mercoledì, Ottobre 20, 2021
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Criptovalute

La criptovaluta è una moneta decentralizzata e digitale che basa la sua circolazione in rete e la fiducia sulla veridicità delle transazioni tra due o più soggetti sulla crittografia.

Cos’è una criptovaluta

La criptovaluta è una moneta digitale decentralizzata e quindi basata tecnologie di tipo peer-to-peer (p2p) su reti i cui nodi sono computer di utenti disseminati in tutto il globo, non vi è un’istituzione centrale che ne garantisce il valore, ne gestisce l’utilizzo e, in generale, ne regola la circolazione.

Ciò significa che, a differenza delle monete tradizionali in cui le banche centrali dei vari Stati (nel caso dell’Europa la BCE) ne garantiscono la circolazione attraverso dei “patti” di fiducia, questo compito spetta alla crittografia e al sistema delle blockchain, ovvero un registro digitale le cui voci sono raggruppate in blocchi, concatenate in ordine cronologico, e la cui integrità è garantita dall’uso di primitive crittografiche.

La criptomoneta inoltre ha, in genere, regole matematiche su quanta ne può esistere. Non c’è nessuno che può creare più criptomoneta di un determinato tipo di quanto il progetto matematico iniziale ne prevede.

Le principali criptomonete

Ad oggi, esistono tantissime criptomonete che competono fra di loro per diventare quella più importante e più utilizzata. Fra le principali troviamo:

  • Bitcoin (BTC o XBT), nata a gennaio 2009 e basata sul protocollo proof-of-work, è la prima criptomoneta per valore, per accettazione nei negozi online e senza dubbio quella più conosciuta
  • Ethereum (ETH) è una piattaforma lanciata nel 2015 che prevede l’esecuzione di smart contracts tramite la rete peer-to-peer e decentralizzata. La singola unità della moneta è denominata Ether.
  • Ripple (XRP) è un protocollo internet open source, in cui le transazioni sono registrate su un libro mastro decentralizzato e in cui la moneta digitale è chiamata anch’essa Ripple
  • Bitcoin Cash (BCH) è frutto del fork sulla rete Bitcoin eseguito il 01 agosto 2017 che prevedeva l’aumento della dimensione dei blocchi da 1 a 8 MB.
  • Litecoin (LTC) è una criptomoneta che genera un blocco ogni 2.5 minuti (contro i 10 minuti del Bitcoin) e produce scrypt nell’esecuzione del proof-of-work.
  • Monero (XMR) è una delle poche criptovalute che punta alla privacy degli utenti non avendo una blockchain pubblica.
  • Petro è la prima criptomoneta a essere stata creata da uno Stato (Venezuela) in risposta alla grossa inflazione della moneta tradizionale.
  • Waves (WAVES) è una criptomoneta che dà ai suoi utenti la possibilità di creare token monetari senza alcuna nozione di programmazione (in futuro è prevista l’introduzione degli smart contracts).

Cos’è il mining delle criptomonete?

Viene definito mining lo strumento per la convalida delle transazioni nella rete di una criptovaluta. Al suo cuore vi è la verifica matematica delle transazioni eseguita da computer molto potenti (si usano in genere delle GPU di fascia alta o degli ASIC).

La velocità di generazione degli hash, che convalidano qualsiasi transazione e garantiscono una frazione della relativa criptomoneta, vanno al nodo che riesce a completarla per primo (in altri parole, a chi ha la rete di computer più potente).

Per incentivare le persone a partecipare al sistema P2P e quindi condividere la potenza di calcolo dei propri computer con tutta la rete, è stato creato un sistema di ricompensa che emette un’unità di criptomoneta a ogni completamento di un blocco.

Al fine di validare una sequenza di blocchi, è necessaria un’enorme quantità di potenza computazionale. Una volta che tutti i calcoli matematici sono stati effettuati, il titolare del computer (o della rete di computer) che è riuscito a terminare per primo il calcolo riceve come ricompensa un’unità.

Alcuni minatori utilizzano la rete per condividere il carico di lavoro, anche se spesse volte attraverso la distribuzione di malware che “attivano” i computer delle persone ignare e li mettono al loro servizio.

La privacy assicurata dalla criptomoneta

La maggior parte delle criptomonete non è legata alla persona fisica ma a una serie di credenziali random (scelte comunque dall’utente). Ciò significa che presenta un buon livello di anonimato, essendo perfetta per tutti gli acquisti che non si desiderano essere tracciati dai vari intermediari tradizionali (VISA, Mastercard ecc.).

A garantire la privacy e l’anonimato delle persone e delle transazioni che avvengono relativamente a una determinata criptovaluta troviamo tre punti cardine, adottate in diversa misura dalle varie monete:

  • Offuscamento dell’indirizzo IP
  • Blockchain pubblica
  • Transazioni mobile anonime

Tassazione sulle criptovalute

La tassazione sulle criptovalute in Italia prevede due obblighi: monitoraggio e fondo obbligo. Per l’obbligo di monitoraggio non ci sono tasse da pagare, ma l’utente è chiamato a inserire nella dichiarazione dei redditi l’importo detenuto come investimento in criptovalute, da inizio a fine anno. Se non si rispetta l’obbligo di monitoraggio, si rischia una sanzione che va dal 3 al 15 per cento dell’investimento.

Il fondo obbligo prevede invece la dichiarazione e il pagamento delle tasse su plusvalenze e minusvalenze, ma solo se l’investimento supera per sette giorni consecutivi i 51.600 euro, andando a pagare il 26 per cento su quelli che sono stati i guadagni effettivi. Se, invece, non si vende, non c’è alcuna tassa da pagare.

Con questo ci auguriamo di aver risposto in maniera esaustiva alla domanda “Devo pagare una tassa sulle criptovalute?”.

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