Il fronte britannico sui social e i minori si arricchisce di un nuovo capitolo, dopo che lo scorso giugno il governo aveva già annunciato l’intenzione di vietare del tutto l’accesso alle piattaforme social ai minori di 16 anni, seguendo il modello già adottato dall’Australia.

Ora Londra propone una misura aggiuntiva, pensata per la fascia d’età immediatamente successiva a quella soglia: un vero e proprio coprifuoco digitale notturno per i ragazzi tra i 16 e i 17 anni.

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Come funzionerebbe il coprifuoco

Il provvedimento prevede l’attivazione automatica di un blocco tra la mezzanotte e le 6 del mattino, pur lasciando agli utenti la possibilità di disattivare questa impostazione qualora lo desiderino, una scelta che rende la misura più un deterrente predefinito che un divieto assoluto e invalicabile.

Oltre alla fascia oraria di inattività, il piano comprende anche la disabilitazione predefinita di alcune delle funzioni considerate più coinvolgenti, come lo scorrimento infinito dei contenuti e la riproduzione automatica dei video. L’obiettivo è ridurre il tempo trascorso sulle piattaforme e limitare gli effetti negativi che un utilizzo eccessivo potrebbe avere sul benessere dei più giovani.

La Segretaria alla Tecnologia Liz Kendall ha spiegato che l’iniziativa nasce dalle richieste avanzate sia dai genitori sia dagli stessi adolescenti.

Secondo il governo, anche dopo il compimento dei 16 anni è necessario continuare a garantire strumenti di tutela contro le caratteristiche dei social ritenute maggiormente capaci di favorire comportamenti compulsivi, evitando così un passaggio troppo brusco dalle protezioni previste per i minorenni all’accesso completo alle funzioni più coinvolgenti delle piattaforme.

Le prime norme dovrebbero essere presentate al Parlamento entro la fine dell’anno, mentre l’entrata in vigore è prevista indicativamente nella primavera del 2027, in contemporanea con il divieto totale sotto i 16 anni annunciato in precedenza.

La sperimentazione dietro la proposta

La proposta prende spunto dai risultati di una sperimentazione che ha coinvolto oltre 300 adolescenti e le rispettive famiglie. Durante il test sono state valutate tre diverse strategie: un limite giornaliero di utilizzo delle applicazioni fissato a 15 minuti, un coprifuoco notturno tra le 21 e le 7, e la completa rimozione di alcune app.

Secondo il governo, i partecipanti hanno segnalato miglioramenti dell’umore, una riduzione dello stress e livelli di energia più elevati durante il giorno.

Al tempo stesso è emerso che i social rappresentano uno strumento importante per mantenere i rapporti con gli amici, motivo per cui il coprifuoco, e non la rimozione completa delle app, è stato ritenuto il compromesso più equilibrato tra tutela del benessere psicofisico e mantenimento delle relazioni sociali dei ragazzi.

Regole in arrivo anche per i chatbot IA

Parallelamente, Londra sta lavorando anche a un pacchetto di norme dedicate ai chatbot basati sull’intelligenza artificiale. Tra le ipotesi allo studio figurano pause obbligatorie per gli utenti minorenni e interventi contro quei sistemi che potrebbero fornire consigli potenzialmente pericolosi o informazioni non verificate, soprattutto in ambito psicologico.

Il progetto si inserisce in una più ampia strategia di regolamentazione delle piattaforme digitali e segue iniziative simili già discusse sia nel Regno Unito sia all’interno dell’Unione Europea, dove la presidente della Commissione von der Leyen ha da poco presentato una proposta per introdurre un accesso graduale ai social in base all’età, con un impianto per fasce d’età che ricorda da vicino quello ora allo studio a Londra.

Resta dunque da capire quanto efficaci risulteranno nella pratica misure come il coprifuoco notturno, che restano comunque aggirabili semplicemente modificando le impostazioni dell’account, ma il messaggio politico che arriva da Londra è comunque chiaro: la fascia 16-17 anni, spesso trascurata nel dibattito internazionale concentrato sui limiti d’ingresso, entra ora a pieno titolo nell’agenda della regolamentazione digitale britannica.