Dreame presidia da anni la fascia alta della pulizia domestica, dove automazione e intelligenza artificiale non sono più un vezzo, ma il punto di partenza. Di generazione in generazione la ricetta viene affinata, con l’obiettivo di ridurre sempre di più gli interventi manuali. Eccoci quindi di fronte al Dreame Matrix10 Ultra: un robot che punta a bilanciare potenza, intelligenza e autonomia operativa per porsi come nuovo riferimento del mercato. Più che un semplice restyling, è un sistema progettato per aggirare alcuni limiti storici dei robot lavapavimenti, come quello di dover trattare in maniera differente, diversi tipi di pavimenti. Avete paura di rovinare il vostro pavimenti in parquet? Oppure in cucina e in bagno vi serve una pulizia più approfondita rispetto alla camera? Dreame Matrix10 Ultra potrebbe fare proprio al caso vostro, vi spieghiamo perché (e quali sono i suoi limiti) in questa recensione.

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Design e materiali: cosa aspettarsi da un robot top di gamma

Partiamo dal robot che si presenta esteticamente con una scocca circolare in policarbonato opaco, una scelta che maschera bene le impronte e i piccoli segni d’uso quotidiano, in piena tradizione stilistica dell’azienda. Le dimensioni sono di 350 mm di diametro per un’altezza di 9,5 cm, non il più basso sul mercato ma comunque un profilo che gli consente di accedere sotto la maggior parte dei divani e dei mobili sospesi senza difficoltà.

Con un peso di circa 4,1 kg, mantiene una stabilità convincente anche sulle superfici più lisce, traducendosi in movimenti controllati e privi di sbandamenti; il coperchio superiore, si solleva per accedere al serbatoio della polvere da 350 ml — semplice da estrarre e svuotare — benché l’operazione sia praticamente superflua grazie alla base di svuotamento. Anche la costruzione generale comunica solidità e attenzione all’assemblaggio, con giunzioni precise e assenza di scricchiolii.

Nel comparto inferiore, il sistema di pulizia adotta il gruppo spazzole HyperStream™ Detangling DuoBrush, che combina un rullo in gomma con alette per convogliare polvere e detriti a un secondo rullo con setole in TPU, ottimizzato per sollevare capelli e peli dai tappeti e per gestire l’aggrovigliamento con maggiore efficacia; l’insieme poggia sul sistema di trazione Triple-Wheel AgiLift™ con tecnologia ProLeap™, con ruote motorizzate indipendenti che permettono di superare soglie e ostacoli fino a 8 cm, estendendo la copertura anche in presenza di dislivelli marcati. La navigazione fa leva su VersaLift™, una torretta LiDAR che rientra completamente nel telaio, riducendo l’ingombro in altezza e consentendo di scorrere sotto mobili dove i modelli con torretta fissa si arresterebbero.

La stazione multi-funzione, un’unità verticale dalle dimensioni importanti (426 × 499 × 606,5 mm) che richiede uno spazio dedicato, mette al centro dell’esperienza un innovativo sistema multi‑mop e multi‑detergente, che, a differenza dei robot visti finora che si limitano a risciacquare e riproporre gli stessi panni, rimuove e installa in autonomia i mop più indicati per la sessione successiva e coordina il dosaggio del detergente per la miscela più adatta; in questo modo il robot parte già configurato per l’ambiente che lo attende, riducendo al minimo gli interventi manuali e superando i limiti delle soluzioni “one‑size‑fits‑all” che pretendono di coprire ogni scenario con un unico set.

Cambio mop Dreame Matrix10 Ultra

Il punto di forza ulteriore, poi, è la varietà dei mop: tre kit pensati per coprire scenari domestici molto diversi e per valorizzare la preparazione automatica della base, perché non si tratta solo di cambiare un panno ma di scegliere l’attrezzo giusto in funzione dello sporco e del materiale che lo ospita; il set con setole in nylon privilegia l’azione sgrassante nelle aree di lavoro, quello in spugna ad alto assorbimento governa con continuità umidità e irregolarità di superficie, mentre i mop termici/morbidi tutelano i supporti delicati come il parquet con un contatto più controllato. In parallelo, la base coordina tre detergenti dedicati: anti‑odori per animali, specifico per il legno e universale, dosandone in autonomia la quantità più adatta e completando la preparazione con la miscela corretta per l’ambiente successivo.

Chiude il cerchio dell’autonomia la sezione di lavaggio ThermoHub™, che con acqua a 100 °C sanifica a fondo i panni rimuovendo residui e cariche batteriche, e completa il ciclo con un getto d’aria calda capace di limitare la formazione di muffe e odori; in parallelo, i serbatoi capienti, 4,5 L per l’acqua pulita e 4 L per quella di scarico, con maniglie ergonomiche semplificano la gestione quotidiana.

Come pulisce il Dreame Matrix10 Ultra

Abbiamo messo alla prova Dreame Matrix10 Ultra su un pavimento in piastrelle di ceramica smaltata chiare, così da riprodurre un contesto domestico realistico caratterizzato da polvere diffusa, briciole e peli; in questo scenario la potenza di aspirazione di 30.000 Pa, valore che appartiene solo agli ultimi top di gamma, si percepisce fin dalle prime traiettorie perché rimuove lo sporco più evidente già al primo passaggio e limita la necessità di riprese sulle stesse aree, restituendo una superficie visibilmente pulita fin da subito. Chiaramente si tratta della potenza di aspirazione massima raggiungibile, ma permette anche alle potenze intermedie di eseguire un lavoro eccellente. Ciò che sorprende, a fronte di questa forza, è una rumorosità complessivamente contenuta, soprattutto in modalità Standard, che mantiene un disturbo poco invasivo e consente di conversare o guardare la TV senza fastidi, mentre il ricorso alle modalità più spinte traduce l’incremento di potenza in un suono più presente ma ancora gestibile nell’uso quotidiano.

Restando sul fronte dell’aspirazione, quando il robot riconosce un tappeto a pelo basso (se impostato nelle preferenze) rientra autonomamente alla base per depositare i mop ed evitare qualsiasi contatto bagnato. Consigliamo di impostare in app, come prima azione, la pulizia dei tappeti così da dare priorità al passaggio in solo aspirazione, durante il quale la camera di pressione retrattile abbassa il profilo e sigilla l’area sottostante concentrando l’azione nelle fibre. L’unica critica che ci sentiamo di fare a questo sistema è il tempo impiegato per fare tutte le operazioni di carico/scarico, se volete una pulizia completa della casa in 40 – 50 minuti, questo probabilmente non fa al caso vostro, a patto di impostare l’uso di una singola coppia di mop per tutti i pavimenti.

Passando al lavaggio, abbiamo impostato la prova alla reale successione dei locali così come avviene in casa: abbiamo iniziato dalla cucina, siamo passati al bagno, quindi a un disimpegno e infine alla sala in modo che il carosello predisponga di volta in volta i panni più adatti; in cucina il mop con setole in nylon (giallo), in bagno il mop in spugna ad alto assorbimento (bianco), mentre in disimpegno e in sala i mop termici/morbidi (azzurro), mentre abbiamo impostato su costante la regolazione di acqua e detergente; questo approccio, evitando di trattare tutta l’abitazione con un unico set, stabilizza l’umidità di lavoro, riduce ristagni e aloni e consente di affrontare i residui secchi con passaggi coerenti e progressivi, senza introdurre variabili che alterino il riscontro pratico.

Al termine di ogni sessione il robot rientra alla base, che avvia il ciclo di manutenzione: i panni vengono lavati a 100 °C e quindi asciugati da un ciclo di aria calda che circola attraverso una fessura posta nella parte superiore della stazione, raggiungendo in modo uniforme tutti i mop e lasciandoli puliti, asciutti e privi di odori.

Mappatura e gestione degli ostacoli: come si comporta

Nei primi minuti di utilizzo il robot prende confidenza con l’ambiente e costruisce la mappa: nel nostro appartamento di circa 100 m² ha generato una planimetria precisa, segmentando correttamente le stanze e riconoscendo gli arredi principali; da qui in avanti i movimenti restano ordinati e coerenti con la disposizione reale, con percorsi ottimizzati che coprono l’intera superficie senza passaggi ridondanti.

Quando il percorso attraversa corridoi stretti, passaggi a L e aree con superfici lucide o riflettenti, il sistema di rerouting modula la velocità, mantiene la distanza dai bordi e disegna traiettorie continue senza zig‑zag aggiornando la mappa in tempo reale; nelle stanze poco illuminate o a luci spente la combinazione tra LiDAR e visione frontale conserva la stessa precisione, mentre di fronte a elementi flessibili come tende a filo pavimento (a condizione di aggiungere l’oggetto sulla mappa) o basi sottili adotta un avvicinamento prudente che sfiora l’ostacolo, ne riconosce la natura e lo perimetra senza trascinarlo, così da proseguire la pulizia con ritmo costante.

Mappe, stanze e programmazione: cosa cambia nell’uso di tutti i giorni

L’applicazione Dreamehome, disponibile sia per iOS che per Android, si conferma un centro di controllo completo e intuitivo, dal quale è possibile gestire le mappe multi‑piano, modificare la suddivisione delle stanze, unire o separare ambienti e definire zone vietate (no‑go) o aree in cui non effettuare il lavaggio (no‑mop), mentre per ogni stanza si può personalizzare finemente il ciclo di pulizia impostando i livelli di aspirazione, la quantità d’acqua rilasciata (su tre livelli) e gli schemi di pulizia, incluso il percorso a Y (Y‑path) per uno sfregamento più intenso.

La novità, come anticipato all’inizio, è la granularità di assegnazione per stanza: all’interno dell’app si può scegliere quale coppia di mop e quale detergente utilizzare per ciascun ambiente o tipologia di pavimento. Così, ad esempio, si può impostare una pulizia profonda con doppio passaggio e mop in nylon per la cucina, mentre nella zona notte si selezionano mop termici con detergente specifico per il legno e meno acqua. L’integrazione con gli assistenti vocali consente di avviare, mettere in pausa o fermare la pulizia con semplici comandi.

Quanto costa e per chi è indicato il Dreame Matrix10 Ultra

Dreame Matrix10 Ultra è disponibile su Amazon.it e chiaramente si colloca nella fascia premium dei robot aspirapolvere e lavapavimenti. Il prezzo di listino è proibitivo: 1599 euro, ma giustificato dalla dotazione tecnologica, dalla componente innnovativa e dal livello di automazione offerto. Il valore del prodotto risiede nella combinazione di una pulizia precisa del 100% della casa, anche grazie al braccio estensibile, una sanificazione dei panni a 100 °C, una potenza di aspirazione senza eguali pari a 30.000 Pa e ovviamente del sistema multi‑mop/multi‑detergente davvero unico, che gli permette di pulire in punta di piedi o con forza in base al tipo di pavimento che incontra.

Indubbiamente uno dei migliori robot aspirapolvere e lavapavimenti Dreame: è la scelta giusta per chi cerca una soluzione “installa e dimentica” per una casa di medie – grandi dimensioni con pavimenti di diverso tipo. Per ambienti più semplici o per chi ha un budget più contenuto sono invece più che sufficienti modelli altrettanto validi del marchio come Dreame Aqua10 Roller (disponibile su Amazon a 1099€), Aqua10 Track (disponibile su Amazon a 1099€) o più semplicemente il Dreame L50 Pro Ultra (disponibile su Amazon a 899€). Tuttavia, per chi desidera il massimo dell’innovazione e dell’efficienza oggi disponibili, il Matrix10 Ultra rappresenta un investimento sensato per la cura della casa.

Pro:

    • Gestione multi-mop intelligente e completamente automatica
    • Potenza aspirante elevatissima
    • Navigazione precisa e intelligente
    • Sanificazione mop a 100 gradi

Contro:

    • Stazione molto ingombrante
    • Prezzo impegnativo

Voto finale:

8.8