Un’officina inglese specializzata sta risolvendo un problema che McLaren stessa non ha mai affrontato ufficialmente: quello della batteria della propria P1, ormai datata, che ha perso parte delle prestazioni originali con il passare degli anni. L’officina indipendente V Engineering ha sviluppato un ricambio compatibile capace di triplicarne la capacità. Scendiamo nel dettaglio.

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La McLaren P1 rimessa a nuovo

La McLaren P1 aveva fatto scalpore al debutto nel 2013, imponendosi come la prima hypercar ibrida plug-in al mondo, capace di percorrere alcuni chilometri in modalità completamente elettrica e di sfruttare la spinta della batteria per aiutare le accelerazioni più violente.

Tra l’altro insieme alla Porsche 918 Spyder e alla Ferrari LaFerrari, arrivate sul mercato pochi mesi dopo, la P1 andò a comporre quella che gli appassionati ribattezzarono la “Sacra Trinità” delle hypercar, un trio capace di ridefinire cosa significasse portare la tecnologia ibrida al livello più estremo delle prestazioni stradali, un approccio che, come avevamo raccontato più di recente parlando della Ferrari 849 Testarossa, continua a fare scuola ancora oggi tra i modelli speciali dei grandi marchi.

Più di un decennio dopo, però, il tempo si fa sentire proprio dove ci si aspetterebbe meno: nella batteria ad alta tensione. Le prime celle montate sulle P1 destinate ai clienti risalgono al 2010, un’epoca in cui la tecnologia delle batterie era ben lontana dai livelli attuali e il risultato è che un pacco già di per sé piccolo si è progressivamente degradato.

A colmare questo vuoto ci pensa V Engineering, specialista indipendente McLaren con sede nel Berkshire, nel Regno Unito, che ha messo a punto un sostituto plug-and-play della batteria ad alta tensione originale, pensato per aumentarne sensibilmente la capacità riducendo al tempo stesso il peso complessivo.

McLaren P1 batteria aggiornamento

Il progetto, ribattezzato Project Continuum, porta la capacità totale a 12,4 kWh grazie a celle al litio ad alte prestazioni in formato 21700, contro i 4,72 kWh del pacco originale: quasi il triplo, per l’esattezza. A questo si aggiunge un risparmio di peso di quasi 23 chilogrammi rispetto alla soluzione montata da McLaren, un dato che si traduce in un ulteriore beneficio per le prestazioni complessive dell’auto.

L’aumento di capacità dovrebbe tradursi anche in un’autonomia elettrica maggiore, utile soprattutto negli spostamenti urbani. Con una potenza combinata di 903 cavalli, però, l’erede spirituale della McLaren F1 resta un’auto pensata soprattutto per l’alta velocità e la pista, contesti in cui una batteria più performante torna utile proprio nelle fasi di accelerazione più intensa.

V Engineering ha dichiarato che il nuovo pacco batteria è stato sviluppato insieme a ingegneri che avevano lavorato al progetto originale della P1, e che la soluzione è costruita attorno a un modulo pensato per rispettare i requisiti FIA della Formula E, dove le monoposto elettriche vengono spinte al limite per l’intera durata di una gara. Le prime installazioni per i clienti sono previste a partire dalla prossima primavera, con l’azienda già in contatto con proprietari di P1 sparsi in tutto il mondo interessati all’aggiornamento.

McLaren P1 batteria aggiornamento

La McLaren P1 rimane un pezzo raro

Vale la pena ricordare inoltre quanto sia già di per sé rara la McLaren P1: la produzione si era fermata a soli 375 esemplari, il che l’ha resa fin da subito un oggetto da collezione oltre che un’auto da guidare. Sotto il cofano monta un V8 3,8 litri biturbo abbinato a un motore elettrico, per una potenza combinata dichiarata di 903 cavalli, un dato che la colloca a metà strada tra gli 887 cavalli della Porsche 918 Spyder e i 949 della Ferrari LaFerrari, le altre due componenti della celebre Sacra Trinità delle hypercar ibride.

Un aggiornamento come quello proposto da V Engineering, capace di intervenire proprio sul cuore dell’auto senza stravolgerne l’architettura originale, rappresenta quindi un modo concreto per mantenere in salute uno dei pezzi più ambiti dell’intero mercato delle hypercar da collezione, permettendo ai proprietari di continuare a sfruttare a pieno le caratteristiche che avevano reso la P1 così speciale fin dal debutto.