Dopo il rinvio dei giorni scorsi, SpaceX ha finalmente annunciato quando tenterà nuovamente il decollo di Starship Flight 13. Il nuovo volo di prova del gigantesco sistema di lancio completamente riutilizzabile è ora programmato per le 00:45 (ora italiana) di venerdì 24 luglio, a una settimana di distanza dal tentativo abortito pochi secondi prima della partenza.
La decisione arriva dopo le verifiche tecniche effettuate dall’azienda in seguito all’anomalia che aveva costretto il sistema automatico di sicurezza a interrompere il conto alla rovescia del precedente tentativo, evitando il decollo dalla base di Starbase in Texas.
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SpaceX riprogramma il tredicesimo volo di prova di Starship
Come vi avevamo raccontato nei giorni scorsi, il primo tentativo di Flight 13 si era concluso con un hold automatico negli ultimissimi istanti del conto alla rovescia. Dopo il regolare caricamento dei propellenti sia di Ship 40 sia del Super Heavy Booster 20, il software di controllo aveva rilevato un problema durante la sequenza di accensione dei motori del booster, attivando immediatamente le procedure di sicurezza e annullando il decollo.
A fornire i primi dettagli era stato direttamente Elon Musk, spiegando che alcuni motori Raptor non si erano accesi correttamente; successivamente il fondatore di SpaceX aveva confermato che due motori Raptor 3 atmosferici sarebbero stati rimossi e sostituiti prima del nuovo tentativo, così da eliminare qualsiasi dubbio sul corretto funzionamento del sistema di propulsione.
Le operazioni di sostituzione sono ora state completate e l’azienda ritiene che il razzo sia pronto per affrontare un nuovo conto alla rovescia già questa settimana.
Il profilo della missione rimane sostanzialmente invariato rispetto a quello previsto per il tentativo del 17 luglio e rappresenta uno dei test più importanti mai affrontati dal programma Starship. La principale novità riguarda il secondo stadio Ship 40, che trasporterà per la prima volta 20 satelliti Starlink di terza generazione; si tratta di satelliti perfettamente funzionanti, progettati per verificare l’integrazione con la rete Starlink già operativa e testare le comunicazioni sia con le stazioni di terra sia attraverso i collegamenti laser tra satelliti.
Poiché il volo seguirà comunque una traiettoria suborbitale, i satelliti non entreranno a far parte della costellazione definitiva, dopo il rilascio nello spazio completeranno infatti una breve fase di test per poi rientrare nell’atmosfera terrestre, dove verranno distrutti dopo circa una ventina di minuti.
Oltre al rilascio dei satelliti, Flight 13 rappresenterà un’importante occasione per raccogliere nuovi dati sul comportamento di Starship durante tutte le fasi della missione. SpaceX ha infatti installato nuove piastrelle dello scudo termico dotate di sensori, con l’obbiettivo di monitorare in modo ancora più preciso le sollecitazioni meccaniche e termiche subite durante il rientro atmosferico.
Anche alcuni dei satelliti Starlink saranno coinvolti nel’esperimento, sei di essi sono equipaggiati con fotocamere che osservano direttamente il comportamento dello scudo termico della navicella durante il volo, fornendo immagini e dati che potrebbero rivelarsi preziosi per le future missioni.
Tra gli obbiettivi più attesi figura inoltre un nuovo tentativo di riaccensione in orbita di un motore Raptor 3 atmosferico, una prova che non era riuscita durante Flight 12 a causa del malfunzionamento di un motore RVac.
Anche questa volta SpaceX non tenterà il recupero dei due stadi tramite le braccia meccaniche di Mechazilla. Sia il Super Heavy Booster 20 sia Ship 40 effettueranno invece una discesa controllata verso il mare, permettendo all’azienda di raccogliere ulteriori dati sulle procedure di rientro; si tratta di un passaggio importante soprattutto per il booster, considerando che durante il dodicesimo volo di prova il primo stadio era andato distrutto, mentre Starship aveva completato con successo il proprio rientro atmosferico.
Il nuovo tentativo del 24 luglio rappresenta quindi la naturale prosecuzione del programma di sviluppo di Starship, come ormai avviene regolarmente durante la campagna di test del velivolo, ogni rinvio o anomalia viene utilizzato da SpaceX per raccogliere dati, apportare modifiche e aumentare progressivamente l’affidabilità del sistema in vista dei futuri voli operativi e delle missioni dirette verso la Luna e, in prospettiva, anche verso Marte.
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