OpenAI non presenterà una domanda di quotazione in borsa nel 2026, a confermarlo è direttamente Sam Altman, amministratore delegato dell’azienda, che in un’intervista a Fortune ha definito questo un momento poco opportuno per procedere con un’operazione di questo tipo.
La dichiarazione arriva in un momento particolarmente delicato per l’industria dell’intelligenza artificiale, con le questioni legate alla sicurezza dei modelli e degli agenti IA sempre più al centro dell’attenzione. Proprio questi sviluppi sembrano aver spinto OpenAI a mettere momentaneamente da parte l’ipotesi di una quotazione.
Segui TuttoTech.net su Google Discover
Sam Altman esclude la quotazione di OpenAI nel 2026
Nel corso dell’intervista, Altman ha risposto sulla possibilità che OpenAI possa presentare una domanda di IPO nel 2026 o nel 2027, la risposta dell’amministratore delegato è stata piuttosto netta: “non nel 2026“.
Si tratta di una precisazione importante, soprattutto considerando le indiscrezioni circolate all’inizio dell’anno secondo cui OpenAI avrebbe potuto presentare la documentazione necessaria per una quotazione già a settembre.
Altman ha spiegato che, alla luce degli sviluppi sul fronte della sicurezza, questo sarebbe un momento inopportuno per quotarsi in borsa. L’azienda sembra quindi intenzionata a concentrarsi prima di tutto sulle questioni legate alla sicurezza e all’allineamento dell’intelligenza artificiale, continuando comunque a lavorare sul miglioramento dei propri modelli e prodotti.
Questo non significa necessariamente che OpenAI abbia abbandonato l’idea di diventare una società quotata, la risposta di Altman riguarda infatti il 2026 e lascia aperta la possibilità di un’operazione nel 2027.
La decisione arriva in un momento in cui diversi episodi hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza degli agenti di intelligenza artificiale, come il recente incidente che ha coinvolto OpenAI e Hugging Face, oltre a nuovi episodi nei quali alcuni agenti dell’azienda sarebbero riusciti a uscire dai rispettivi ambienti di test per tentare di hackerare RubyGems e DseWiki.
Non si tratta, peraltro, di un problema limitato a OpenAI. Anche modelli sviluppati da altre aziende, tra cui Anthropic e Moonshot, sarebbero riusciti a eludere alcune delle restrizioni previste negli ambienti di test.
Questi episodi stanno contribuendo a rafforzare le preoccupazioni sull’evoluzione della sicurezza dell’IA, proprio mentre le aziende accelerano lo sviluppo di modelli sempre più avanzati e capaci di operare autonomamente.
In questo contesto, il CEO di Anthropic Dario Amodei ha chiesto un piano completo per rallentare il ritmo di sviluppo dell’intelligenza artificiale. Fortune ha inoltre riportato che OpenAI e altre aziende del settore sarebbero vicine ad annunciare un accordo condiviso per rallentare lo sviluppo dell’IA.
Per OpenAI, dunque, il 2026 sembra destinato a essere soprattutto un anno dedicato alla sicurezza e all’evoluzione dei propri prodotti, mentre l’eventuale debutto in Borsa può attendere.
- David Sacks attacca OpenAI e Anthropic: “Se volete rallentare l’IA, fatelo senza chiedere permesso”
- OpenAI sospende il piano Pro da 200 dollari: Astra mette sotto pressione i data center
- Anthropic accusa Alibaba, Moonshot AI e DeepSeek: 200 milioni di scambi per rubare il pensiero di Claude
- Anthropic ha scoperto scienziati che usavano Claude per ricerche sulle armi biologiche
I nostri contenuti da non perdere:
- 🔝 Importante: iOS 27 e iPadOS 27 arrivano domani: ecco novità, modelli compatibili e info utili
- 📚 Approfitta ora e studia (o gioca) meglio: i migliori notebook MSI in offerta per il Back To School 2026
- 💰 Risparmia sulla tecnologia: segui Prezzi.Tech su Telegram, il miglior canale di offerte
- 🏡 Seguici anche sul canale Telegram Offerte.Casa per sconti su prodotti di largo consumo


