Il primo incontro tra Jensen Huang e Dario Amodei non fu idilliaco. Stando a un estratto del libro The AGI Chronicles di Kevin Roose, i due si sarebbero trovati a cena nel maggio 2022 per parlare delle esigenze di calcolo di Anthropic, ma la serata sarebbe degenerata tra confronti sui chip, battibecchi e frecciatine difficili da dimenticare.
Apropos of Jensen/Ezra, here's a story from The AGI Chronicles about the first time Dario Amodei and Jensen met to discuss Anthropic's compute needs. Didn't go well! pic.twitter.com/KQxsHarE9y
— Kevin Roose (@kevinroose) September 24, 2026
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Una cena a base di numeri e tensioni
L’incontro si tenne all’Eight Tables, raffinato ristorante cinese di San Francisco, con un obiettivo preciso: discutere il fabbisogno di potenza di calcolo di Anthropic per sostenere i suoi modelli. Prima ancora che arrivassero le portate, però, il clima si era già surriscaldato. Secondo quanto racconta il libro, Tom Brown, chief compute officer di Anthropic, aveva cercato di strappare uno sconto sulle GPU mostrando a Huang un foglio di calcolo in cui sosteneva che le Tensor Processing Unit di Google fossero, dollaro per dollaro, un investimento migliore dei chip Nvidia.
Eight Tables
— Kevin Roose (@kevinroose) September 25, 2026
Bastò poco per far saltare la trattativa: il libro afferma che Huang, irritato dal paragone, definì Brown un “bean counter”, espressione poco lusinghiera con cui si indica chi guarda solo ai numeri e non alla visione. Un portavoce di Nvidia ha però smentito questa ricostruzione a Roose, gettando un’ombra di dubbio su uno dei passaggi più coloriti dell’episodio.
Il data center più grande del mondo e l’accostamento a Trump
Se il preambolo era stato burrascoso, la cena non andò meglio. Huang avrebbe iniziato a parlare della costruzione del più grande data center del mondo, progetto che evidentemente accendeva il suo entusiasmo ma che non convinceva il suo interlocutore. Amodei lo incalzò con una raffica di domande, cercando dettagli e chiarimenti, e secondo la fonte citata nel libro il CEO di Nvidia “continuava a ripetere le stesse cose”.
Una dinamica che portò Amodei a mormorare che Huang stava comportandosi in modo “una specie di Trump”. L’incontro non produsse alcun accordo immediato, ma le due aziende riuscirono in seguito a costruire una partnership, segno che i rapporti si sono poi ricuciti sul piano industriale.
Huang “continuava a ripetere le stesse cose”, sostiene il libro citando una fonte presente alla cena
Oggi Anthropic utilizza un mix di GPU di Nvidia e AMD, le TPU di Google, e sta lavorando alla co-progettazione di chip personalizzati per l’inferenza, una strategia che riduce la dipendenza da un singolo fornitore e che, alla luce di quella cena, appare coerente con le intenzioni iniziali.

Posizioni divergenti su regolamentazione e futuro dell’AI
Le distanze tra i due non si fermano a una cena andata male. Huang e Amodei hanno espresso più volte visioni pubbliche difficilmente conciliabili, e il tema della regolamentazione dell’intelligenza artificiale è quello su cui il solco appare più profondo. Amodei ha recentemente pubblicato un saggio intitolato “We Must Pace the Frontier”, in cui raccomanda di rallentare il ritmo con cui i nuovi modelli vengono migliorati, e ha anche cenato con Donald Trump.

Huang, dal canto suo, ha pubblicamente preso le distanze da queste posizioni. Durante una conferenza stampa al GTC di Parigi, commentando le dichiarazioni di Amodei secondo cui l’AI distruggerà metà dei lavori d’ufficio entry-level e causerà un picco di disoccupazione tra il 10 e il 20%, il CEO di Nvidia si è detto “praticamente in disaccordo con quasi tutto” ciò che il collega aveva affermato. La sua ricetta è diversa: le aziende dovrebbero autoregolamentarsi, e chi rilascia prodotti non sicuri dovrebbe essere chiuso, una posizione che per molti versi rovescia l’approccio prudenziale suggerito da Anthropic.

Molti attacchi AI fuori controllo, come il modello di OpenAI che attaccò Hugging Face, erano in fase di addestramento proprio mentre questi episodi si verificavano, a riprova di quanto il tema sia concreto e non solo teorico. The AGI Chronicles, che si basa su oltre 150 interviste a figure interne di OpenAI, Anthropic e Google DeepMind, oltre a documenti aziendali e memo di ricerca inediti, arriva in libreria il 6 ottobre 2026. Secondo una recensione, il volume racconta anche come i dirigenti si siano affannati a garantirsi finanziamenti astronomici per acquistare chip all’avanguardia e trattenere talenti d’élite, arrivando in alcuni casi a offrire stipendi superiori ai 100 milioni di dollari.
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