A meno di tre mesi di distanza dal passaggio di proprietà che ha portato Electronic Arts fuori dalla Borsa, sono arrivate le prime scelte drastiche della nuova gestione, e la più pesante riguarda uno degli studi più amati dai giocatori di ruolo.

Nella giornata di mercoledì EA ha annunciato la chiusura di BioWare, la casa di Mass Effect e Dragon Age, insieme a un piano di licenziamenti e a una revisione dei progetti in corso in diversi altri team. Vediamo nel dettaglio cosa cambia.

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La fine di BioWare dopo Anthem e Dragon Age: The Veilguard

Che qualcosa sarebbe cambiato era piuttosto prevedibile, dato che i nuovi proprietari hanno caricato l’azienda di un debito da 20 miliardi di dollari. L’acquisizione, come ricostruito da Game Informer, si è chiusa il 4 agosto ed è stata condotta da un consorzio formato dal fondo sovrano saudita PIF, da Silver Lake e da Affinity Partners, per un valore complessivo di 55 miliardi di dollari.

A pagare il prezzo più alto è BioWare, acquisita da EA nel 2007 e in difficoltà ormai da anni, con Anthem, spento definitivamente all’inizio di quest’anno, e Dragon Age: The Veilguard, entrambi rimasti al di sotto delle attese di vendita. Un piccolo gruppo di sviluppatori stava lavorando alle fasi iniziali del prossimo Mass Effect, ma EA ha deciso di cancellare il progetto e di chiudere lo studio per intero, compresa la sede storica di Edmonton, in Alberta.

La decisione è stata comunicata con un memo firmato dai due co-presidenti Cam Weber e David Tinson, che sul punto scrivono: “BioWare è uno studio leggendario che ha contribuito a definire il genere dei giochi di ruolo, e non prendiamo questa decisione alla leggera“.


Nel complesso, secondo quanto riportato da Variety, EA ridurrà la propria forza lavoro di circa il 3%, ovvero intorno alle 400 persone, e l’azienda ha fatto sapere che aiuterà i dipendenti coinvolti a valutare altre opportunità all’interno del gruppo.

Tra gli studi colpiti c’è anche Full Circle, lo sviluppatore di Skate, il gioco in accesso anticipato da settembre dello scorso anno. Il memo riconosce al titolo un notevole successo nell’attirare giocatori, ma spiega che EA sta “apportando modifiche allo studio per avere un team più concentrato e più piccolo, in grado di realizzare una roadmap molto chiara per la nostra community, che riteniamo possa costruire un business più sano e sostenibile“.

Va detto che anche Maxis, la casa di The Sims, deve fare i conti con la riorganizzazione, perché lo sviluppo di quello che EA chiama Project Lotus viene messo in pausa per concentrare più risorse su un’altra iniziativa, denominata Project Evergreen.

Su cosa punterà EA da qui in avanti

Il memo traccia anche la direzione per gli altri studi. Respawn e DICE, oltre a continuare a lavorare su Battlefield e su Apex Legends, che riceverà nuove modalità multigiocatore, stanno collaborando a un nuovo sparatutto che, secondo le fonti di Variety, sarebbe Star Wars: Battlefront 3. Nei giorni scorsi si era parlato di diversi studi in corsa per sviluppare il gioco, Bungie compresa, ma a quanto pare la serie resterà in casa EA, del resto proprio DICE aveva firmato gli ultimi due capitoli di Battlefront.

Sul fronte dei giochi d’azione e avventura, dopo Marvel’s Iron Man e il prossimo Star Wars Jedi, EA ha spiegato che concentrerà i propri sforzi su un numero minore di progetti di grandi dimensioni portati avanti in parallelo. EA Sports, invece, riporterà in vita la serie Fight Night, mentre il team dedicato al football americano sta lavorando a quella che viene descritta come un’esperienza open world completamente nuova e pensata prima di tutto per la dimensione social.

Ulteriori dettagli su questi progetti arriveranno nei prossimi mesi. Resta dunque da capire che fine faranno le serie Mass Effect e Dragon Age, che rimangono di proprietà di EA ma da oggi non hanno più lo studio che le aveva create.