HONOR ha scritto una pagina di storia nel campo della robotica umanoide. Il robot HONOR D1, sviluppato internamente dall’azienda cinese nota principalmente per i suoi smartphone, ha vinto la Beijing Yizhuang Half-Marathon & Humanoid Robot Half-Marathon 2026 con un tempo di 50 minuti e 26 secondi, battendo non solo tutti gli altri robot in gara ma anche il record mondiale umano della mezza maratona, attualmente fissato a 57:20.

Una vittoria che assume contorni ancora più significativi considerando che a parteciparvi sono stati oltre 300 robot provenienti da 102 team di tutto il mondo, un evento cresciuto di cinque volte rispetto all’edizione precedente. E non si è trattato di un successo isolato ma a questo si è aggiunta la flotta robotica di HONOR ha conquistato tutte le prime sei posizioni della classifica, dimostrando una superiorità tecnica evidente.

Il tempo del vincitore ha ridotto di quasi due terzi il record del 2025, mentre HONOR D1 e gli altri robot ai vertici della classifica hanno completato il percorso tramite navigazione completamente autonoma. Scopriamo i dettagli di questo record dall’evidente simbolismo.

Dall’intelligenza digitale all’intelligenza fisica

Il dominio di HONOR D1 è il risultato diretto dell’Alpha Plan, la roadmap strategica con cui HONOR punta a trasformarsi da produttore di smartphone a un ecosistema completo di terminali AI per ogni scenario d’uso.

Una visione che trova in questa vittoria una dimostrazione concreta che arriva dopo un decennio di innovazione mobile racchiuso in una struttura umanoide alta 169 cm con gambe da 95 cm.

Scendendo nel dettaglio tecnico, l’azienda ha equipaggiato HONOR D1 con 159 componenti strutturali metallici specializzati e moduli articolari integrati capaci di raggiungere una coppia massima di 600 Nm, valori nettamente superiori agli standard di settore.

Questo hardware ha permesso al robot di mantenere un equilibrio dinamico eccezionale e di recuperare autonomamente dopo collisioni avvenute lungo il percorso, senza alcun intervento umano.

Il DNA degli smartphone nella robotica

L’ingresso di HONOR nella robotica non parte da zero, ma rappresenta l’evoluzione naturale delle competenze maturate nel mondo mobile. HONOR D1 integra le tecnologie chiave del brand, a partire dall’On-Device AI per la comprensione spaziale in tempo reale, fino a un sistema proprietario di raffreddamento a liquido da 4 L/min, derivato dall’ingegneria termica degli smartphone, che consente di mantenere i motori a temperatura controllata durante l’impegnativa gara di 21,0975 km.

Anche la gestione energetica riprende l’approccio efficiente tipico del mobile, con un’autonomia superiore a 10 km per batteria e un sistema di sostituzione rapida che supera uno dei principali limiti storicamente associati ai robot umanoidi ovvero la scarsa durata operativa.

I test per raggiungere questo risultato

Per arrivare a questo risultato, HONOR ha completato oltre 150 sessioni di test su strada e 2.000 km di percorrenza reale in soli sette mesi di sviluppo. Un ritmo di iterazione che dimostra, secondo l’azienda, come l’ecosistema dell’elettronica di consumo rappresenti la base ideale per l’industria robotica.

Mentre HONOR si prepara a lanciare in Europa Occidentale la nuova serie HONOR 600, il successo di D1 mette in evidenza la direzione che il brand intende prendere cioè creare uno stack tecnologico unificato in cui dispositivi mobili, wearable e robotici condividono un’unica anima AI.

Un futuro in cui la tecnologia non resta confinata nello schermo dello smartphone ma si estende al mondo fisico, con robot pensati per lavorare insieme alle persone e, perché no, infrangere anche qualche record nel frattempo.