Elon Musk torna al fianco di Donald Trump con un incarico che guarda dritto al futuro della guerra. Il fondatore di Tesla e xAI co-guiderà un’iniziativa del Pentagono dedicata a come intelligenza artificiale e nuove tecnologie trasformeranno i conflitti dei prossimi anni.
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Un ritorno alla Casa Bianca dopo mesi di distanza
Il nuovo ruolo arriva dopo il ritorno di Musk alla Casa Bianca, dove nei giorni scorsi è comparso accanto al presidente durante un pranzo che ha riunito alcuni dei nomi più importanti dell’industria mondiale dell’intelligenza artificiale. Al tavolo sedevano, tra gli altri, il numero uno di Nvidia Jensen Huang, il CEO di Anthropic Dario Amodei, il cofondatore di OpenAI Greg Brockman e i vertici di Meta, Google, Microsoft e Amazon.
Da quell’incontro è nato il White House Accord on Superintelligence, un accordo volontario sulla sicurezza dei sistemi di IA più avanzati. Il miliardario aveva già guidato in passato il Department of Government Efficiency (Doge), l’iniziativa voluta dal presidente per ridurre la spesa pubblica e riorganizzare l’apparato federale, prima di lasciare l’incarico nel maggio 2025 dopo uno scontro pubblico con Trump. A distanza di tempo torna a collaborare ufficialmente, questa volta su uno dei temi più delicati per gli Stati Uniti.
Cosa prevede l’accordo sulla superintelligenza
Il documento, il cui nome completo è The White House Accord on Superintelligence: A Joint Commitment on Frontier SI Responsibilities, impegna le aziende firmatarie a dotarsi di controlli interni robusti e di sistemi di revisione sia interna sia esterna sui modelli di IA più avanzati. Porta la firma di Trump insieme a quella di Sundar Pichai (Google), Dario Amodei (Anthropic), Mark Zuckerberg (Meta), Greg Brockman (OpenAI), Elon Musk (xAI) e Jensen Huang (Nvidia).
La struttura dei controlli è articolata su quattro livelli volontari: controlli interni, un team interno dedicato, un revisore esterno indipendente e un comitato del consiglio di amministrazione. Trump lo ha definito “moralmente vincolante”, ma non è una legge né un obbligo giuridico: resta un impegno tra le aziende coinvolte. Lo speaker della Camera Mike Johnson lo ha riassunto così:
Un documento costruito su principi di autodisciplina più che su obblighi verificabili dall’esterno.
Sul fronte politico non sono mancate le critiche. Il senatore Richard Blumenthal ha dichiarato che l’accordo non ha alcuna forza coercitiva e non renderà le aziende tecnologiche responsabili, anche se il testo lascia aperta la possibilità che le misure diventino in futuro obbligatorie. Con un ordine esecutivo separato, dipartimenti e agenzie federali sono stati istruiti a usare i termini “Super Intelligence” e “SI” al posto di “Artificial Intelligence” e “AI” nei documenti non normativi, nei rapporti e sui siti web.
Per Tesla non sono previste conseguenze dirette: il collegamento con Musk riguarda il suo ruolo nel settore dell’IA attraverso xAI e la sua esperienza nelle tecnologie avanzate, senza alcun riferimento a veicoli, guida autonoma o normative specifiche per le auto elettriche. Il legame più concreto con l’azienda resta quello energetico, con l’obiettivo indicato da Musk di 200 gigawatt l’anno di produzione solare tra SpaceX e Tesla.
In parallelo, Musk considera Colossus 2 un tassello chiave per la crescita di xAI. Nel data center dedicato all’intelligenza artificiale, che Musk descrive come cluster di SpaceXAI/xAI vicino a Memphis e non come infrastruttura Tesla, sono già operativi 110.000 chip Nvidia GB200 e 440.000 GB300, mentre un ulteriore lotto di 220.000 GB300 è indicato come destinato a entrare online nei prossimi giorni. L’obiettivo è rafforzare l’infrastruttura di calcolo di xAI e degli altri progetti, che usano data center come Colossus 2 alimentati anche da batterie Tesla Megapack.
Project Meridian e il futuro del combattimento
Il nuovo incarico prende forma nel Project Meridian, presentato dal capo del Pentagono Pete Hegseth come un’iniziativa dedicata allo studio del futuro della guerra e delle tecnologie che gli Stati Uniti dovranno sviluppare per affrontarlo. Musk sarà uno dei tre co-leader del progetto, insieme a Palmer Luckey, cofondatore di Anduril Industries, e all’ex speaker della Camera Newt Gingrich. Nel gruppo entreranno anche manager del settore privato, esperti di tecnologia, accademici e specialisti di politiche pubbliche.
Il perimetro tematico è ampio: lo studio analizzerà tecnologie come intelligenza artificiale, autonomia, energia diretta, robotica e biotecnologia applicate ai diversi domini di combattimento, spingendosi fino allo spazio e oltre la Luna. Il coordinamento tecnico spetta al responsabile tecnologico del Dipartimento, Emil Michael, ex vicepresidente di Uber. Hegseth ha fissato una scadenza precisa: i risultati dovranno essere completati e presentati entro 120 giorni, con la consegna fissata al 28 gennaio 2027 in un rapporto pubblico accompagnato da un allegato classificato.
Sempre il segretario alla Difesa ha annunciato un nuovo Autonomous Warfare Command, un comando a quattro stelle per droni e sistemi senza pilota, operativo entro ottobre 2027. Hegseth lo ha definito così:
Il più rapido cambiamento in tempo di pace della storia militare moderna.
Sullo sfondo resta la questione dei possibili conflitti di interesse. SpaceX e Anduril hanno già contratti miliardari con il Dipartimento della Difesa, e nessuna regola di astensione è stata annunciata per i co-leader del progetto. Anduril, l’azienda tecnologica di difesa fondata da Luckey, sviluppa sistemi militari autonomi e droni, ed è stata recentemente premiata con contratti governativi per produrre missili a lungo raggio e aerei da combattimento semi-autonomi.
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