C’è chi presenta un nuovo prodotto con un evento stampa, chi punta su video dimostrativi più o meno spettacolari e chi, invece, decide di trasformare un’intera celebrazione nazionale in una vetrina tecnologica globale; per il Capodanno lunare 2026 la Cina ha scelto la terza strada, organizzando uno spettacolo destinato a far discutere: un balletto di robot umanoidi che danzano insieme a bambini in carne e ossa, trasmesso sulla TV nazionale e osservato, inevitabilmente, da tutto il mondo. Non si tratta soltanto di intrattenimento, è un messaggio potente e chiarissimo.
Dallo show mediatico alla dimostrazione di forza tecnologica: la Cina mostra i progressi dei robot umanoidi
Se pensiamo alle strategie di comunicazione occidentali, vengono in mente esempi molto diversi tra loro, Elon Musk per esempio ama mettere in mostra i propri robot in contesti scenografici e provocatori, trasformandoli in camerieri improvvisati o protagonisti di performance pubbliche. Altri gruppi industriali, come BMW, preferiscono un approccio più misurato, parlando di test e collaborazioni in ambito produttivo con toni concreti e poco enfatici.
La Cina invece, sceglie la via dello spettacolo collettivo, e lo fa in grande stile. Durante i festeggiamenti del Capodanno lunare, Pechino ha portato sul palco uno show in cui robot umanoidi eseguono coreografie complesse insieme a bambini veri: salti, capriole, simulazioni di combattimenti, gesti atletici al limite dell’impossibile. Il tutto con una fluidità che, rispetto alle esibizioni dell’anno precedente, quando i movimenti apparivano più rigidi e macchinosi, segna un evidente salto generazionale.
Tra i momenti più commentati dello spettacolo c’è quello in cui un robot cede al vino di riso, esagera e cade a terra ubriaco; una scena ironica, studiata nei minimi dettagli, che aggiunge un tocco di leggerezza a una performance altrimenti dominata da dimostrazioni di coordinazione millimetrica.
Non mancano sequenze più tese, come le mosse di arti marziali con bastoni fermati a pochi centimetri dai bambini, momenti che comprensibilmente hanno generato un filo di apprensione tra gli spettatori, ma che si sono conclusi senza incidenti, segno di una preparazione maniacale e di un controllo assoluto dei movimenti.
Dietro questa apparente naturalezza si nasconde un lavoro enorme, prove ripetute centinaia di volte, coordinamento tra più aziende tecnologiche, sviluppo congiunto di software, algoritmi di controllo del movimento, sistemi di percezione e sincronizzazione.
Il punto centrale infatti, non è soltanto la bravura dei robot, ma il modello organizzativo che ha reso possibile lo spettacolo. La Cina ha costruito negli anni un ecosistema in cui aziende di robotica, sviluppatori di intelligenza artificiale, produttori di componenti e centri di ricerca collaborano in maniera strutturata. Lo stesso approccio visto nel settore delle batterie allo stato solido o nei nuovi materiai viene applicato anche alla robotica umanoide.
Il risultato è un’accelerazione impressionante dell’innovazione, con progressi visibili anno dopo anno, e lo show del Capodanno lunare diventa così una vetrina globale di questa capacità di fare sistema.
Un dettaglio che rende il tutto ancora più interessante, il robot protagonista della performance non è un prototipo segreto da laboratorio, si chiama Robotera L7 ed è già in vendita in Cina; il prezzo? Circa 99.000 euro, ma esistono anche modelli più semplici, disponibili a partire da 5.000 euro.
Questo significa che la robotica umanoide, almeno in quel mercato, sta iniziando a uscire dalla fase puramente sperimentale per avvicinarsi a una dimensione commerciale concreta.
Per anni, in Occidente, le aziende tecnologiche cinesi sono state percepite come rapide ma caotiche, potenti ma non sempre raffinate, ma oggi questo stereotipo mostra crepe evidenti. Usando smartphone, televisori e auto elettriche provenienti dalla Cina, abbiamo già iniziato a misurare la velocità con cui quel sistema evolve, la robotica umanoide è solo l’ultimo capitolo di una corsa che appare sempre più strutturata e ambiziosa.
Il balletto dei robot non è soltanto un numero artistico, è una dichiarazione di intenti, una dimostrazione pubblica di maturità tecnologica; un modo per dire che l’innovazione, oggi, non ha più solo un centro geografico.
Siamo probabilmente solo all’inizio di una rivoluzione profonda, ma se l’occidente vuole restare protagonista, dovrà senza dubbio cambiare passo, e farlo in fretta.
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