BYD si aspetta di portare sulle strade il proprio primo veicolo elettrico con batteria allo stato solido nel 2027, secondo quanto dichiarato da Stella Li, vicepresidente esecutivo del gruppo, che ha definito l’azienda in una posizione di leadership sia sul piano tecnologico sia su quello della futura commercializzazione.

In questi ultimi mesi ne avevamo già seguito il percorso, dai primi progressi annunciati agli investitori lo scorso febbraio fino al brevetto sul doppio elettrolita depositato a luglio; la nuova dichiarazione di Li conferma sostanzialmente la stessa tempistica emersa già mesi fa, ma con dettagli più precisi sul tipo di tecnologia e sui possibili modelli coinvolti.

Segui TuttoTech.net su Google Discover

Prima piccoli volumi, poi la produzione di massa

Il debutto non coinciderà con una diffusione immediata su larga scala. Secondo i piani emersi finora, FinDreams, la divisione batterie di BYD, punta ad avviare nel 2027 una produzione limitata di celle allo stato solido basate su elettrolita solforato, per poi aumentare progressivamente i volumi fino alla produzione di massa prevista intorno al 2030.

Li ha spiegato che BYD sta lavorando su diverse tecnologie di nuova generazione e che il gruppo dispone di attività di ricerca praticamente su tutte le principali chimiche oggi allo studio; sulle batterie allo stato solido, però, il messaggio è stato più preciso, con il primo veicolo equipaggiato con questa tecnologia previsto per il 2027.

Non sono stati comunicati né il modello né le specifiche della batteria, ma è probabile che il debutto avvenga inizialmente su uno dei marchi premium del gruppo, come Denza, Yangwang o Fang Cheng Bao, prima di un’eventuale estensione ai modelli di maggiore volume.

Le tempistiche fornite da Li sono coerenti con quanto dichiarato ad aprile da Lian Yubo, scienziato capo del gruppo BYD, secondo cui le batterie completamente allo stato solido sono arrivate a una fase critica dello sviluppo, ma devono ancora superare alcuni ostacoli prima della piena commercializzazione.

BYD Denza Z

Secondo Li, il team di ricerca sulle batterie non si sta concentrando soltanto sulla chimica delle celle, ma sta studiando anche i processi produttivi e le apparecchiature necessarie per arrivare alla produzione industriale.

Il problema, infatti, non è soltanto ottenere buone prestazioni in laboratorio, ma riuscire a produrre le celle in grandi quantità con costi e livelli di affidabilità compatibili con il mercato automobilistico, esattamente lo stesso nodo che avevamo già visto emergere nel brevetto depositato a luglio, dedicato proprio a risolvere il problema del contatto stabile tra i materiali solidi durante i cicli di carica e scarica.

La società punta in particolare su elettroliti a base di solfuri. Secondo Sun Huajun, direttore tecnologico di Shenzhen BYD Lithium Battery, questa soluzione può offrire una maggiore stabilità rispetto agli elettroliti liquidi delle tradizionali batterie agli ioni di litio, oltre a vantaggi potenziali in termini di sicurezza, velocità di ricarica e autonomia.

Nel frattempo BYD continua a evolvere le batterie tradizionali. Il gruppo sta già introducendo una nuova generazione della Blade Battery e la tecnologia Flash Charging, che sui modelli più recenti promette tempi di ricarica molto ridotti; la Denza Z9 GT destinata all’Europa, per esempio, utilizza una soluzione capace secondo BYD di passare dal 10% al 70% in circa cinque minuti e dal 20% al 97% in nove minuti, un traguardo che, in attesa dello stato solido, resta comunque il biglietto da visita più concreto dell’azienda sul fronte della ricarica ultrarapida.

La tabella di marcia di BYD è condivisa da tutto il settore

Va detto che il cauto ottimismo di BYD non si discosta troppo da quello dei principali concorrenti globali. La Cina ha già introdotto un nuovo standard nazionale che impone criteri più severi per potersi fregiare del titolo di batteria completamente allo stato solido, richiedendo una quantità di elettrolita liquido residuo inferiore al 5% del peso totale della cella.

Tra gli altri anche CATL, colosso mondiale delle batterie, aveva già invitato alla cautela sui tempi reali di commercializzazione su larga scala, stimando che la piena maturità della tecnologia possa arrivare non prima del 2030, proprio in linea con quanto dichiarato oggi da BYD. Vi terremo aggiornati su questo traguardo tecnologico che potrebbe cambiare radicalmente il settore della mobilità elettrica.