La crisi delle memorie che sta colpendo l’industria tecnologica non accenna ad arrestarsi, anzi, sembra più imperante che mai e non sta risparmiando neanche il gaming. Dopo mesi di allarmi sulla carenza di RAM e DRAM causata dalla domanda insaziabile dei data center AI, ora anche i giocatori PC devono prepararsi a tempi difficili. Il CEO di NVIDIA, Jensen Huang, ha avvertito che l’offerta di schede grafiche per il gaming sarà limitata per diversi trimestri, con visibilità scarsa anche sulla seconda metà dell’anno fiscale.

Tradotto in termini pratici: aspettatevi prezzi elevati e disponibilità ridotta sia per le GPU desktop che per quelle destinate ai laptop gaming. Uno scenario che gli appassionati stanno già vivendo sulla propria pelle ma, purtroppo, destinato a proseguire.

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Le parole di Jensen Huang

Durante la conference call con analisti e investitori sui risultati finanziari, Huang non ha usato giri di parole:

“Per quanto vorremmo avere più offerta, crediamo che per un paio di trimestri sarà molto tirato. Se le cose miglioreranno entro fine anno, ci sarà l’opportunità di ragionare sulla crescita anno su anno, ma è ancora troppo presto per saperlo. Vi aggiorneremo appena possibile.”

Il CEO non ha specificato la causa esatta della carenza. Le ipotesi sul tavolo sono due, entrambe legate alla stessa dinamica di fondo.

Le cause della scarsità di RAM e la preferenza dei datacenter rispetto al gaming

La prima possibilità è che NVIDIA stia dirottando la capacità produttiva riservata presso TSMC dalle GPU gaming verso le più redditizie GPU per data center AI. Con margini enormemente superiori sul mercato enterprise, la tentazione di privilegiare i chip per l’intelligenza artificiale è forte.

La seconda ipotesi riguarda la memoria GDDR7. I produttori di DRAM come Samsung, SK Hynix e Micron stanno concentrando le risorse sulla produzione di HBM3E, la memoria ad alta larghezza di banda richiesta dagli acceleratori AI. La GDDR7, che equipaggia le schede gaming, finisce in secondo piano.

È lo stesso fenomeno che sta facendo impennare i prezzi delle memorie in tutto il settore tech, dalla console Nintendo Switch 2 agli smartphone. I data center AI stanno assorbendo una quota crescente della produzione mondiale di chip di memoria.

nvidia

I numeri del mercato gaming NVIDIA

Paradossalmente, il business gaming di NVIDIA va a gonfie vele. Le vendite di GPU per gaming e visualizzazione professionale hanno generato 19,23 miliardi di dollari nell’ultimo anno fiscale. I processori GeForce hanno portato 16 miliardi (in crescita del 41% rispetto all’anno precedente), mentre le soluzioni professionali hanno raggiunto 3,19 miliardi (+70%).

I prezzi delle schede grafiche desktop sono in aumento da tempo, ma la domanda di GeForce nel 2025 è stata comunque più forte che nel 2024 e 2023. NVIDIA ha incrementato la produzione della serie GeForce RTX 50 basata sull’architettura Blackwell, ma evidentemente non abbastanza per soddisfare il mercato.

Secondo i dati di Jon Peddie Research, NVIDIA ha spedito circa 30,4 milioni di GPU desktop nei primi tre trimestri del 2025, circa 200.000 unità in più rispetto ai 30,2 milioni venduti nell’intero 2024. Le vendite di GPU gaming per laptop tendono a eguagliare quelle desktop.

Nel frattempo, le spedizioni delle Radeon di AMD per desktop sono crollate drasticamente, lasciando NVIDIA in una posizione di dominio ancora più marcata.

Cosa aspettarsi: prezzi alti e scelta limitata

L’avvertimento del CEO di NVIDIA va a unirsi ai moniti arrivati nelle scorse settimane da parte di tutti i più grandi esponenti del panorama, tra cui Samsung e Nothing, nella persona del fondatore Carl Pei. Il verdetto è che i giocatori dovranno fare i conti con disponibilità scarsa e prezzi gonfiati nei prossimi trimestri. Chi stava pianificando un upgrade del proprio PC gaming potrebbe dover rivedere i tempi o il budget.

È l’ennesima conseguenza della corsa all’intelligenza artificiale, una rivoluzione che sta plasmando il mercato del lavoro, le dinamiche di interi business e che sta ridisegnando le priorità dell’intera industria dei semiconduttori a scapito, come troppo spesso accade, del consumatore finale.