Meta ha rilasciato in open source il codice che permette di far girare Muse, il proprio agente AI personale, su hardware costruito in casa, mettendo a disposizione su GitHub un SDK dedicato e un sito, raggiungibile all’indirizzo gadgets.muse.ai, pensato per raccogliere le indicazioni necessarie a chi voglia cimentarsi nell’impresa.
Del Muse Charm il piccolo dispositivo da portachiavi dotato di display, altoparlanti, microfoni e sensore per le impronte che Meta aveva tenuto come sorpresa finale del keynote di Connect 2026, avevamo scritto qualche giorno fa, e quella idea torna adesso in una versione più artigianale, dato che tra i progetti suggeriti dall’azienda compare proprio un dispositivo con piccolo schermo touch che somiglia parecchio a un Charm fai da te.
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Da un pannello E Ink a una chiavetta HDMI
Le altre proposte avanzate da Meta vanno in direzioni piuttosto diverse tra loro, perché si va dal caricare Muse su un display E Ink a colori per visualizzare promemoria fino all’integrazione dell’agente in una chiavetta HDMI, soluzione che consente di portarlo direttamente su uno schermo di grandi dimensioni, passando appunto per il dispositivo con schermo touch di piccolo formato.
“I gadget Muse sono dispositivi open source che costruite voi stessi“, spiega l’azienda. “Programmate una scheda ESP32 reperibile ovunque oppure configurate un Raspberry Pi con i nostri SDK, poi collegate Muse ai vostri display, pulsanti, sensori, attuatori e a qualunque altra cosa vi ritroviate sul banco di lavoro“. Il tutto accompagnato da un avvertimento piuttosto esplicito, dato che Meta invita chiunque voglia procedere a farlo “a proprio rischio e pericolo”.
Arriva anche Muse Home Link, e viene regalato
Accanto al codice aperto, l’azienda mette in campo un dispositivo realizzato da lei, il Muse Home Link, che viene distribuito gratuitamente e sfrutta le competenze sviluppate dalla comunità per far svolgere all’agente operazioni concrete dentro casa, dall’accendere una luce al controllare il televisore, fino all’invio di un documento alla stampante, con le possibilità che variano naturalmente in base alla configurazione di ciascuno.
Secondo quanto riferito da Nat Friedman dei Meta Superintelligence Labs, la produzione si è fermata a 5.000 unità, numero che rende l’operazione più simile a un esperimento allargato che a un lancio commerciale vero e proprio, e chi fosse interessato può già mettersi in lista d’attesa in vista delle spedizioni previste nel corso di questo mese.

Infine, vale la pena ricordare quanto rapidamente Meta stia muovendo i propri pezzi attorno a Muse, presentato appena il 9 settembre come agente personale capace di aprire pagine web, compilare moduli e portare a termine prenotazioni e acquisti al posto dell’utente, e salito in poche settimane al primo posto tra le app gratuite più scaricate negli Stati Uniti, davanti anche a ChatGPT.
Nel frattempo l’ecosistema attorno all’agente ha continuato ad allargarsi, con Spotify che a fine settembre ha aperto a Muse l’intero ventaglio delle proprie funzioni, mentre sul fronte opposto Amazon ha scelto di bloccarlo impedendogli di completare acquisti sul proprio store, accusandolo di non identificarsi come agente automatizzato durante la navigazione.
L’apertura del codice sembra quindi rispondere alla volontà di Meta di far crescere attorno a Muse una comunità di sviluppatori e smanettoni capace di produrre applicazioni e dispositivi che Meta non avrebbe tempo né interesse a realizzare internamente, allargando la presenza dell’agente ben oltre l’app e gli occhiali intelligenti.
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