La polizia della Florida Polytechnic University ha introdotto nella propria dotazione un Jetson ONE, un velivolo elettrico a decollo verticale (eVTOL) ribattezzato Astro, con l’obbiettivo di esplorare nuove possibilità per la sorveglianza del campus e la gestione delle emergenze. L’ateneo rivendica un primato negli Stati Uniti, sostenendo di essere la prima agenzia di polizia del Paese a integrare un velivolo di questo tipo nelle proprie attività; c’è però un dettaglio importante: l’impiego operativo deve ancora ottenere il via libera della Federal Aviation Administration (FAA).

Presentato nei giorni scorsi, Astro rappresenta un esperimento interessante nel campo della mobilità aerea avanzata, una tecnologia che potrebbe trovare applicazione anche al di fuori del trasporto passeggeri e dell’utilizzo ricreativo. Le sue caratteristiche tecniche, tuttavia, impongono di valutare con attenzione quali compiti possa effettivamente svolgere e per quanto tempo, senza confondere le capacità dichiarate dal produttore con risultati già verificati sul campo.

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Astro è un Jetson ONE, una volante elettrica con otto motori

Il velivolo scelto dalla Florida Poly è un Jetson ONE monoposto, progettato per decollare e atterrare verticalmente grazie a un sistema composto da otto motori elettrici e altrettante eliche. Il nome Astro rende omaggio sia al mondo della scienza sia al cane della celebre serie animata The Jetsons.

Dal punto di vista delle prestazioni, il costruttore dichiara una velocità massima di 102 km/h, limitata via software, e un’autonomia di circa 20 minuti di volo; si tratta di valori indicativi riferiti al prodotto, che non dimostrano ancora quanto Astro possa rimanere in pattugliamento o quale area riesca a coprire durante una missione di polizia.

Il sistema di controllo utilizza un joystick a quattro assi, mentre le batterie sono basate su celle agli ioni di litio. Fra le dotazioni indicate da Jetson figurano inoltre una propulsione con batterie ridondanti, un paracadute balistico e un sistema di atterraggio automatico assistito da un sensore radar. L’azienda dichiara anche la possibilità di mantenere il volo in caso di perdita di un motore, una caratteristica che punta a migliorare la sicurezza del mezzo.

Ovviamente, la presenza di questi sistemi non equivale a un’autorizzazione a svolgere qualsiasi tipo di missione, il passaggio dalla disponibilità del velivolo al suo utilizzo effettivo da parte delle forze dell’ordine dell’università dipende anche dalle approvazioni necessarie e dalle condizioni operative previste.

Riproduci il video: Jetson ONE – Police got a Flying Car in Florida

Sorveglianza, emergenze e ricerca: cosa farà la volante volante

L’obbiettivo della Florida Poly è sfruttare Astro per ampliare le possibilità d’intervento della propria polizia universitaria. Secondo Aaron Murray, responsabile del dipartimento, il velivolo potrebbe consentire di sorvegliare il campus e le aree circostanti dall’alto, raggiungere luoghi difficilmente accessibili e fornire supporto nelle operazioni successive a una tempesta.

Fra gli impieghi ipotizzati rientra anche la consegna rapida di rifornimenti d’emergenza. L’università intende inoltre collaborare con altre forze dell’ordine della regione, così da valutare eventuali applicazioni nelle operazioni di pubblica sicurezza e negli interventi d’emergenza.

Per il momento però, queste possibilità rappresentano gli obbiettivi del progetto, non una serie di risultati già dimostrati. La stessa Florida Poly ha spiegato di trovarsi nelle fasi iniziali della richiesta di approvazione alla FAA per utilizzare il mezzo nelle attività di pattugliamento aereo, non è quindi corretto descrivere Astro come una volante già pienamente operativa.

I limiti tecnici meritano attenzione soprattutto per quanto riguarda l’autonomia: 20 minuti di volo possono essere sufficienti per determinate attività circoscritte, ma non documentano da soli l’efficacia di un pattugliamento. Al momento non sono state diffuse prove operative dalle quali ricavare tempi d’intervento, superficie sorvegliabile o vantaggi misurati rispetto alle pattuglie terrestri.

Jetson ha comunque deciso di dare priorità alla consegna del velivolo destinato all’università, nonostante una lista d’attesa che, secondo l’amministratore delegato Stéphan D’haene, arrivava a tre anni. A convincere l’azienda sono stati l’orientamento scientifico e tecnologico della Florida Poly e la possibilità di sperimentare applicazioni del Jetson ONE che vadano oltre il semplice utilizzo ricreativo.

Astro avrà infine una seconda funzione, questa volta in ambito accademico. La Florida Poly ha avviato nell’autunno 2026 un nuovo corso di laurea in ingegneria aerospaziale e intende utilizzare il velivolo come laboratorio reale per studenti e docenti. I dati raccolti durante le attività consentite potranno alimentare ricerche e progetti di tesi, offrendo l’opportunità di studiare direttamente le tecnologie di volo emergenti.

L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio dell’ateneo, che ha recentemente aggiunto al dipartimento di polizia anche un’unità di droni e un centro operativo di sicurezza informatica gestito dagli studenti. Nella Florida centrale, inoltre, cresce l’attenzione verso la mobilità aerea avanzata: lo Stato è stato selezionato per partecipare al programma pilota della FAA dedicato all’integrazione degli eVTOL, mentre il centro SunTrax di Auburndale, a circa sei chilometri dall’università, ospita una pista di prova dedicata a queste tecnologie, con test sugli eVTOL previsti entro al fine del 2026.

La vera novità, dunque, non è soltanto avere una volante capace di volare, ma sperimentare come un velivolo elettrico monoposto possa contribuire alla sicurezza pubblica e, contemporaneamente, diventare uno strumento di ricerca. Saranno le autorizzazioni e le future esperienze sul campo a chiarire se Astro potrà trasformare queste ambizioni in un servizio concretamente utile.