Roborock ha presentato il Saros 20 Flow a IFA 2026 di Berlino, e lo ha messo in vendita in Italia dal 21 settembre a 1.499 euro di listino, con una offerta lancio pari a 1.299 euro. Si tratta del modello che, insieme a Saros 20 e Saros 20 Neo, prende il posto del Saros 10 e Saros 10R, e lo fa cambiando la parte più delicata di un robot lavapavimenti: il sistema di lavaggio. Al posto dei due mop rotanti arriva SpiraFlow 2.0, un rullo che si autopulisce con acqua calda mentre lavora, con l’aspirazione portata da 20.000 a 36.000 Pa e l’acqua di lavaggio che sale da 80 a 100°C.
Lo abbiamo fatto lavorare per diversi giorni in vari scenari come tra pavimenti di differenti tipologie, tappeti, sporco liquido e solido come macchie di caffè, sporco umido lasciato apposta sul pavimento e capelli lunghi sparsi vicino ai bordi. Quello che ci ha colpito per primo non è l’aspirazione, che pure è fra le più alte sul mercato, ma la sensazione che il rullo lavori pulito passata dopo passata, invece di spargere lo sporco per tutta la casa.
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Cosa c’è nella confezione di Roborock Saros 20 Flow
Nella scatola, insieme al robot e alla base RockDock, Roborock include tutto il necessario per i primi mesi essendo un modello “Complete”. Troverete infatti un set di accessori in regalo pari a 7 sacchetti per la polvere, 2 set di spazzole laterali, 2 filtri, 1 detergente e 1 mop a rullo di ricambio.

Com’è fatto e come si usa Roborock Saros 20 Flow
Il robot misura 35,2 × 35,3 × 8,98 cm, la base 38,1 × 45,4 × 45,1 cm, ingombri nella norma per la categoria, a parte l’altezza del robot, che a 8,98 cm resta fra le più basse dei modelli con rullo lavapavimenti e LiDAR completo. È un centimetro in più rispetto ai 7,98 cm del Saros 10R e del Saros 20, il prezzo da pagare per un sistema di lavaggio più complesso: in ogni caso, misure estremamente ridotte rispetto alla concorrenza.
Questo è possibile grazie alla torretta LiDAR che usa il sistema RetractSense, che resta sollevata quando il robot si muove in spazi aperti, per una scansione a 360 gradi, e si ritrae automaticamente sotto i mobili bassi, passando a una vista posteriore di 100 gradi. Nel nostro uso la transizione tra le due modalità è stata fluida, senza gli scatti che a volte tradiscono i sistemi retrattili.
Robot e base sono realizzati in plastica dura, opaca, con una costruzione impeccabile ed esente da scricchiolii: insomma, la qualità Roborock c’è tutta, anche su questo modello.
Per quanto riguarda il setup e l’utilizzo, tutto passa dall’app Roborock, disponibile gratuitamente sia su Android che su iOS. La funzione SmartPlan 3.0 riconosce da sé il tipo di stanza e sceglie la strategia di pulizia più adatta: alza l’aspirazione dove serve, richiede il rilavaggio del rullo se lo sporco è tanto e abbassa la potenza nelle fasce orarie impostate come “non disturbare”. È il tipo di automazione che permette di lanciare la pulizia e dimenticarsene, cosa che in una recensione conta più di qualunque specifica.
L’app gestisce fino a quattro mappe, utile per chi vive su più piani, con visualizzazione 2D e 3D e impostazioni personalizzabili stanza per stanza. Riconosce cani e gatti in casa per evitare di investirli durante la pulizia, risponde ai comandi vocali offline tramite l’assistente Hello Rocky ed è compatibile con Alexa, Google Home e Siri. Il supporto al protocollo Matter arriverà con un aggiornamento OTA futuro: al momento del lancio non è ancora attivo.
Manca però una vera modalità “solo lavaggio”: si può scegliere fra aspirazione, aspirazione più lavaggio o altre combinazioni previste, ma non il semplice passaggio del rullo senza aspirare prima; il ragionamento è semplice: se il rullo passasse su polvere e capelli non ancora raccolti, quello sporco finirebbe per attaccarsi e complicare la manutenzione. Per le macchie isolate resta la pulizia a zone, attivabile su aree sotto i 4 metri quadrati.


Come si comporta Roborock Saros 20 Flow
Il motore HyperForce ha una potenza dichiarata fino a 36.000 Pa di aspirazione, numero che lo colloca fra i più potenti sul mercato. Nei nostri test, il robot ha raccolto la maggior parte dello sporco dai tappeti e dei peli di animali dal pavimento, ottenendo un punteggio pieno nel test dei capelli lunghi grazie alla spazzola anti-groviglio DuoDivide, che porta i capelli raccolti verso il centro dove vengono successivamente aspirati. Chi ha animali o capelli lunghi in casa trova qui uno dei motivi principali per scegliere questo modello (o i fratelli Saros 20 e Saros 20 Neo).
Il riconoscimento ostacoli Reactive AI, basato su luce strutturata, camera RGB e il sistema laterale VertiBeam, distingue oltre 300 tipi di oggetti anche con poca luce e ha superato senza difficoltà anche i test con oggetti sottili come un cavo o una penna lasciati sul pavimento, di fatto ha evitato con successo la quasi totalità degli ostacoli.
Laddove l’ostacolo non fosse un oggetto ma veri e propri dislivelli del pavimento, la capacità di superare soglie fino a 8,8 cm complessivi, gestite dal sistema AdaptiLift Traverse 3.0, è risultata utile e un salto in avanti rispetto ai concorrenti diretti, che in genere si fermano a pochi centimetri in meno.
Nel nostro uso la navigazione non ha mai avuto esitazioni: il robot ricostruisce il percorso con precisione anche dopo aver spostato una sedia, e il comportamento prudente davanti agli ostacoli, a volte percepito come lentezza da chi cerca la pulizia più veloce possibile, qui paga in termini di oggetti mai urtati.

Il lavaggio con SpiraFlow 2.0
Il cuore della novità è SpiraFlow 2.0: una pompa pressurizzata alimenta 16 ugelli che bagnano il mop a rullo con acqua pulita in continuo, un raschietto rimuove l’acqua in eccesso per evitare gocce e aloni ed eventuale sporco, e il motore fa girare il rullo a 240 giri al minuto con una pressione verso il basso di 15 N. L’acqua sporca raccolta viene filtrata e conservata in un serbatoio separato dentro il robot, poi trasferita al serbatoio della base. La novità interessante è che l’acqua caricata nel robot è calda, quindi arriva sul pavimento almeno tiepida.
Nel nostro uso è proprio sullo sporco umido che si è vista la differenza: il rullo viene continuamente reidratato e ripulito, quindi non trascina la stessa acqua sporca da una stanza all’altra come succede spesso con i mop rotanti tradizionali. Su una macchia di caffè lasciata apposta sul pavimento il robot si è comportato meglio del Saros 20 Neo, il fratello più economico della famiglia, e ha potuto continuare a pulire senza dover tornare subito alla base dopo aver raccolto lo sporco. Quando la fotocamera RGB riconosce un liquido, tramite la tecnologia DirTect il robot interrompe l’aspirazione, solleva la spazzola laterale per non sporcarla e passa in modalità solo lavaggio.
Per quanto concerne il risultato è più uniforme su superfici lisce come gres rettificato, laminato, vinilico, SPC, resina, microcemento e marmo levigato; sul parquet il robot riconosce il tipo di pavimento tramite la funzione Smart Water Control e regola la quantità d’acqua, ma va attivata a mano nell’app se non viene rilevato in automatico. Il rullo è certificato SGS e, secondo test TÜV SÜD, rimuove oltre il 99,99% di batteri comuni come Escherichia coli e Staphylococcus aureus. Su pavimenti molto irregolari, fughe profonde o superfici ruvide, però, un sistema a rullo resta meno indicato dei mop rotanti presenti su Saros 20 e Saros 20 Neo.

Bordi, angoli e tappeti
La spazzola laterale reversibile ruota in senso antiorario durante la pulizia normale e inverte il verso quando rileva un angolo interno o una fessura, per spingere lo sporco fuori invece che contro il muro. Il rullo si estende fino a 44 mm per lavare a meno di 10 mm dal bordo, ma negli angoli più stretti resta meno efficace del Neo: essendo posizionato più all’interno rispetto al profilo del robot, la curvatura della scocca gli impedisce di raggiungere davvero il punto più nascosto dell’angolo. È il compromesso più concreto di tutta la prova, anche se pesa solo in una parte marginale della pulizia quotidiana.
Sui tappeti il rullo si solleva fino a 15 mm e una copertura, il Roller Shield, isola la parte bagnata evitando che il tappeto si inumidisca: nel nostro uso non abbiamo trovato gocce dopo il passaggio, anche su un pelo basso da circa un centimetro e mezzo. La funzione dedicata alla pulizia intelligente dei tappeti, attivabile con un tocco nell’app, copre invece tappeti a pelo fino a 3 cm, la maggior parte di quelli comuni in casa.
Autonomia, quanto dura la batteria di Roborock Saros 20 Flow
La batteria da 6.400 mAh copre fino a circa 150/200 metri quadrati con una sola carica, sufficienti per la gran parte delle case italiane senza dover tornare alla base a metà pulizia. La ricarica completa richiede 150 minuti, e l’app permette di programmarla nelle fasce orarie a tariffa più bassa.
La vera differenza la fa la base RockDock: lava il rullo con acqua calda fino a 100°C, lo asciuga con aria a 63°C per evitare muffe e cattivi odori, riempie da sola il serbatoio dell’acqua calda, dosa il detergente e rileva quando serve un rilavaggio o un secondo passaggio.
I serbatoi della base restano comunque nella media, non generosi: 4 litri per l’acqua pulita e 3 per quella sporca, e per accedere al detergente e al sacchetto della polvere bisogna rimuovere entrambi. Il sistema a rullo, inoltre, consuma più acqua del Neo, e il serbatoio interno dell’acqua sporca del robot va pulito a mano ogni tanto per evitare cattivi odori: una manutenzione minima.

Quanto costa e conclusioni
In Italia il Roborock Saros 20 Flow Complete ha un prezzo di listino di 1.499 euro, sceso a 1.299 euro nel periodo di lancio partito il 21 settembre 2026.
Per questa cifra si porta a casa l’aspirazione più alta mai vista su un Roborock, 36.000 Pa, un sistema di lavaggio, SpiraFlow 2.0, che riesce davvero a non ridistribuire lo sporco raccolto, una base che lava a 100°C e asciuga a 63°C rendendo la manutenzione quasi automatica per mesi, e una navigazione che nel nostro uso non ha mai sbagliato un ostacolo. Il profilo di 8,98 cm resta fra i più bassi della categoria per un robot con rullo e LiDAR completo.
I compromessi sono ben pochi: negli angoli stretti il robot lavora meno efficacemente dei fratelli con mop rotanti, non esiste una vera modalità solo-lavaggio e i serbatoi della base, 4 litri e 3 litri, chiedono comunque un minimo di attenzione. Niente di particolarmente diverso dai limiti dei robot concorrenti con tecnologie simili, sono i compromessi dovuti alle tecnologie scelte ed è per questo che sul mercato ne esistono di differenti versioni e formati. Roborock Saros 20 e Roborock Saros 20 Neo non sono infatti diretti concorrenti bensì soluzioni a problemi differenti (di conseguenza con limiti differenti).
Pro:
- Aspirazione fino a 36.000 Pa, la più alta mai vista;
- Base RockDock lava a 100°C e asciuga a 63°C;
- Supera soglie doppie fino a 8,8 cm;
- Navigazione e riconoscimento ostacoli molto affidabili.
Contro:
- Meno efficace negli angoli stretti rispetto al Saros 20 e Saros 20 Neo;
- Prezzo alto.
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