L’evoluzione dei chatbot di intelligenza artificiale generativa sta procedendo rapidamente non solo nel miglioramento delle prestazioni dei modelli linguistici. Un indirizzo interessante che sta coinvolgendo più o meno tutti i principali strumenti AI è quello di integrare app e servizi per aumentare le possibilità per gli utenti. Un esempio evidente è la direzione intrapresa da ChatGPT, in modo particolare da quando OpenAI ha lanciato la propria App Directory.
Da quel momento, infatti, aprendo il proprio SDK agli sviluppatori, la trasformazione di ChatGPT da semplice chatbot a piattaforma digitale vera e propria ha preso un ritmo sempre più sostenuto. Dopo l’integrazione di Spotify, Apple Music e altri servizi (come quello per il meteo di AccuWeather) arriva ora una novità che segna un ulteriore passo in questa direzione. Si tratta di Tubi, il servizio di streaming gratuito di Fox Corporation che è diventato il primo operatore video a disporre di una propria app nativa all’interno di ChatGPT.
Come funziona l’integrazione

L’annuncio è arrivato direttamente da Tubi, che ha descritto l’iniziativa come un nuovo modo per permettere agli utenti di scoprire e guardare i contenuti presenti sulla piattaforma, che conta oltre 300.000 tra film ed episodi televisivi. L’integrazione funziona proprio attraverso l’App Directory di ChatGPT. Dopo aver aggiunto l’app, è possibile digitare “@Tubi” direttamente nella chat e descrivere in linguaggio naturale il tipo di contenuto desiderato, ottenendo una selezione curata di titoli disponibili. Selezionando uno dei risultati, il film o la serie si apre direttamente sul sito di Tubi.
Il caso d’uso presentato da Tubi è molto interessante. La piattaforma racconta come si possa chiedere “un film surreale ma senza essere horror” oppure “un thriller per questa sera”, e il sistema risponde con una lista di titoli pertinenti, affiancati dai tipici suggerimenti di follow-up di ChatGPT. Non si tratta quindi di una ricerca tradizionale per parole chiave, ma di un’esperienza conversazionale che intercetta l’intenzione dell’utente nel momento stesso in cui si esprime.
Mike Bidgoli, Chief Product and Technology Officer di Tubi, ha annunciato la volontà, con questa integrazione, di portare la scoperta di contenuti negli ambienti digitali dove le decisioni di intrattenimento si prendono sempre più spesso, ovvero le interfacce conversazionali basate sull’intelligenza artificiale. Tubi dichiara di avere oltre 100 milioni di utenti mensili attivi, con più di un miliardo di ore di visione al mese, dati che alimentano il suo sistema di personalizzazione e che ora entrano a fare parte anche dell’esperienza all’interno di ChatGPT.
Questo tipo di integrazione avvicina ChatGPT alla visione di un’app universale capace di connettersi con servizi eterogenei, riducendo la necessità di passare da un’applicazione all’altra per compiere azioni concrete. Nel caso di Tubi, l’obiettivo è contrastare quel fenomeno ormai ampiamente diffuso per cui l’eccessiva offerta di contenuti porta l’utente a passare più tempo a trovare e decidere cosa guardare che effettivamente a fruire di un film o di una serie TV. Una fase, questa, che è spesso la più critica per la fidelizzazione degli utenti da parte delle piattaforme di streaming. Al di là dell’integrazione in sé, quindi, sarà interessante capire se l’intelligenza artificiale si può rivelare utile anche nel difficile scopo di capire cosa vorrebbe guardare in quel momento un utente e trovare un titolo coerente con una decisione che non ha ancora preso.
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