Bruxelles torna a sollecitare i governi nazionali a intervenire sulla domanda di energia in vista dei mesi più freddi, riproponendo in larga parte le stesse misure già sperimentate durante la crisi del 2022.

Questa volta il commissario europeo all’Energia Dan Jorgensen ha affidato le indicazioni a una lettera inviata ai 27 ministri del settore, con l’obiettivo dichiarato di contenere i consumi di gas, elettricità e petrolio e, di conseguenza, allentare la pressione sui prezzi.

Del rincaro dei carburanti in Italia ci eravamo occupati appena ieri, quando Eni e IP avevano tagliato in autonomia i prezzi di benzina e diesel nelle proprie stazioni di servizio; la lettera della Commissione arriva quindi in un momento in cui il tema del costo dell’energia è già sul tavolo su più fronti, e riguarda direttamente anche il modo in cui verranno gestiti i consumi domestici e industriali nei prossimi mesi.

Le raccomandazioni fanno riferimento al piano AccelerateEU, pubblicato a maggio, che combina interventi sulla domanda con misure dal lato dell’offerta; l’obiettivo è ridurre il consumo di combustibili fossili aumentando allo stesso tempo il ricorso alle fonti rinnovabili, l’efficienza energetica, l’elettrificazione e la flessibilità dei consumi e delle reti.

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Sostegni a famiglie, industrie e trasporti

La missiva, visionata dall’ANSA, arriva in occasione della riunione informale del Consiglio Energia a Dublino, dove i ministri europei discutono della situazione delle forniture e delle possibili risposte al nuovo aumento dei costi energetici legato alla guerra in Medio Oriente.

Le indicazioni di Bruxelles non costituiscono obblighi per i governi nazionali, ma restano raccomandazioni che riprendono in parte gli interventi già visti nel 2022: ridurre il consumo di elettricità nelle ore di punta, quando la domanda sulla rete raggiunge i livelli più elevati, limitare il riscaldamento negli edifici pubblici durante la stagione fredda, spegnere di notte le luci non indispensabili, compresa l’illuminazione pubblica dove non necessaria, ed evitare il riscaldamento degli spazi esterni.

Una parte delle proposte riguarda direttamente famiglie e imprese: per i nuclei più vulnerabili vengono indicati voucher energetici, tariffe sociali e forme di sostegno al reddito, mentre tra le opzioni considerate figurano anche prezzi regolamentati temporaneamente e una riduzione di accise e imposte sull’elettricità.

Per le industrie ad alta intensità energetica, Bruxelles suggerisce invece di subordinare eventuali aiuti alla realizzazione di interventi di efficienza energetica, all’utilizzo di energia pulita o alla capacità di spostare i consumi verso i momenti in cui la domanda sulla rete è inferiore.

Il piano comprende anche il settore dei trasporti, con incentivi per il trasporto pubblico, ferroviario e la mobilità condivisa, investimenti nelle infrastrutture ciclabili e sostegni all’acquisto di auto, furgoni, camion e autobus elettrici; tra le misure citate rientrano inoltre nuove infrastrutture di ricarica, riduzioni dei pedaggi e dei costi di parcheggio per i veicoli a zero emissioni.

Le scorte di gas e i prossimi passaggi politici

Infine, ricordiamo anche che il quadro energetico europeo resta legato anche al livello delle scorte di gas: secondo quanto riportato dall’ANSA, gli stoccaggi europei risultano pieni poco oltre il 70% della capacità, mentre l’obiettivo indicato per dicembre è almeno dell’80%, e la situazione delle forniture sarà oggetto di ulteriori valutazioni nei prossimi giorni.

A Dublino i ministri dell’Energia discuteranno le indicazioni della Commissione, mentre è prevista anche una riunione del gruppo di coordinamento sul petrolio con gli esperti della Commissione e degli Stati membri, che servirà a valutare lo stato delle forniture e l’eventuale necessità di convocare una riunione straordinaria dei ministri dei Trasporti.

Resta invece incerto il percorso della proposta, avanzata a luglio dalla Commissione europea, di applicare una tassazione dell’elettricità più favorevole rispetto a quella del gas naturale per contribuire alla riduzione delle bollette, dato che diversi Paesi avrebbero espresso riserve su un intervento di natura fiscale; il tema del costo dell’energia è destinato comunque a essere discusso al Vertice europeo del 15 e 16 ottobre.

In Italia, intanto, il tema dei prezzi energetici si intreccia con quello dei carburanti visto che da ieri benzina e diesel risultano meno costosi presso le stazioni di servizio di Eni e IP per effetto di iniziative autonome delle due aziende, distinte da eventuali interventi governativi sulle accise, una riduzione che ha già provocato in alcune località code ai distributori e che, secondo quanto riferito da alcuni gestori, potrebbe comprimere i margini delle stazioni di servizio. Vi terremo aggiornati sui prossimi sviluppi in merito alla strategia energetica dell’Unione Europea.