La battaglia legale tra Apple e OpenAI si arricchisce di nuove accuse e, questa volta, al centro della disputa ci sarebbe un MacBook utilizzato da un ex dipendente dell’azienda di Cupertino dopo il suo passaggio alla società che sviluppa ChatGPT. Apple sostiene infatti di aver trovato sul computer nuove prove che dimostrerebbero l’accesso a materiale riservato e il suo successivo utilizzo durante l’attività professionale svolta per OpenAI.
La vicenda riguarda Chang Liu, ex ingegnere elettronico senior di Apple, che dopo aver lasciato l’azienda è entrato in OpenAI. Secondo quanto sostenuto da Apple in un documento depositato presso un tribunale federale statunitense, l’ex dipendente avrebbe avuto accesso a documenti e informazioni proprietarie della precedente azienda anche dopo il suo passaggio alla nuova società.
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Il MacBook avrebbe rivelato nuovi elementi contro OpenAI
Le nuove contestazioni derivano dall’analisi forense di un MacBook che, secondo Apple, OpenAI avrebbe consegnato alla società il 21 agosto nell’ambito del procedimento giudiziario. L’esame del computer avrebbe permesso ad Apple di individuare materiale che non era emerso durante le precedenti fasi dell’indagine.
L’azienda sostiene che Liu fosse consapevole di poter accedere allo spazio di archiviazione cloud di terze parti utilizzato da Apple e che avrebbe sfruttato questo accesso per scaricare decine di file riservati. Tra il materiale individuato ci sarebbe anche lo schema elettrico di un circuito relativo a un convertitore di potenza.
La contestazione diventa particolarmente rilevante perché Apple afferma che quello schema non sarebbe rimasto semplicemente archiviato sul computer, ma sarebbe stato utilizzato da Liu nel corso del suo lavoro presso OpenAI; in particolare, secondo l’accusa, l’ex ingegnere avrebbe impiegato le informazioni proprietarie per effettuare simulazioni tecniche.
Apple sostiene inoltre di avere trovato riferimenti a strumenti e pacchetti software i cui nomi coinciderebbero con quelli di strumenti di ingegneria interni e proprietari dell’azienda. Secondo Cupertino, questi elementi rappresenterebbero ulteriori indizi del possibile utilizzo di informazioni ottenute durante il precedente impiego.
Apple avrebbe inoltre accusato Liu di aver utilizzato informazioni proprietarie per addestrare un agente di intelligenza artificiale nel marzo del 2026, si tratta di un dettaglio particolarmente significativo perché collega direttamente il presunto utilizzo del materiale riservato alle attività di sviluppo svolte dopo il suo ingresso in OpenAI.
Apple vuole accelerare la raccolta delle prove
Le nuove accuse si inseriscono in una causa che Apple ha avviato contro OpenAI per presunta violazione di segreti commerciali, l’azienda di Cupertino ha recentemente chiesto al tribunale di accelerare le procedure di acquisizione delle prove, sostenendo che sia necessario poter esaminare rapidamente il materiale rilevante per il procedimento.
Ad agosto Apple aveva inoltre ampliato la portata delle proprie accuse, arrivando a coinvolgere 11 ex dipendenti che, secondo la società, avrebbero condiviso informazioni riservate con OpenAI. La nuova documentazione relativa a Liu rappresenterebbe quindi un ulteriore tassello di un’indagine che Apple sta cercando di estendere oltre un singolo caso.
Particolarmente delicata è anche l’accusa relativa alla possibile cancellazione delle prove. Apple sostiene che Liu, dopo aver scoperto di essere sottoposto a un’indagine interna, avrebbe chiesto a un collega di OpenAI di ripristinare i dispositivi forniti da Apple; secondo la ricostruzione dell’azienda, l’operazione avrebbe potuto eliminare o compromettere materiale utile all’analisi forense.
OpenAI, dal canto suo, ha respinto le accuse di Apple, definendole in precedenza aggressive e personali e sostenendo che i prodotti hardware che sta sviluppando siano progetti completamente nuovi. La società non avrebbe comunque risposto immediatamente alle nuove richieste di commento.
La vicenda assume un peso ancora maggiore considerando l’interesse di OpenAI verso il settore hardware, l’azienda sta infatti lavorando per espandere la propria attività oltre il software e i servizi di intelligenza artificiale, rendendo particolarmente importante per Apple la protezione delle proprie informazioni tecniche e progettuali.
Al momento, tuttavia, si tratta di accuse contenute negli atti depositati da Apple e non di fatti definitivamente accertati da un tribunale, sarà quindi il procedimento giudiziario a stabilire se il materiale recuperato dal MacBook dimostri effettivamente un utilizzo illecito di segreti commerciali Apple da parte di OpenAI o dei suoi dipendenti.
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