Garmin CIRQA è ufficialmente disponibile da ieri, presentato come il primo tracker della casa dedicato interamente a salute e fitness senza schermo e senza obbligo di abbonamento.

Dopo le prime immagini spuntate sui server Garmin nei giorni scorsi, il dispositivo da 199 dollari sarà finalmente acquistabile dal 24 luglio, ma le prime prove sul campo stanno già portando alla luce due aspetti tutt’altro che secondari: il funzionamento reale dell’autonomia dichiarata e un paywall che lascia più di una perplessità sulla frequenza cardiaca in tempo reale.

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Batteria: attenzione alla modalità di risparmio energetico

Partiamo dalla questione inerente la batteria: Garmin dichiara fino a 10 giorni di autonomia per CIRQA ma il manuale utente elenca però tre elementi distinti capaci di ridurre questa cifra, senza però quantificarne l’impatto preciso. Tra questi c’è la modalità Battery Saver, che disattiva praticamente tutto, rendendo il dispositivo poco più che inutile.

Il manuale descrive Battery Saver come una modalità che riduce la luminosità del LED e disattiva frequenza cardiaca, avvio automatico delle attività, rilevamento automatico dell’attività fisica e pulsossimetro.

Ciò che resta attivo è solo l’accelerometro, quindi il dispositivo continua a contare i passi e registrare il movimento notturno, ma poco altro. Va detto che disattivare il monitoraggio della frequenza cardiaca elimina anche tutti i dati derivati, come VO2max, tracciamento del sonno, minuti di intensità, stress giornaliero e Pulse Ox.

Garmin CIRQA uff colorazioni

Garmin segnala, senza quantificarli, altri tre fattori che incidono sul consumo della batteria: la trasmissione della frequenza cardiaca verso un dispositivo Edge, un orologio, attrezzature da palestra o app di terze parti; il Pulse Ox attivo tutto il giorno, una delle tre modalità disponibili insieme a “durante il sonno” e “disattivato”; e il Pulse Ox notturno, necessario per rilevare le variazioni respiratorie legate a possibili apnee del sonno.

Quest’ultimo punto è particolarmente rilevante, dal momento che il monitoraggio dell’ossigenazione notturna rappresenta uno dei motivi principali per cui si sceglie CIRQA rispetto a una fascia più economica, ma Garmin non ha ancora pubblicato una cifra di autonomia con questa funzione attiva.

I 10 giorni dichiarati sono comunque plausibili proprio perché CIRQA non ha GPS integrato, schermo né Wi-Fi, le tre voci di consumo più pesanti su un tradizionale smartwatch.

Il sensore ottico di Quarta generazione utilizzato, per quanto abbia generato perplessità tra gli appassionati in queste ore, inoltre, sembra girare su un processore meno esigente rispetto alla Quinta generazione montata sull’Index Sleep Monitor, il che spiegherebbe in parte perché Garmin abbia optato per il sensore più vecchio, complice anche il fattore costi.

Per controllare lo stato della batteria senza alcuno schermo, basta un doppio tocco sul modulo: il colore del LED indica lo stato di carica, mentre l’app Garmin Connect mostra la percentuale residua accanto al nome del dispositivo. Una ricarica completa richiede fino a 90 minuti tramite il cavo proprietario a quattro pin, mentre la ricarica funziona solo tra 0 e 45 gradi centigradi, pur potendo operare da -20 a 60 gradi.

Il paywall sulla frequenza cardiaca live lascia perplessi

CIRQA monitora la frequenza cardiaca in modo continuo, ma durante un allenamento la schermata gratuita di Garmin Connect sembra mostrare solo la media, non il valore istantaneo in tempo reale. È qui che emerge un dettaglio paradossale ovvero che per vedere il dato live del proprio battito cardiaco nell’interfaccia di allenamento, Garmin chiede di sottoscrivere l’abbonamento Connect+.

Il problema è stato segnalato dal noto tester e youtuber DC Rainmaker durante le sue prove iniziali su CIRQA. Avviando un’attività tramite Garmin Connect senza abbonamento, l’app mostra tempo trascorso e frequenza cardiaca media, ma non il numero live che la maggior parte delle persone vorrebbe controllare durante l’esercizio fisico.

garmin cirqa

Si tratta di una restrizione piuttosto singolare per una fascia da 199 dollari senza schermo, dove lo smartphone diventa di fatto il display principale, specialmente durante sessioni in palestra, ciclismo indoor, allenamenti di forza o corse in cui si vuole restare dentro una determinata zona di frequenza cardiaca.

Garmin ha già costruito un’interfaccia Live Activity più completa in Connect+ in cui aggiunge un grafico della frequenza cardiaca, le zone di allenamento e contenuti di allenamento guidato, però nascondere il semplice valore attuale è molto più difficile da giustificare e molti utenti stanno esprimendo il proprio malcontento in merito.

A complicare ulteriormente la questione ci pensa la stessa comunicazione di Garmin, che dichiara come gli utenti possano vedere dati di attività di base in Garmin Connect, inclusa la frequenza cardiaca attuale e il tempo trascorso.

Sulla stessa pagina prodotto, però, l’azienda descrive grafici live e informazioni sulle zone di frequenza cardiaca come funzioni Connect+. Una formulazione che lascerebbe intendere come il valore live dovrebbe restare gratuito, mentre grafici e visualizzazioni delle zone dovrebbero restare dietro l’abbonamento, ma stando ai primi test e alle discussioni dei proprietari di CIRQA, non sembra essere questo il comportamento reale dell’app.

Non è chiaro se si tratti di un bug al lancio, di software non ancora rifinito o di una restrizione Connect+ intenzionale, ma la questione sta rapidamente facendo il giro del web e Garmin dovrebbe chiarire la questione al più presto, dal momento che l’esperienza attuale non corrisponde a come la funzione viene descritta.

Esiste comunque un modo per aggirare parzialmente il problema visto che CIRQA può trasmettere la frequenza cardiaca in tempo reale a un orologio Garmin compatibile, a un ciclocomputer Edge o ad altri dispositivi supportati, una soluzione che funziona bene per chi possiede già altro hardware Garmin, ma che non aiuta affatto chi ha scelto CIRQA proprio per evitare di indossare un orologio sportivo, aspettandosi che fosse Garmin Connect a fornire il display durante gli allenamenti.

Insomma, Garmin potrebbe risolvere la questione in modo pulito lasciando gratuito il semplice valore di frequenza cardiaca corrente, riservando a Connect+ grafici, suddivisione delle zone e sessioni guidate, rendendo la divisione tra funzioni gratuite e a pagamento molto più semplice da comprendere. Staremo a vedere se l’azienda deciderà di ascoltare i malumori della community e dei recensori o se sceglierà di andare avanti per la sua strada.