ChatGPT Atlas, il browser desktop basato sull’intelligenza artificiale, verrà dismesso. OpenAI ha comunicato la decisione il 10 luglio e ora ha spiegato a tutti gli utenti che lo utilizzavano cosa fare in vista della chiusura definitiva.
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Cosa succede con la chiusura di Atlas
Secondo quanto riportato nella pagina di supporto di OpenAI, ChatGPT Atlas smetterà di funzionare il 9 agosto 2026. Dopo questa data il browser potrebbe non aprirsi più, non permettere la navigazione e non supportare più i flussi di lavoro agentici che lo avevano caratterizzato fin dal lancio. L’azienda avverte inoltre che Atlas non riceverà più aggiornamenti di sicurezza. Non un dettaglio marginale, ma un aspetto che rende quasi obbligata la migrazione verso una soluzione alternativa.
La decisione di OpenAI di chiudere Atlas, però, non significa che l’azienda guidata da Sam Altman abbia deciso di rinunciare del tutto alle funzionalità sviluppate per il browser AI. OpenAI, infatti, le sta trasferendo nella nuova app desktop di ChatGPT, che integra schede multiple, gestione delle password, compilazione automatica dei moduli, cronologia di navigazione persistente e supporto per l’accesso agli account. Per chi utilizza Google Chrome, resta disponibile l’estensione ChatGPT, pensata per lavorare insieme a una sessione già autenticata e alle schede aperte nel browser.
Per gli utenti di Atlas, OpenAI spiega che i segnalibri salvati non verranno trasferiti automaticamente. Per questo invita gli utenti a esportarli in un file HTML prima del 9 agosto, per poi importarli in un altro browser come Chrome. Lo stesso vale per le schede aperte, per le quali l’azienda consiglia di salvare manualmente gli indirizzi delle pagine più importanti. Anche la cronologia di navigazione non verrà mantenuta automaticamente, mentre per i cookie sono previste opzioni di esportazione (dove disponibili), con l’avvertenza di trattarli come dati sensibili e di non condividerli con altre persone. Le conversazioni di ChatGPT restano invece separate dai dati del browser e rimangono accessibili normalmente, in base al piano e alle impostazioni dell’account.
Perché OpenAI ha deciso di chiudere Atlas
L’annuncio della dismissione di Atlas era arrivato insieme al lancio di ChatGPT Work e del nuovo modello vocale GPT-Live. Questi eventi sono stati interpretati come il segno di una riorganizzazione più ampia dei prodotti di OpenAI. La decisione su Atlas si inserirebbe in una fase in cui l’azienda starebbe riducendo i progetti considerati secondari per concentrare le risorse sulla piattaforma principale di ChatGPT, dopo la chiusura dell’app Sora e l’accantonamento della cosiddetta modalità per adulti.
Atlas era nato come sfida diretta a Google Chrome e aveva puntato su un modello di browser costruito attorno a ChatGPT invece che su un semplice assistente aggiunto a un browser tradizionale. Nonostante la rapida chiusura (arrivata a meno di dieci mesi dal debutto) OpenAI continua a perseguire l’obiettivo di portare l’intelligenza artificiale dentro l’esperienza di navigazione. Solo che proverà a perseguire questo obiettivo in altri modi, attraverso l’app desktop di ChatGPT e l’estensione per Chrome.
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