Dopo oltre dieci anni di investimenti nel settore della realtà aumentata, Snap ha finalmente svelato il suo progetto più ambizioso: si chiamano SPECS e rappresentano una nuova categoria di dispositivi che punta a portare il computing direttamente nel mondo reale. Presentati ufficialmente da Evan Spiegel, cofondatore e CEO dell’azienda, gli SPECS sono occhiali di realtà aumentata autonomi che integrano assistenza basata sull’intelligenza artificiale, strumenti per la produttività, contenuti multimediali ed esperienze condivise senza la necessità di smartphone collegati, cavi o unità di elaborazione esterne.
Gli occhiali sono già disponibili in preordine al prezzo di 2.295 euro tramite il sito ufficiale di Snap, con un deposito rimborsabile di 170 euro. Le prime spedizioni sono previste per l’autunno 2026 negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Francia.
Indice:
- Snap vuole portare il computing fuori dagli schermi
- Design leggero e display AR proprietario
- Intelligenza artificiale, computer vision e latenza ridottissima
- Dalle indicazioni stradali allo streaming video
- Fino a 20 ore di utilizzo con la custodia
- Nuovi strumenti per sviluppatori e attenzione alla privacy
Segui TuttoTech.net su Google Discover
Snap vuole portare il computing fuori dagli schermi
Secondo la visione di Evan Spiegel, gli attuali dispositivi costringono ancora gli utenti a un compromesso importante, da una parte ci sono gli occhiali basati sull’intelligenza artificiale, leggeri e pratici ma limitati nelle funzionalità; dall’altra troviamo i visori per la realtà mista, potenti ma spesso ingombranti e poco adatti all’utilizzo quotidiano.
Gli SPECS nascono proprio con l’obbiettivo di colmare questo divario, l’azienda li descrive come un dispositivo capace di offrire un’esperienza di spatial computing avanzata mantenendo però la comodità e la naturalezza di un normale paio di occhiali.
Per decenni i computer ci hanno chiesto di abbassare lo sguardo, restare fermi o interrompere ciò che stavamo facendo, ha spiegato Spiegel durante la presentazione; con SPECS invece, il computing viene portato direttamente nell’ambiente che circonda l’utente, consentendo di lavorare, comunicare, imparare e creare senza distogliere l’attenzione dal mondo reale.








Design leggero e display AR proprietario
Dal punto di vista hardware Snap ha puntato molto sulla portabilità, gli SPECS sono realizzati in polimero svizzero TR90 e vengono proposti in due dimensioni differenti: il modello più compatto pesa 132 grammi, mentre quello più grande arriva a 136 grammi; non manca il supporto alle lenti graduate grazie a inserti ottici removibili.
Uno degli elementi più interessanti è il display proprietario sviluppato da Snap, basato sulla tecnologia liquid crystal on silicon (LCoS), offre un campo visivo di 51 gradi e può riprodurre fino a 16 milioni di colori. L’azienda afferma che l’area visibile equivale a quella di un monitor desktop da 24 pollici utilizzato per il lavoro, oppure a uno schermo home cinema fino a 115 pollici osservato da tre metri di distanza.
Snap ha inoltre riprogettato il sistema waveguide per ridurre le distorsioni e migliorare la nitidezza delle immagini. Le lenti elettrocromiche integrate possono passare da trasparenti a oscurate nell’arco di circa dieci secondi, una soluzione ispirata alla tecnologia utilizzata sui finestrini del Boeing 787 Dreamliner.
Intelligenza artificiale, computer vision e latenza ridottissima
Gli SPECS integrano due processori Snapdragon distinti, uno dedicato alla computer vision e uno specificamente ottimizzato per l’esecuzione delle Lenti, le applicazioni di realtà aumentata sviluppate per l’ecosistema Snap.
Questa configurazione permette agli occhiali di offrire tracciamento delle mani ad alta velocità, interazioni più naturali e una latenza motion-to-photon di appena 7 millisecondi. Si tratta di una valore particolarmente importante per garantire che gli elementi virtuali restino perfettamente ancorati all’ambiente reale, evitando l’effetto di disallineamento che spesso caratterizza i dispositivi AR meno evoluti.
L’intelligenza artificiale svolge un ruolo centrale nell’esperienza d’uso, gli SPECS possono infatti comprendere il contesto circostante e fornire assistenza contestuale in tempo reale, mostrando informazioni, suggerimenti e strumenti direttamente nel campo visivo dell’utente nel momento in cui risultano necessari.
Dalle indicazioni stradali allo streaming video
Le applicazioni immaginate da Snap coprono numerosi scenari quotidiani, gli utenti possono ricevere indicazioni stradali in realtà aumentata, effettuare misurazioni spaziali, utilizzare lavagne virtuali per il lavoro o trasformare praticamente qualsiasi ambiente in una posizione produttiva.
L’ampio display permette anche di guardare contenuti in streaming o duplicare lo schermo di altri dispositivi, mentre le Lenti sviluppate dalla community aprono la strada a esperienze collaborative e immersive difficilmente replicabili sugli schermi tradizionali.
Tra gli esempi mostrati dall’azienda figurano applicazioni dedicate al golf, strumenti educativi che visualizzano fenomeni fisici normalmente invisibili e persino lezioni interattive di batteria.
Fino a 20 ore di utilizzo con la custodia
Per quanto riguarda l’autonomia, gli SPECS promettono fino a quattro ore di utilizzo misto comprendente audio, video, notifiche Bluetooth, asisstente IA e applicazioni AR. La custodia di ricarica inclusa nella confezione può fornire quattro cicli completi aggiuntivi, portando l’autonomia complessiva fino a circa 20 ore lontano da una presa di corrente.


Nuovi strumenti per sviluppatori e attenzione alla privacy
Parallelamente al lancio degli SPECS, Snap ha annunciato importanti novità per gli sviluppatori. Negli ultimi diciotto mesi l’azienda ha rilasciato dieci aggiornamenti di Snap OS introducendo oltre quaranta nuove funzionalità e API, mentre centinaia di Lenti sono già state pubblicate per la piattaforma.
Tra le novità più interessanti troviamo strumenti di sviluppo agentico integrati in Lens Studio, il nuovo SPECS Spatial Benchmark per valutare le capacità spaziali dei modelli IA, il Migration Agent per facilitare il porting dei progetti esistenti e il Native Development Kit che consente di integrare codice e librerie personalizzate.
Non manca infine un forte focus sulla privacy, gli SPECS richiedono esplicitamente il consenso per l’accesso alle informazioni sensibili, integrano un LED che segnala quando è in corso una registrazione e privilegiano l’elaborazione locale dei dati direttamente sul dispositivo; gli utenti possono quindi controllare in maniera dettagliata quali informazioni conservare, sincronizzare, condividere o eliminare.
Con SPECS, Snap prova dunque a fare un passo che molte aziende del settore inseguono da anni: trasformare gli occhiali intelligenti nel prossimo grande dispositivo personale dopo lo smartphone. Resta ora da capire se il mercato sarà pronto ad accogliere una proposta tanto ambiziosa quanto costosa.
- ASUS ROG XREAL R1 arrivano in Italia: occhiali gaming con display virtuale da 171 pollici
- Meta cancella in tutta fretta il codice per il riconoscimento facciale scoperto nell’app degli occhiali smart
- Meta ha nascosto il codice per il riconoscimento facciale degli occhiali smart nell’app Meta AI
- Acer, nuovi tablet Iconia Duo con display 3:2 e occhiali smart AR e IA con Google Gemini
I nostri contenuti da non perdere:
- 🔝 Importante: Recensione Octopus Energy dopo 2 anni: pro e contro
- 💰 Risparmia sulla tecnologia: segui Prezzi.Tech su Telegram, il miglior canale di offerte
- 🏡 Seguici anche sul canale Telegram Offerte.Casa per sconti su prodotti di largo consumo


