Un gruppo di ricercatori ha analizzato i dati raccolti da Oura Ring su oltre mille persone, scoprendo che chi riportava sintomi più seri tendeva a dormire peggio, avere una HRV più bassa e muoversi meno.

Avevamo già raccontato di un altro studio, pubblicato sul Journal of Psychopathology and Clinical Science, che metteva in dubbio l’affidabilità degli smartwatch nel misurare correttamente i livelli di stress, segnalando come questi dispositivi tendano a confondere lo stress con l’eccitazione positiva; questo nuovo lavoro si muove su un terreno diverso, più ampio e strutturato, e arriva a conclusioni che vale la pena leggere con la stessa cautela metodologica.

Lo studio, pubblicato su BMC Medicine, ha analizzato 1.290 persone della Northern Finland Birth Cohort, tra i 33 e i 35 anni; ai partecipanti è stato chiesto di indossare l’anello per due settimane, compilando questionari validati.

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Un pattern che emerge su più metriche

Chi riportava ansia da moderata a severa tendeva a trascorrere meno tempo della notte in sonno REM e profondo, e più tempo in sonno leggero; differenze simili sono emerse tra i partecipanti i cui questionari indicavano sintomi di depressione e ansia.

Questi stessi gruppi mostravano anche una frequenza cardiaca più alta durante il sonno, una HRV notturna più bassa e livelli di attività fisica diurna ridotti.

Nessuno di questi risultati, preso singolarmente, risulta particolarmente sorprendente visto che comunque sonno scadente, attività ridotta e variazioni del sistema nervoso autonomo sono già stati associati alla salute mentale in passato.

Ciò che rende questo studio più interessante è che tutti questi segnali sono stati raccolti passivamente da un comune smart ring, mentre le persone conducevano la propria vita normale.

La HRV merita un’attenzione particolare in questo contesto in quanto i wearable la usano da tempo per monitorare recupero e stress, e valori più bassi possono indicare che il corpo sta gestendo un qualche carico aggiuntivo.

Il problema è che la HRV da sola non può dire quale sia quel carico: alcol, malattie, sonno scadente, allenamento, stress e molti altri fattori possono far variare il numero, quindi vedere una HRV bassa sul proprio Oura Ring non significa automaticamente avere depressione o ansia.

Lo studio diventa più utile proprio quando questi segnali vengono considerati insieme a tutti gli altri quindi, ad esempio, HRV bassa, frequenza cardiaca notturna più alta, meno sonno profondo e REM e minore movimento diurno iniziano a comporre un quadro fisiologico e comportamentale più ampio, invece di affidarsi a una singola misurazione isolata.

Oura Ring studio depressione ansia

 

Non il modello più recente, e qualche limite da considerare

I ricercatori hanno utilizzato la seconda generazione di Oura Ring dunque lo studio non si basava su un sensore nuovo o su una funzione sperimentale dedicata alla salute mentale, ma su metriche piuttosto basilari che smart ring e smartwatch raccolgono già da anni.

Un dettaglio a nostro avviso interessante è che i partecipanti non ricevevano alcun feedback dall’anello durante lo studio, quindi il loro comportamento non veniva influenzato da punteggi di prontezza o consigli dall’app Oura i quali spesso possono suggestionare gli utenti; i ricercatori osservavano essenzialmente il pattern grezzo lasciato da sonno, frequenza cardiaca notturna, HRV e movimento.

Ci sono comunque dei limiti da tenere a mente visto che comunque si tratta di uno studio trasversale, quindi mostra un’associazione in un singolo momento temporale piuttosto che dimostrare che questi cambiamenti rilevati dal wearable predicano un peggioramento della salute mentale. I partecipanti, inoltre, appartenevano tutti alla stessa fascia d’età e provenivano dalla stessa coorte di nascita finlandese.

In generale è uno studio estremamente interessante che va ad aggiungersi ai precedenti in merito alla relazione tra le metriche basilari del nostro corpo e gli stati depressivi e di ansia, dando grande importanza non solo alle pure sensazioni del nostro fisico ma anche, e soprattutto, alla nostra mente.