Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha scritto di recente sul proprio profilo Truth che Intel produrrà chip per Apple, oltre che per NVIDIA.
Le indiscrezioni si rincorrevano già da mesi e, mentre una dichiarazione ufficiale dalle due aziende coinvolte non è ancora arrivata, il Wall Street Journal ha pubblicato un retroscena piuttosto interessante sulla vicenda. Facciamo chiarezza.
Indice:
Segui TuttoTech.net su Google Discover
Un legame nato tra i dazi e la Casa Bianca
Secondo la ricostruzione del WSJ, la trattativa tra Apple e Intel per la produzione di alcuni chip destinati a Mac e iPhone sarebbe nata proprio nel contesto dei negoziati tra Cupertino e l’amministrazione Trump sui dazi ai semiconduttori, un fronte che Apple sta affrontando ormai da tempo con investimenti multimiliardari per rafforzare la produzione statunitense, tra collaborazioni con Corning per il vetro degli iPhone e con Samsung per una nuova tecnologia produttiva dei chip in Texas.
Le fonti del WSJ ricostruiscono un legame finora sconosciuto tra l’esenzione tariffaria concessa ad Apple e il possibile coinvolgimento di Intel nella sua catena produttiva.
Secondo la ricostruzione, nell’estate dello scorso anno Tim Cook si sarebbe recato a Washington per convincere la Casa Bianca a rinunciare al piano di introdurre dazi del 100% sulle importazioni di semiconduttori, una misura che avrebbe avuto un impatto diretto sui costi di produzione dei principali dispositivi Apple. L’esenzione sarebbe arrivata dopo l’impegno della società a investire ulteriori centinaia di miliardi di dollari negli Stati Uniti.
Durante gli incontri, però, lo stesso Trump e il Segretario al Commercio Howard Lutnick avrebbero avanzato anche un’altra richiesta: valutare Intel come partner produttivo per una parte dei chip progettati da Apple.
Secondo fonti vicine ai negoziati, l’azienda di Cupertino avrebbe accettato di far realizzare da Intel alcuni semiconduttori destinati sia ai Mac sia agli iPhone. La vicenda rappresenta soltanto uno degli elementi di una più ampia strategia con cui l’amministrazione Trump avrebbe deciso di rilanciare Intel come pilastro della produzione nazionale di semiconduttori.

Il governo USA azionista di Intel
Lo scorso anno il governo statunitense ha convertito 9 miliardi di dollari di sovvenzioni federali in una partecipazione del 10% nella società, diventandone il principale azionista. Da quel momento Washington ha assunto un ruolo particolarmente attivo nel favorire nuovi accordi commerciali tra Intel e grandi clienti dell’industria tecnologica.
NVIDIA ha annunciato un investimento da 5 miliardi di dollari accompagnato dall’acquisto di chip personalizzati per datacenter e altre partnership, mentre SpaceX ha raggiunto un’intesa per coinvolgere Intel nel progetto TeraFab, dedicato alla progettazione, produzione e packaging di semiconduttori ad alte prestazioni.
Lip-Bu Tan, diventato amministratore delegato di Intel nel marzo 2025, ha mantenuto contatti frequenti con il Dipartimento del Commercio. Secondo il report, il manager si recherebbe a Washington circa una volta al mese, con colloqui regolari con Lutnick per aggiornare il governo sull’andamento dell’azienda, sulle relazioni con i clienti e sullo sviluppo delle nuove tecnologie produttive.
La riorganizzazione interna di Intel
La strategia di rilancio dell’azienda non riguarda soltanto il sostegno politico ma Tan ha anche avviato una profonda riorganizzazione interna, riducendo i costi, modificando la struttura manageriale e rafforzando il business della produzione conto terzi. Tra gli interventi più significativi figura la creazione del Central Engineering Group, guidato dall’ex dirigente Cadence Srinivasan Iyengar, con l’obiettivo di unificare le attività di progettazione dei chip personalizzati.
Intel ha inoltre assunto dirigenti provenienti da aziende concorrenti come Samsung e SK hynix, quest’ultima già protagonista della crisi delle memorie che ha spinto persino Apple ad annunciare futuri aumenti di prezzo sui propri dispositivi, nel tentativo di rafforzare Intel Foundry, che negli ultimi quattro trimestri fiscali ha registrato perdite operative per circa 10,4 miliardi di dollari.

Un altro fronte ritenuto strategico è quello del cosiddetto packaging avanzato, ovvero una tecnologia che consente di integrare più chiplet in un unico package ad alte prestazioni.
L’amministrazione Trump starebbe spingendo Intel ad ampliare la capacità produttiva dello stabilimento del New Mexico dedicato proprio a queste soluzioni, considerate una delle principali opportunità per competere con TSMC nella produzione dei semiconduttori più avanzati destinati all’intelligenza artificiale. Anche il direttore finanziario David Zinsner ha indicato che questa attività potrebbe generare miliardi di dollari di ricavi nel breve periodo.
Un contesto di mercato favorevole
Negli ultimi mesi Intel ha beneficiato anche di un contesto di mercato favorevole vista la crescente domanda di CPU per i nuovi carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale ha sostenuto le vendite della divisione datacenter, che nell’ultimo trimestre ha registrato ricavi in crescita del 22% su base annua, raggiungendo 5,1 miliardi di dollari, pur a fronte di una perdita netta trimestrale di 3,7 miliardi.
Anche Google Cloud ha annunciato un importante ordine di processori Xeon destinati ai propri datacenter per applicazioni di AI agentica, sottolineando come il nuovo approccio di Intel verso personalizzazione e collaborazione con i clienti abbia aumentato la fiducia verso l’azienda.
Rimangono comunque dubbi sulla capacità della società di recuperare stabilmente competitività nella produzione conto terzi. Diversi osservatori evidenziano come il forte coinvolgimento del governo nella strategia commerciale di una società privata rappresenti un precedente insolito e potenzialmente rischioso ma, allo stesso, tempo è una pratica che ormai sembra essere diventata una prassi, sebbene estremamente discutibile, dell’amminisrazone Trump.
Se Intel non riuscisse a consolidare il rilancio della propria fonderia, l’intervento pubblico potrebbe finire sotto la lente delle critiche, nonostante il ruolo svolto finora nel riportare il produttore statunitense al centro dell’industria globale dei semiconduttori. Staremo a vedere come si evolverà questa vicenda.
I nostri contenuti da non perdere:
- 🔝 Importante: NVIDIA GeForce RTX 5070 vs GeForce RTX 5060 Ti 16 GB: gaming, consumi e prezzi
- 💰 Risparmia sulla tecnologia: segui Prezzi.Tech su Telegram, il miglior canale di offerte
- 🏡 Seguici anche sul canale Telegram Offerte.Casa per sconti su prodotti di largo consumo




