L’ipotesi di una fusione tra Tesla e SpaceX compie un passo avanti: Elon Musk ha confermato che entrambe le società hanno istituito comitati speciali per valutare l’operazione, che potrebbe riunire sotto lo stesso tetto automobili elettriche, razzi, satelliti e intelligenza artificiale. Il progetto, tuttavia, è ancora in una fase preliminare e non esiste un accordo sui termini della possibile transazione.
Le indiscrezioni circolavano ormai da settimane, alimentate dalle dichiarazioni dello stesso Musk e dalle collaborazioni già avviate tra le sue aziende. Ora, durante la conference call dedicata ai risultati del terzo trimestre di SpaceX, è arrivata una conferma importante: i consigli di amministrazione hanno avviato un percorso formale per esaminare la possibilità di unire le due realtà; un passaggio significativo, che non equivale però a un annuncio ufficiale della fusione.
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Cosa ha confermato Musk sulla fusione tra Tesla e SpaceX
Nel corso della presentazione dei risultati finanziari, Musk ha spiegato che Tesla e SpaceX hanno costituito comitati speciali composti da amministratori indipendenti, incaricati di discutere l’eventuale operazione su richiesta degli azionisti. L’imprenditore ha anche chiarito perché non prenderà parte direttamente ai confronti, trovandosi in una posizione di conflitto di interessi, dovrà lasciare che siano i comitati a valutare autonomamente la proposta.
La sua posizione personale, comunque, non sembra lasciare molti dubbi; Musk ha dichiarato di ritenere positiva una possibile unione, citando le opportunità legate allo sviluppo del software per la superintelligenza, alla progettazione dei semiconduttori, alla robotica, alle infrastrutture di calcolo e alla connettività. Tra i progetti condivisi figura anche Terafab, l’iniziativa per la produzione di chip ad Austin, in Texas.
Il fondatore di Tesla e SpaceX ha però invitato a non considerare l’operazione già conclusa, i comitati non hanno ancora concordato i termini di una transazione e, secondo Musk, dare per certa la fusione sarebbe prematuro. Qualsiasi accordo dovrebbe inoltre passare attraverso le necessarie approvazioni degli azionisti.
Voto, tempistiche e indizi: cosa potrebbe succedere adesso
Per Tesla, in particolare, Musk ha indicato una soglia del 50% di tutte le azioni in circolazione, non soltanto di quelle che parteciperebbero al voto. Un requisito tutt’altro che semplice, nel 2025, per esempio, la proposta di eliminare il rinnovo scaglionato del consiglio di amministrazione aveva raccolto appena il 39,4% delle azioni in circolazione, senza riuscire a passare. La quota di voto di Musk si aggira invece introno al 20%, rendendo fondamentale il sostegno degli altri investitori.
Anche le tempistiche restano da chiarire, Tesla ha già depositato la documentazione per l’assemblea annuale del 3 dicembre, che comprende l’elezione di tre consiglieri, il voto consultivo sulla remunerazione dei dirigenti e la ratifica del revisore contabile. L’analista di Barclays Dan Levy aveva osservato che un annuncio entro la fine di ottobre o l’inizio di novembre sarebbe stato necessario per provare a portare la questione all’assemblea annuale. In assenza di un accordo sui termini una votazione potrebbe quindi richiedere un’assemblea straordinaria.
L’ipotesi di un’unione non è nata soltanto dalle dichiarazioni più recenti, all’All-In Summit di settembre Musk aveva già invitato a immaginare quali iniziative potessero derivare dalla stretta collaborazione tra le sue aziende. Anche la presentazione della nuova Roadster, avvenuta la scorsa settimana e caratterizzata da propulsori a gas freddo derivati dalla tecnologia di SpaceX, ha alimentato le speculazioni. Un ulteriore elemento è rappresentato dalla piccola partecipazione di SpaceX detenuta da Tesla attraverso il precedente investimento in xAI.
Resta aperta anche la struttura dell’operazione: tra gli scenari discussi c’è quello in cui SpaceX potrebbe acquistare Tesla, anziché procedere a una fusione tra pari; per ora, tuttavia, non son stati comunicati termini ufficiali che consentano di stabilire quale soluzione sia effettivamente sul tavolo.
Un gruppo da 3.500 miliardi di dollari tra auto, spazio e intelligenza artificiale
Per comprendere le ragioni industriali dietro questa possibilità, bisogna guardare alla trasformazione di SpaceX e al ruolo sempre più centrale dell’intelligenza artificiale nell’ecosistema di Musk. Nel terzo trimestre, SpaceX ha registrato ricavi per 14,58 miliardi di dollari, in crescita del 161% su base annua, e un utile netto di 4,4 miliardi di dollari, a fronte di una perdita di circa 1,05 miliardi nello stesso periodo dell’anno precedente.
A sorprendere è soprattutto la crescita delle attività legate all’intelligenza artificiale, che hanno generato 7,56 miliardi di dollari di ricavi, contro gli 813 milioni dell’anno precedente. Il segmento ha così superato quello della connettività satellitare per fatturato, mentre Starlink continua a rappresentare la principale fonte di utile operativo: 2,37 miliardi di dollari nel trimestre, rispetto ai 431 milioni dell’IA e la perdita di 7 milioni delle attività spaziali. Gli abbonati a Starlink hanno raggiunto quota 13,6 milioni.
SpaceX non si limita a sviluppare modelli di intelligenza artificiale, affitta capacità di calcolo a società come Anthropic, Google e Reflection AI; è soprattutto questa attività a trainare i ricavi del comparto, mentre le infrastrutture satellitari continuano a garantire una parte importante della redditività.
Tesla porterebbe in un eventuale gruppo comune le proprie attività nel settore automobilistico, le batterie per l’accumulo energetico, la guida autonoma e la robotica. L’obbiettivo sarebbe coordinare meglio investimenti e sviluppo tecnologico, mettendo in relazione capacità di calcolo, semiconduttori, software e infrastrutture di comunicazione. Le collaborazioni esistono già, xAI è un importante cliente delle batterie di Tesla destinate all’accumulo di energia e le due realtà lavorano al progetto Terafab.
La capitalizzazione combinata delle due società si aggirerebbe intorno ai 3.500 miliardi di dollari, con circa 2.000 miliardi attribuiti a SpaceX e quasi 1.500 miliardi a Tesla. Si tratterebbe di un’operazione di dimensioni eccezionali, ma la semplice somma delle valutazioni di mercato non basta a stabilire come verrebbe strutturata; bisognerebbe infatti definire il rapporto di cambio tra le azioni, il valore riconosciuto a ciascuna società e la quota del nuovo gruppo spettante ai rispettivi azionisti.
Ci sono inoltre rischi da non sottovalutare, una fusione consentirebbe potenzialmente di coordinare gli investimenti con maggiore libertà, ma esporrebbe gli azionisti di Tesla anche ai costi e ai rischi delle attività spaziali e delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Allo stesso modo, gli investitori di SpaceX si troverebbero esposti all’andamento del mercato automobilistico e alle sfide industriali di Tesla.
Fabbisogno finanziario, remunerazione e prossimi passi
Il fabbisogno finanziario è un altro elemento centrale, SpaceX ha indicato investimenti in conto capitale per 19,6 miliardi di dollari nel terzo trimestre, destinati soprattutto alle infrastrutture di calcolo, a Starship e alla produzione di satelliti. Per il quarto trimestre, la previsione sale a 35-40 miliardi di dollari, numeri che mostrano quanto possa essere impegnativo sostenere l’espansione delle attività, nonostante la forte crescita dei ricavi.
Resta infine la questione del conflitto di interessi, Musk guida entrambe le aziende, ma le sue partecipazioni sono differenti e l’eventuale rapporto di cambio avrebbe conseguenze dirette sul valore riconosciuto ai diversi gruppi di azionisti. Anche il suo piano di remunerazione azionaria potrebbe essere influenzato da un’acquisizione di Tesla, a seconda delle condizioni dell’operazione.
La reazione dei mercati ha già mostrato quanto la prospettiva sia seguita dagli investitori: SpaceX ha registrato un rialzo di circa l’8% nelle contrattazioni successive alla chiusura della Borsa, dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali e le dichiarazioni di Musk.
Il prossimo appuntamento importante è fissato per la giornata odierna, quando Tesla pubblicherà i risultati del terzo trimestre dopo la chiusura dei mercati statunitensi. Gli investitori cercheranno informazioni sull’avanzamento delle discussioni e sulle possibili condizioni della fusione. Per il momento, la conferma dei comitati indipendenti rappresenta un passo concreto, ma la strada verso un unico gruppo che riunisca Tesla, SpaceX e le attività collegate all’intelligenza artificiale resta ancora tutta da percorrere. Il dato decisivo sarà il rapporto di cambio tra le azioni, senza il quale non sarà possibile valutare davvero le conseguenze dell’operazione per gli azionisti delle due società.
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