Con la crescita sempre più costante di YouTube, capace negli ultimi anni di conquistare una quantità enorme di tempo degli utenti grazie ad un’offerta infinita di contenuti gratuiti, i principali colossi dello streaming, in particolare Disney+, starebbero valutando l’idea di introdurre dei piani gratuiti con pubblicità per attirare nuovi potenziali abbonati.
Secondo quanto riportato da Business Insider, piattaforme come Disney+, Paramount+ e Netflix starebbero esplorando formule che permettano agli utenti di accedere ad una parte dei contenuti senza dover sottoscrivere un abbonamento mensile a pagamento. Lo scopo di questa offerta sarebbe quello di eliminare la prima barriera rappresentata dal pagamento e invogliare gli utenti a sottoscrivere successivamente un abbonamento premium, una volta provato a fondo il servizio e per offrire un catalogo più ampio o funzioni aggiuntive.
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Disney+ e Paramount verso il piano gratuito, Netflix attende ancora
Il Chief Product & Technology Officer Adam Smith ha recentemente parlato dell’ipotesi di offrire contenuti gratuiti su Disney+, durante un incontro interno dedicato alla strategia della piattaforma di streaming. Fin dal lancio, il servizio ha puntato esclusivamente sugli abbonamenti come modello di guadagno, ma la crescente competizione nel settore dello streaming sta spingendo l’azienda a cercare nuove modalità per raggiungere gli utenti.
Un piano in abbonamento gratuito, sostenuto dalla pubblicità, permetterebbe a Disney+ di aumentare la propria presenza nelle case degli utenti, in modo da invogliare gli iscritti a passare ad un abbonamento completo una volta presa familiarità con la piattaforma.
Paramount, d’altro canto, starebbe valutando una strada simile, optando per l’accesso gratuito ad alcuni film e serie TV anche per chi non possiede un abbonamento. La scelta sarebbe coerente con l’esperienza maturata attraverso Pluto TV, il servizio gratuito basato sulla pubblicità e di proprietà dell’azienda, già presente in alcuni mercati. L’obiettivo, anche stavolta, sarebbe quello di creare un punto d’ingresso più semplice per gli utenti, dato che il numero di abbonamenti a pagamento tende a diminuire a causa dell’aumento dei prezzi e della saturazione dell’offerta.
E Netflix, invece? Il co-CEO della piattaforma ha recentemente dichiarato che un’offerta gratuita potrebbe avere senso in alcuni mercati, lasciando aperta la possibilità di introdurre un modello simile in determinati Paesi. Al momento non sembrano esserci conferme per gli Stati Uniti, il principale mercato di Netflix, ed è probabile che la società stia aspettando di valutare i risultati ottenuti dai concorrenti prima di prendere una decisione.
La pressione arriva soprattutto da YouTube
Dietro questa evoluzione dei piani di abbonamento ci sarebbe, secondo Business Insider, il successo di YouTube, che a distanza di anni dal suo lancio continua ad attirare milioni di utenti grazie ad un’enorme quantità di contenuti disponibili gratuitamente. Il modello della piattaforma di Google, basato sulla pubblicità e sulla presenza di creator indipendenti e contenuti professionali, rappresenta la sfida principale da superare per i servizi di streaming a pagamento.
In passato Disney+ aveva valutato la possibilità di introdurre contenuti generati dagli utenti in forma gratuita, seguendo un approccio simile a quello di YouTube. Il tutto si è però tradotto in un nulla di fatto, almeno per il momento, dopo la fine dell’accordo tra Disney e OpenAI legato a Sora.
La possibile apertura ai piani gratuiti potrebbe quindi rappresentare una nuova fase per lo streaming, che diventerebbe sempre meno legato esclusivamente agli abbonamenti a pagamento e più vicino al modello delle piattaforme video gratuite finanziate dalla pubblicità. YouTube è da sempre disponibile per tutti in forma gratuita, ma offre per l’appunto degli abbonamenti a pagamento per chi desidera utilizzare la piattaforma senza pubblicità e per avere accesso a contenuti in esclusiva di alcuni creator. Piattaforme come Disney+, Netflix e Paramount vorrebbero seguire proprio questo approccio, sperando che gli utenti possano imparare ad apprezzare i loro servizi e decidere di restare nei loro ecosistemi.
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