Ci sono prodotti che nascono per stupire, e prodotti che nascono per risolvere. reMarkable Paper Pure appartiene decisamente alla seconda categoria, eppure riesce anche a fare la prima cosa. L’azienda norvegese ha ufficialmente alzato il sipario sul suo nuovo tablet di carta, e il messaggio è chiaro: scrivere con una penna su uno schermo non deve essere un compromesso.

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La fine di un’era: addio reMarkable 2

Per capire dove si posiziona Paper Pure, bisogna fare un passo indietro. reMarkable ha costruito la propria reputazione sul reMarkable 2, un dispositivo che ha convinto migliaia di professionisti, studenti e creativi ad abbandonare i quaderni tradizionali. Quel prodotto sarà ufficialmente discontinuato. Al suo posto arriva una famiglia di tre dispositivi di terza generazione: reMarkable Paper Pro, Paper Pro Move e, appunto, Paper Pure.

reMarkable Paper Pure costa 399€ e ha un nuovo display e tre settimane di batteria 1

Paper Pure è il punto d’ingresso di questa nuova generazione, ma “entry level” non significa affatto compromesso. Anzi, sotto diversi aspetti supera il predecessore che va a sostituire e non di poco.

Display più nitido, più bianco, più reattivo

Il cuore del dispositivo è il nuovo display Canvas in bianco e nero di terza generazione, che reMarkable definisce il più nitido e bianco mai prodotto dall’azienda. Non si tratta di un dettaglio estetico: su un tablet pensato per leggere e scrivere, la qualità del pannello è tutto. Chi ha mai usato un e-reader con display ingiallito sa benissimo quanto questo aspetto pesi sull’esperienza quotidiana.

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La latenza di scrittura si attesta a 21 millisecondi, un valore così basso da risultare impercettibile all’occhio umano, praticamente in tempo reale. Navigare tra le pagine, zoomare e scorrere i documenti è fino a due volte più veloce rispetto al reMarkable 2. Numeri che, sulla carta, promettono un’esperienza molto più fluida e naturale rispetto alla generazione precedente.

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Design sottile e anima sostenibile

reMarkable Paper Pure misura 6 millimetri di spessore e pesa 360 grammi. Il profilo laterale è ispirato visivamente a un blocco di fogli impilati, con bordi scanalati che danno al dispositivo un’identità estetica riconoscibile. È sottile, leggero, e si tiene in mano come un taccuino di alta qualità.

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Ma c’è qualcosa che va oltre il design: Paper Pure è composto per il 38% da materiali riciclati, la percentuale più alta mai raggiunta da un prodotto reMarkable. Il 100% del litio e del cobalto nella batteria proviene da fonti riciclate, così come il 90% del magnesio nel telaio centrale. Il dispositivo è assemblato con viti e agganci, non con colla, il che lo rende riparabile da tecnici specializzati. L’impronta di carbonio è di 28,7 kg CO2e: il 45% in meno rispetto al reMarkable 2. In un settore dove la sostenibilità spesso si riduce a operazioni di facciata, questi dati meritano attenzione.

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Tre settimane di autonomia: l’ansia da ricarica è un ricordo

Tre settimane con una singola carica, basandosi su circa un’ora di utilizzo quotidiano. È un’autonomia che libera completamente dalla preoccupazione di trovare una presa al momento sbagliato. Portarlo in viaggio per una settimana senza caricatore? Nessun problema. Tenerlo sul tavolo da lavoro senza ricordarsi di collegarlo alla corrente? Assolutamente gestibile. È il tipo di autonomia che cambia le abitudini d’uso, non solo i numeri sulla scheda tecnica.

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Il software che lo trasforma in uno strumento professionale

L’hardware è convincente, ma è l’ecosistema software, accessibile tramite l’abbonamento Connect, a trasformare Paper Pure da semplice notebook digitale a vero strumento professionale.

Con Connect attivo, il tablet si integra con Google Calendar e Microsoft Outlook per creare note riunione precompilate con un solo tocco. Si collega a OneDrive, Dropbox e Google Drive per importare documenti Word che vengono convertiti in formato nativo, pronti per essere annotati con la penna. Le note scritte a mano sono ricercabili, anche senza averle mai convertite in testo digitale.

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C’è poi l’integrazione con Slack e Miro: le note scritte a mano vengono convertite automaticamente dall’AI in testo digitale prima di essere condivise. Una funzione che rompe uno dei muri più frustranti del lavoro ibrido, quel momento in cui hai appunti preziosi su carta e non sai come trasferirli rapidamente al resto del team. La funzione “Convert and share” permette invece di trasformare schizzi e appunti in una webnote condivisibile via browser, con l’AI che si occupa di convertire, riassumere e suggerire action items.

Connect costa 3,99 dollari al mese o 39 dollari all’anno, con 50 giorni di prova gratuita per i nuovi utenti. Per le aziende esiste Connect for Business, che aggiunge gestione centralizzata dei dispositivi e single sign-on enterprise.

Prezzi, colori e disponibilità

reMarkable Paper Pure è ordinabile già da oggi su remarkable.com, con le prime spedizioni previste per l’inizio di giugno. Il prezzo parte da 399€ nella versione con Marker incluso, mentre la versione con Marker Plus e Sleeve Folio sale a 469€. La custodia è disponibile in tre colorazioni: Ocean Blue, Mist Green e Desert Pink.

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Le penne Marker e Marker Plus sono le stesse compatibili con Paper Pro e Paper Pro Move, il che semplifica la vita a chi ha già uno di questi dispositivi in casa. reMarkable 2, nel frattempo, va ufficialmente in pensione e Paper Pure è pronto a raccoglierne l’eredità.