La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) continua a fare i conti con alcuni problemi strutturali che da tempo preoccupano le agenzie spaziali coinvolte nel programma. Nelle scorse ore infatti, la NASA ha disposto in via precauzionale che cinque astronauti presenti a bordo della ISS si rifugiassero temporaneamente all’interno di una capsula SpaceX Crew Dragon attaccata alla stazione, a causa di nuove perdite rilevate in una sezione del modulo di servizio russo Zvezda. La situazione è tuttavia rientrata nel giro di poche ore, consentendo agli astronauti di tornare alle normali attività operative.

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Nuove perdite nel modulo russo Zvezda fanno scattare le procedure di sicurezza sulla ISS

Secondo quanto comunicato dalla portavoce della NASA Bethany Stevens, il problema riguarda il tunnel di trasferimento del modulo di servizio Zvezda, identificato come PrK, una sezione che da anni presenta crepe e perdite d’aria e che rappresenta una delle principali criticità strutturali della ISS.

Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, aveva inizialmente deciso di avviare un nuova e più estesa operazione di riparazione dopo aver rilevato ulteriori perdite nella struttura; proprio per questo motivo, la NASA ha scelto di adottare una misura di sicurezza supplementare, ordinando ai quattro membri dell’equipaggio della missione SpaceX Crew-12 e all’astronauta NASA Chris Williams di prendere posto all’interno della navicella Dragon già collegata alla stazione.

Si tratta di una procedura prevista per situazioni di potenziale urgenza, mantenere gli astronauti all’interno di una capsula pronta al rientro permette infatti di garantire una via di fuga immediata qualora la situazione dovesse peggiorare improvvisamente.

Nelle comunicazioni diffuse attraverso i social, Stevens ha ricordato come le crepe presenti nel modulo Zvezda siano da tempo oggetto di monitoraggio costante da parte della NASA; l’agenzia statunitense e Roscosmos collaborano infatti da anni per individuare le cause del problema e sviluppare soluzioni più definitive, mentre nel frattempo vengono adottate misure operative e interventi periodici di riparazione.

A circa un’ora dal primo aggiornamento, la situazione ha però subito un cambiamento, Roscosmos ha infatti deciso di sospendere le operazioni di riparazione previste per venerdì 5 giugno per effettuare ulteriori misurazioni e raccogliere nuovi dati sullo stato della struttura.

Alla luce di questa decisione, la NASA ha autorizzato gli astronauti a interrompere le procedure di rifugio e a riprendere le normali attività a bordo della ISS.

L’episodio non ha quindi avuto conseguenze operative immediate, ma conferma ancora una volta come l’invecchiamento della ISS continui a rappresentare una sfida importante per le agenzie spaziali coinvolte nel progetto.

Attualmente la stazione ospita dieci persone, quattro astronauti sono arrivati a febbraio con la missione SpaceX Crew-12 Dragon, mentre altri tre membri dell’equipaggio sono giunti a bordo della ISS lo scorso novembre attraverso una missione Soyuz russa; gli altri occupanti completano l’attuale equipaggio internazionale che vive e lavora stabilmente nel laboratorio orbitale.

L’episodio arriva inoltre in una fase particolarmente delicata per il futuro della Stazione Spaziale Internazionale, la struttura, operativa da oltre venticinque anni, mostra infatti sempre più frequentemente i segni dell’età e richiede interventi di manutenzione continui.

Sotto la guida del nuovo amministratore Jared Isaacman, la NASA sta accelerando i piani per la transizione verso stazioni spaziali commerciali sviluppate da aziende private; l’obbiettivo è quello di sostituire progressivamente la ISS entro la fine del decennio, affidando parte delle attività in orbita terrestre bassa a nuovi moduli e infrastrutture realizzati dall’industria privata.

Proprio per questo motivo, ogni nuovo problema tecnico rilevato sulla stazione viene osservato con particolare attenzione, poiché rappresenta un ulteriore promemoria delle difficoltà legate al mantenimento operativo di una delle strutture più complesse mai costruite dall’uomo nello spazio.