei rilevatori di caduta tradizionali, che si basano su accelerometri e altri sensori per identificare impatti improvvisi e lanciare segnali di emergenza soltanto dopo l’incidente. Qui, invece, lo smart ring costruisce un profilo dinamico dei movimenti dell’utente, tendendo conto di valori come andatura, spostamento dei pesi o equilibrio, e monitora eventuali variazioni nel tempo.
In caso di esitazione nella camminata, leggeri ondeggiamenti o una fluidità del movimento ridotta, l’anello alza una sorta di “punteggio di rischio”, che viene continuamente confrontato con i dati storici dell’utente e con modelli generali addestrati sui dati di altre persone. Grazie all’accoppiata di moduli di misurazione, memoria, processori e sensori di movimento, questi dati vengono elaborati direttamente sul’anello, con possibilità di essere inviati ad un’app o al cloud per analisi approfondite.
Quello che davvero rende intelligente questa funzionalità è il modo in cui questi dati vengono raccolti: onde evitare l’invio di falsi allarmi, il sistema tiene in considerazione i dati misurati nel corso di settimane o mesi, e non in una singola giornata, e riesce a capire quando l’andatura peggiora per la stanchezza o, per esempio, a causa di un allenamento intensivo. In questo modo la soluzione di Ultrahuman è l’ideale per un uso continuo e si concentra esclusivamente su quei cambiamenti sottili che precedono una caduta.
Quando questo punteggio di rischio raggiunge un valore considerato meritevole di attenzione, lo smart ring suggerisce azioni come rallentare, fare una pausa o scegliere percorsi più sicuri. Il focus principale di questo brevetto è dunque la prevenzione, il che lo rende l’ideale non solo per gli anziani ma anche per chiunque abbia subito infortuni o problemi dovuti da una malattia.
È proprio questa la differenza con i sistemi anti-caduta che troviamo sugli smartwatch. Questi tipi di dispositivi sono l’ideale soltanto una volta che l’incidente è già avvenuto, dando all’utente la possibilità di effettuare chiamate automatiche al contatto d’emergenza. Senza schermo o altoparlante, gli anelli smart di Ultrahuman non permettono di effettuare operazioni del genere e l’unica soluzione possibile è soltanto quella di raccogliere dati di movimento in continuazione per evitare l’incidente.
Per ora, comunque, ci troviamo soltanto davanti ad un brevetto depositato dall’azienda e non sappiamo quanto tempo passerà prima di vederlo effettivamente implementato in uno smart ring. Considerando lo storico di un’azienda come Ultrahuman, però, siamo certi che lo vedremo all’opera in tempi relativamente brevi.
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