La corsa alle batterie non riguarda più soltanto le auto elettriche. Un settore in forte crescita è quello dei grandi impianti di accumulo, chiamati BESS, che immagazzinano l’elettricità e la restituiscono quando serve. E proprio l’intelligenza artificiale, con i suoi data center voraci di energia, sta ridefinendo le priorità del mercato delle batterie, spingendo tecnologie come lo stato solido verso applicazioni inaspettate.

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La domanda di energia dell’AI guida il mercato Bess

Secondo le previsioni, il mercato dei BESS per data center passerà dagli attuali 22 a 108 GWh entro il 2036, con una crescita media annua del 17,4% e un valore che arriverà a 21,3 miliardi di dollari. A spingere questa domanda è soprattutto l’enorme quantità di energia necessaria ai data center che fanno funzionare la intelligenza artificiale. LG Energy Solution, ad esempio, ha registrato ricavi trimestrali per circa 5,2 miliardi di euro, spinti anche dalla crescita degli energy storage system legati all’AI. Nel primo semestre 2026 l’azienda ha firmato contratti per oltre 2 miliardi di euro legati a progetti di data center gestiti da grandi operatori cloud.

Due cantieri coreani mostrano la scala del fenomeno: il data center AI di Paju, con una capacità elettrica di 200 megawatt, e il Samsung Data Center, che arriverà a 80 megawatt. In questi impianti, le batterie di LG Energy Solution fungono da sistemi UPS per l’alimentazione di emergenza. Samsung SDI, dal canto suo, ha sviluppato la batteria U8A1 per UPS e batterie cilindriche per BBU (Battery Backup Unit) direttamente nei server, con un design che migliora la sicurezza e estende il tempo di backup di oltre il 50%.

Stime più ottimistiche di Stratview Research prevedono che il mercato BESS per data center raggiungerà 90,3 miliardi di dollari entro il 2032, con un CAGR del 33,7%. Indipendentemente dalla metodologia, il trend è chiaro: i data center stanno diventando il volano principale per l’accumulo stazionario. I dati dell’H1 2026 mostrano che le spedizioni globali di sistemi ESS sono cresciute del 71% a 461,3 GWh, a conferma dell’accelerazione straordinaria del settore.

Batterie allo stato solido: dai robot ai data center

Samsung SDI punta a iniziare la produzione di massa delle batterie allo stato solido nella seconda metà del 2027 nello stabilimento di Ulsan, in Corea del Sud. Il piano di investimenti dell’azienda vale complessivamente 25.000 miliardi di won, circa 17 miliardi di euro, fino al 2040. Di questi, 16.000 miliardi saranno destinati proprio alle batterie allo stato solido, alle celle LFP per l’accumulo e alle batterie al sodio-ione.

Batterie allo stato solido: l'AI spinge robot e data center 1

La prima applicazione commerciale individuata non sono le automobili, ma i robot umanoidi e altre tecnologie legate alla “physical AI”. I sistemi di physical AI richiedono computing ad alte prestazioni e attuazione precisa, che a loro volta esigono alta densità energetica, potenza stabile e sicurezza. Le batterie allo stato solido emergono come soluzione chiave, offrendo maggiore densità energetica e un rischio di incendio significativamente più basso, grazie all’uso di un elettrolita solido al posto di quello liquido.

La nuova batteria di Samsung SDI punta a una densità energetica di circa 500 Wh/kg, quasi il doppio rispetto a molte batterie agli ioni di litio convenzionali, e a superare i 900 Wh/L di densità energetica volumetrica. I dirigenti di Samsung SDI hanno dichiarato nell’earnings call del Q2 2026 che il mercato globale delle batterie per robot è previsto in crescita di circa 47 volte, da 0,03 GWh nel 2025 a circa 1,4 GWh entro il 2030, con l’espansione dell’adozione della robotica umanoide nei settori industriale, logistico e non solo.

Per raggiungere questo obiettivo, Samsung SDI sta collaborando con Solid Power, sviluppatore di tecnologie allo stato solido con sede in Colorado, e con BMW, nell’ambito di un accordo di valutazione congiunta che fa avanzare lo sviluppo di elettroliti solidi a base di solfuri e la validazione dei processi produttivi. Il costo rimane però l’ostacolo decisivo: secondo SNE Research, le batterie allo stato solido costano attualmente tra 400 e 600 dollari per kWh, rispetto a circa 81 dollari/kWh per i pack LFP e 128 dollari/kWh per i pack NMC tradizionali.

Ripercussioni sulla mobilità elettrica

Nel frattempo, Samsung SDI ha firmato un accordo con General Motors per sviluppare una nuova cella prismatica destinata alle future auto elettriche. CATL ha annunciato di aver superato un test di “propagazione zero” su un sistema destinato agli eVTOL, gli aeromobili elettrici a decollo e atterraggio verticale, dimostrando come tecnologie sviluppate per l’aviazione elettrica possano essere utilizzate anche sulle auto e nei grandi sistemi di accumulo.

Le stesse tecnologie di gestione dell’energia sviluppate per reggere carichi elevati e continui nei data center, dalla gestione termica ai sistemi di conversione di potenza, sono le stesse che servono per una ricarica ultraveloce affidabile e per reti elettriche più stabili nelle stazioni di ricarica. È un percorso che si intreccia anche con lo sviluppo di soluzioni intermedie come la batteria semi-solida montata da MG, un passaggio industriale prima del salto allo stato completamente solido.