La Stazione Spaziale Internazionale continua a fare i conti con le perdite d’aria nel segmento russo, un problema che potrebbe influenzare la gestione della struttura orbitale negli ultimi anni della sua vita operativa. Dopo diversi tentativi di riparazione senza risultati significativi, Roscosmos sembra intenzionata a chiudere definitivamente la sezione PrK del modulo Zvezda, modificando le procedure utilizzate per il rifornimento e per le correzioni dell’orbita della ISS.

La decisione, che al momento non è stata annunciata ufficialmente dalle agenzie spaziali russa e statunitense, rappresenterebbe un cambiamento importante nella gestione della stazione. L’obbiettivo sarebbe ridurre le perdite e migliorare la sicurezza, evitando di continuare a sottoporre la sezione interessata a variazioni di pressione. Si tratta di una questione particolarmente rilevante anche alla luce delle discussioni su un possibile prolungamento della vita operativa della ISS oltre le scadenze attualmente previste.

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Le perdite d’aria del modulo Zvezda mettono alla prova il futuro della ISS

Il problema riguarda la sezione PrK del modulo Zvezda, appartenente al segmento russo della Stazione Spaziale Internazionale. Nel corso del tempo, alcune crepe hanno provocato perdite d’aria verso lo spazio, spingendo Roscosmos a tentare diversi interventi per ripristinare la tenuta della struttura.

Tra maggio e giugno 2026, i cosmonauti avevano avviato nuove operazioni di riparazione, successivamente sospese senza ottenere miglioramenti significativi. Le perdite non rappresenterebbero un pericolo immediato per gli astronauti a bordo, ma rimangono un problema strutturale da non sottovalutare, soprattutto se la ISS dovesse rimanere operativa più a lungo del previsto.

Come sempre quando si parla del futuro della Stazione Spaziale Internazionale, infatti, occorre considerare anche le difficoltà legate alla disponibilità di alternative; i programmi per la realizzazione di stazioni spaziali commerciali procedono a rilento e, nel frattempo, si continua a discutere della possibilità di estendere le operazioni della ISS dal 2030 al 2032, posticipando il rientro atmosferico dal 2031 al 2033.

In questo scenario, la necessità di gestire le criticità del segmento russo assume un peso ancora maggiore. La possibile chiusura definitiva della sezione PrK, salvo la necessità di un’evacuazione di emergenza, sarebbe quindi una misura volta a limitare gli effetti delle perdite, senza richiedere necessariamente il ripristino completo della sua funzionalità.

Secondo quanto riportato dall’esperto Anatoly Zak su RussianSpaceWeb, Roscosmos starebbe valutando una modifica sostanziale delle procedure a partire dalla missione di rifornimento Progress MS-36, prevista indicativamente tra circa un mese.

La navicella cargo dovrebbe inizialmente attraccare al modulo Poisk, identificato anche come MIM1, consentendo ai cosmonauti di scaricare il materiale trasportato. Successivamente, il veicolo si separerebbe per effettuare un secondo attracco a una porta della sezione PrK, così da poter accendere i motori e contribuire alla correzione dell’orbita della Stazione Spaziale internazionale.

Questa procedura permetterebbe di evitare i ripetuti cambiamenti della pressione interna della sezione PrK, riducendo le perdite d’aria e le sollecitazioni sulla struttura. Allo stesso tempo, consentirebbe di continuare a scaricare i rifornimenti attraverso il modulo Poisk e di utilizzare la navicella Progress per le correzioni orbitali. La contropartita sarebbe una maggiore complessità delle operazioni di rifornimento, che richiederebbero una sequenza di manovre diversa da quella abituale.

Una possibile dismissione della sezione PrK era già stata discussa nei mesi scorsi, quando Roscosmos aveva cercato di rassicurare la NASA sulla situazione. Anche questa volta, secondo le informazioni disponibili, le due agenzie non avrebbero ancora comunicato pubblicamente la scelta.

La mancata comunicazione sarebbe legata anche alla volontà di preservare i rapporti tra le due agenzie, evitando di creare tensioni nella collaborazione a bordo della ISS e di mettere Roscosmos in una posizione imbarazzante sul piano politico. La questione si inserisce infatti in un contesto internazionale complesso, nel quale la cooperazione tra Russia e Stati Uniti continua a essere importante nonostante le tensioni tra i rispettivi Paesi.

Per il momento, dunque, la chiusura della sezione PrK resta un’ipotesi riportata da fonti specializzate e non ancora confermata ufficialmente. Se il piano venisse attuato, rappresenterebbe un ulteriore adattamento delle operazioni della ISS alle condizioni del modulo Zvezda, con l’obiettivo di contenere le perdite d’aria senza rinunciare alle attività essenziali della stazione.