Il mercato dell’intelligenza artificiale non si gioca più soltanto sul fronte dei modelli linguistici più potenti, ma anche su quello dell’hardware che li alimenta. Dopo i recenti annunci di OpenAI, anche Anthropic sembrerebbe pronta a compiere un passo importante verso una maggiore indipendenza tecnologica, valutando lo sviluppo di un chip proprietario destinato ai carichi di lavoro dell’intelligenza artificiale.

Secondo una nuova indiscrezione, l’azienda starebbe infatti discutendo con Samsung la possibilità di collaborare alla realizzazione di un processore personalizzato; si tratterebbe di un progetto ancora nelle fasi iniziali, ma che conferma una tendenza sempre più evidente: le principali aziende del settore IA vogliono ridurre la dipendenza dai chip di NVIDIA sviluppando soluzioni progettate su misura per le proprie esigenze.

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Anthropic starebbe valutando un chip IA sviluppato insieme a Samsung

A riportare la notizia è The Information, secondo cui Anthropic avrebbe già avviato alcuni colloqui con Samsung per discutere della produzione di un nuovo chip dedicato all’intelligenza artificiale.

Al momento tuttavia, il progetto sembrerebbe essere ancora in fase preliminare. Secondo le informazioni disponibili, Anthropic non avrebbe ancora definito con precisione quale sarà il ruolo del processore, come verrà integrato all’interno dei server utilizzati dall’azienda o quale livello di prestazioni dovrà raggiungere.

Anthropic non ha confermato direttamente l’indiscrezione, limitandosi a ribadire che la propria strategia continuerà a basarsi su una combinazione di hardware proveniente da diversi partner, tra cui Google, Amazon e NVIDIA; sull’eventuale collaborazione con Samsung invece, la società ha preferito non rilasciare ulteriori dichiarazioni.

L’eventuale ingresso di Anthropic nel settore dei chip personalizzati non rappresenterebbe un caso isolato, negli ultimi mesi diverse aziende attive nell’intelligenza artificiale hanno infatti intensificato gli investimenti nello sviluppo di hardware proprietario.

L’obbiettivo è duplice: da una parte realizzare processori ottimizzati per specifici carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale, dall’altra diminuire la dipendenza da NVIDIA, che continua a dominare il mercato delle GPU dedicate all’addestramento e all’esecuzione dei modelli IA.

Non è escluso che la mossa di Anthropic rappresenti anche una risposta indiretta alle recenti iniziative di OpenAI, la scorsa settimana infatti, l’azienda guidata da Sam Altman ha annunciato di aver sviluppato, insieme a Broadcom, un nuovo chip proprietario per l’inferenza denominato Jalapeño, descritto come una soluzione capace di offrire un migliore rapporto tra prestazioni e consumi rispetto ad alcune alternative attualmente disponibili.

Anche Google e Amazon, del resto, da tempo investono nello sviluppo di acceleratori dedicati all’intelligenza artificiale, proponendo rispettivamente le TPU e altre soluzioni proprietarie integrate nei propri servizi cloud.

Per Samsung, una possibile collaborazione con Anthropic rappresenterebbe un ulteriore tassello della propria strategia nel settore dei semiconduttori destinati all’intelligenza artificiale. L’azienda sudcoreana è già uno dei principali partner industriali di NVIDIA, contribuendo alla produzione di componenti utilizzati per l’addestramento e l’esecuzione dei modelli IA. Parallelamente utilizza software sviluppato dalla stessa NVIDIA nei propri processi produttivi e sta collaborando con il colosso statunitense alla realizzazione di un nuovo impianto dedicato alla produzione di chip per l’intelligenza artificiale in Corea del Sud.

Negli ultimi mesi Samsung avrebbe inoltre avviato discussioni anche con Google per possibili collaborazioni nel settore dei semiconduttori IA, segno di come il produttore stia cercando di consolidare il proprio ruolo all’interno di una filiera sempre più strategica.

Per il momento non è chiaro se il progetto con Anthropic si concretizzerà e quali saranno le caratteristiche del chip eventualmente sviluppato. Tuttavia, il semplice fatto che una delle principali aziende del settore stia valutando questa possibilità conferma quanto l’hardware sia ormai diventato un elemento cruciale nella corsa all’intelligenza artificiale, tanto quanto i modelli software che stanno trasformando il mercato.