Ring, l’azienda di proprietà di Amazon che conta ormai oltre 100 milioni di videocamere installate nel mondo, ha lanciato un proprio app store pensato per espandere le capacità dei suoi dispositivi oltre la tradizionale sicurezza domestica.

Lo store, annunciato per la prima volta al CES di gennaio, si concentra inizialmente su aree come l’assistenza agli anziani, l’analisi della forza lavoro, la gestione degli affitti e altri ambiti verticali, permettendo a sviluppatori di ogni dimensione di accedere all’ecosistema Ring per raggiungere nuovi clienti.

Il lancio arriva in concomitanza con l’espansione di Ring dai campanelli smart e dalle videocamere per abitazioni private verso soluzioni pensate per le aziende. Ma il nuovo store è reso possibile soprattutto dai progressi dell’intelligenza artificiale, che ora può sfruttare la capacità delle videocamere Ring di vedere e sentire ciò che accade nel mondo reale e tradurlo per gli utenti in situazioni specifiche. Vediamo un po’ di cosa si tratta.

Offerta

Google Pixel Watch 3, 45 mm

198€ invece di 299€
-34%

Le app disponibili al lancio sul nuovo store di Ring

Partiamo sottolineando che tra i partner di lancio figura Density, azienda sostenuta da SoftBank, con un’app chiamata Routines focalizzata sull’assistenza agli anziani. L’applicazione può sfruttare le videocamere Ring per aiutare le famiglie a tenere d’occhio i propri cari, come i genitori anziani, e a ricevere avvisi su situazioni critiche, come cadute o cambiamenti nelle abitudini quotidiane.

Un’altra nel novero è l’app di QueueFlow, che può aiutare le aziende a comprendere meglio i tempi di attesa e la congestione in qualsiasi luogo dove le persone devono aspettare il proprio turno, come eventi, ristoranti, sportelli di servizio e sale d’attesa. Un’app di Minut può invece aiutare gli host Airbnb a monitorare i propri alloggi, integrandosi con sensori senza videocamera che rilevano rumori eccessivi e temperatura.

L’idea, spiega Jamie Siminoff, fondatore e CEO di Ring, è di espandere le capacità delle videocamere Ring oltre la semplice sicurezza domestica. “Con l’AI, c’è un’incredibile quantità di casi d’uso di nicchia”, ha dichiarato a TechCrunch.

Al lancio sono disponibili circa 15 app, ma molte altre sono in arrivo. Tra quelle già accessibili ci sono WhatsThatBird.AI per l’identificazione degli uccelli, memories.ai per il rilevamento di rischi e sicurezza come incendi, fumo, cadute e perdite d’acqua, Lumeo per avvisi e conteggio persone nelle aziende, LawnWatch per il monitoraggio della salute del prato, ProxView per il rilevamento di sosta sospetta nelle attività commerciali, StoreTraffic per il monitoraggio del traffico e delle code, Package Protect per il tracciamento delle consegne e Cheer Chime, un’app di Amazon stessa che emette un suono quando un cliente lascia una mancia alla cassa.

Limiti sulla privacy e lezioni dal passato

Tuttavia, ci saranno aree con restrizioni, considerando la crescente reazione dei consumatori contro le tecnologie di sorveglianza, che ha colpito anche Ring in passato.

Dopo che l’azienda aveva lanciato funzionalità per trovare animali domestici smarriti o rilevare incendi, i clienti si erano resi conto di quanto queste videocamere potessero fare, e di come questo potesse portare a un mondo in cui le persone non possono andare da nessuna parte senza essere tracciate, registrate e potenzialmente riconosciute da sistemi di videocamere alimentati dall’AI.

Consapevole del potenziale per simili problemi di immagine con il suo app store, Siminoff ha precisato che i termini di servizio non permetteranno app che offrono certi tipi di funzionalità invasive per la privacy, come strumenti di riconoscimento facciale o lettori di targhe.

In seguito alle critiche dei clienti, Ring aveva cancellato la sua partnership con Flock Safety, un produttore di videocamere alimentate da AI che condividono filmati con le forze dell’ordine.

La partnership avrebbe permesso alle agenzie che usano Flock di richiedere filmati dai proprietari di campanelli e videocamere Ring. Ring stessa ha una lunga storia di condivisione dati con la polizia e ha ricevuto critiche dai sostenitori della privacy negli ultimi mesi per nuove partnership con le forze dell’ordine e aziende come Axon.

Come funziona il Ring app store e con quale modello di business

Il nuovo app store sarà accessibile all’interno dell’app Ring per dispositivi iOS e Android, e sarà inizialmente limitato ai clienti negli Stati Uniti prima di espandersi ad altri mercati. Tuttavia, aggiungere app al proprio sistema Ring non comporterà l’utilizzo dei sistemi di pagamento in-app delle piattaforme, il che significa che Ring non pagherà commissioni ad Apple o Google quando i clienti decidono di espandere la loro esperienza con gli strumenti dei partner.

Siminoff spiega che questo è possibile perché Ring non sta effettivamente distribuendo le app ma che gli utenti dovranno comunque scaricare l’app del partner dall’app store per accedere alle nuove funzionalità, mentre l’app Ring stessa non cambia per incorporare le funzioni dei partner.

Per quanto riguarda la monetizzazione, quando Ring indirizza un cliente verso uno dei suoi partner, prenderà una commissione sulle vendite. Per ora si tratta di una fee del 10%, ma Ring si dice aperta anche ad app che offrono altri modelli di business oltre agli abbonamenti, come pagamenti una tantum o anche app gratuite supportate da pubblicità.