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Immuni potrebbe avere una seconda vita come passaporto vaccinale

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Immuni potrebbe avere un’utilità futura legata a una sorta di passaporto vaccinale. L’applicazione pensata per la notifica dei contatti con persone positive al COVID-19 potrebbe dunque rivelarsi più utile di quanto sia stata finora, visti gli scarsi risultati raggiunti fino a questo momento a livello di numeri e di utilizzo.

L’app Immuni si prepara a una seconda vita?

Come abbiamo avuto modo di constatare, l’app Immuni non è stata un grande successo: al di là del numero di download, che si è attestato a poco più di 10 milioni (complici le ingiustificate diffidenze legate alla privacy), l’app è stata poco sfruttata per la segnalazione delle positività a causa di un sistema troppo complicato.

Le cose potrebbero migliorare dopo l’ultimo aggiornamento per Android e iOS, che come abbiamo visto snellisce decisamente quest’ultima operazione, ma in futuro potrebbero esserci altre interessanti novità. Nel corso di un’audizione alla Commissione Trasporti della Camera, il ministro dell’Innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao ha dichiarato che l’app Immuni potrebbe “avere un’utilità futura in ottica di passaporto vaccinale“.

L’app potrebbe dunque essere utilizzata per digitalizzare un documento che permetterebbe a chi è vaccinato, ha un test negativo o è guarito dal COVID-19 di accedere ad alcuni luoghi o servizi ed eventualmente spostarsi verso altri Paesi. Questo “passaporto” potrebbe essere salvato all’interno di Immuni, per poter essere mostrato a chi effettuerà i controlli.

Immuni verrà quindi “rilanciata”? Lo sapremo solo nelle prossime settimane. Se non avete ancora scaricato l’app potete farlo seguendo i link qui sotto: