Chi sta pensando di assemblare un nuovo PC o di acquistare un notebook, una console portatile o un qualsiasi dispositivo di ultima generazione potrebbe presto trovarsi a fare i conti con un problema ben noto agli appassionati hardware: l’aumento del prezzo delle memorie.

Negli ultimi mesi abbiamo già assistito a un progressivo rialzo dei listini di DRAM e NAND Flash, una situazione che molti produttori avevano attribuito alla crescente domanda proveniente dal settore dell’Intelligenza Artificiale. Ora, però, arriva una previsione ancora più netta direttamente da uno dei principali protagonisti del mercato.

Secondo Chen Li-bai, presidente di ADATA, la disponibilità di memoria DRAM continuerà a rimanere insufficiente ancora per molti anni, tanto che il mercato potrebbe non raggiungere un vero equilibrio prima del 2030. Una prospettiva che, inevitabilmente, rischia di avere conseguenze anche sui prezzi dell’hardware destinato ai consumatori.

Segui TuttoTech.net su Google Discover

ADATA: la carenza di memoria DRAM durerà ancora molti anni

CXMT-DDR5-Memory

Intervenendo nel contesto delle recenti discussioni sul rallentamento del titolo TSMC, il presidente di ADATA ha voluto lanciare un messaggio piuttosto chiaro a stampa e utenza finale, rimarcando che, secondo le stime dell’azienda, il boom dell’Intelligenza Artificiale è tutt’altro che destinato a esaurirsi nel breve periodo.

Al contrario, per Chen Li-bai parlare oggi di una possibile “bolla AI” sarebbe prematuro; a suo avviso il settore continuerà a crescere almeno fino alla fine del decennio, alimentando una richiesta sempre maggiore di memoria DRAM, memoria NAND e capacità di calcolo.

Il motivo è relativamente semplice. I sistemi destinati all’AI richiedono enormi quantità di memoria per addestrare ed eseguire modelli sempre più complessi, e questa domanda si riflette lungo tutta la filiera tecnologica, dai server, passando per acceleratori AI, data center e infrastrutture cloud, tutte realtà che stanno assorbendo una parte sempre più consistente della produzione mondiale di chip di memoria.

Secondo ADATA, anche gli investimenti messi in campo dai principali produttori (come Samsung, SK hynix, Micron e la cinese CXMT) non saranno sufficienti a colmare rapidamente il divario tra domanda e offerta. C’è da dire inoltre che le aziende stanno aumentando la capacità produttiva con una certa prudenza; un’espansione troppo aggressiva potrebbe infatti generare un eccesso di offerta nel medio termine, con il rischio di comprimere margini e profitti, uno scenario che i produttori vogliono chiaramente evitare.

Il risultato, sempre secondo le dichiarazioni di ADATA, è destinato a essere un mercato in cui la domanda continuerà a superare l’offerta ancora per diversi anni, mantenendo elevata la pressione sui prezzi delle memorie.

I rincari iniziano già a concretizzarsi: prime avvisaglie da Acer e nuove pressioni sulle GPU NVIDIA

PREDATOR-ATLAS-8-PA08-I51-Lifestyle-01

Le dichiarazioni di ADATA trovano già un primo riscontro concreto nel mercato. Negli ultimi giorni Acer ha ufficializzato i prezzi britannici della nuova console portatile Predator Atlas 8 basata sui processori Intel Arc G3, sorprendendo molti osservatori per cifre decisamente elevate. Il modello d’ingresso con 16 GB di memoria LPDDR5X e SSD da 512 GB viene proposto a 999,99 sterline, mentre la variante con 24 GB di RAM sale a 1.099,99 sterline; le versioni Extreme arrivano invece fino a 1.499,99 sterline nella configurazione con 32 GB di memoria.

Naturalmente il prezzo finale di una console portatile non dipende esclusivamente dalla RAM, ma è evidente come il costo della memoria stia diventando una voce sempre più importante nella realizzazione dei nuovi dispositivi.

A confermare ulteriormente questo scenario arrivano anche indiscrezioni riguardanti NVIDIA. Secondo le ultime informazioni diffuse da BenchLife, l’azienda avrebbe comunicato ai propri partner un nuovo aumento dei prezzi dei kit di memoria GDDR6 e GDDR7 destinati alle GeForce RTX. Come avviene ormai da diverse generazioni, NVIDIA fornisce ai produttori sia il chip grafico sia i moduli di memoria, motivo per cui qualsiasi incremento del costo delle VRAM si riflette inevitabilmente sul prezzo finale delle schede video.

gigabyte rtx 5090 gaming oc ttt build

La novità, questa volta, è che l’aumento non riguarderebbe soltanto le più recenti GeForce RTX 50 basate su memoria GDDR7, ma anche numerosi modelli che utilizzano ancora la GDDR6; a questo si aggiungono ulteriori rincari che interessano dissipatori, PCB e materiali di confezionamento, elementi che stanno contribuendo ad aumentare ulteriormente i costi di produzione sostenuti dai partner AIB.

Il risultato è facilmente intuibile, ovvero che i produttori avranno margini sempre più ridotti per assorbire questi aumenti e, con ogni probabilità, continueranno a trasferirli sul prezzo finale delle schede video. Secondo le indiscrezioni, la situazione potrebbe essere ancora più evidente con le future GeForce RTX 50 SUPER, che dovrebbero adottare moduli GDDR7 da 3 GB, attualmente molto più costosi rispetto agli attuali chip da 2 GB.

Lo stesso fenomeno riguarda ormai anche notebook, mini PC, workstation, schede video con elevate quantità di VRAM e, naturalmente, gli SSD, visto che anche la memoria NAND continua a registrare una domanda sostenuta. Per chi sta pianificando l’assemblaggio di un nuovo PC, quindi, potrebbe essere conveniente non rimandare troppo l’acquisto delle memorie o di una nuova scheda video, soprattutto se i prezzi dovessero continuare a seguire il trend osservato negli ultimi mesi.

Cosa aspettarsi nei prossimi anni

Naturalmente nessuno può prevedere con precisione come evolverà il mercato nei prossimi anni, e parlare oggi di una carenza destinata a durare fino al 2030 rappresenta una previsione molto ambiziosa (se non azzardata). Tuttavia il quadro delineato da ADATA conferma una tendenza che molti analisti stanno osservando da tempo, ossia che l’Intelligenza Artificiale sta modificando profondamente gli equilibri dell’intera industria dei semiconduttori, assorbendo una quantità crescente di risorse produttive.

Se questa domanda dovesse davvero continuare a crescere ai ritmi attuali, memorie DRAM e NAND potrebbero rimanere tra i componenti più richiesti del settore, con inevitabili ripercussioni sui prezzi di PC, notebook e dispositivi consumer nel corso dei prossimi anni.