Il 2026 doveva essere l’anno della ripresa per il mercato PC, con una crescita stimata del 5% dopo un 2025 che aveva finalmente interrotto il trend negativo post pandemia; invece, secondo Acer, il settore si trova nel mezzo di una vera e propria tempesta perfetta.

Durante la presentazione italiana dei prodotti annunciati al CES, Gianluca D’Angelo, country head di Acer Italia e Grecia, ha fotografato una situazione estremamente complessa: oggi produrre un laptop può costare fino al 36% in più rispetto a cinque mesi fa.

Offerta

MacBook Air 13'', M4 (2025), 512GB

1199€ invece di 1399€
-14%

Costi di produzione in forte aumento secondo Acer

Il problema principale resta quello della carenza di RAM e unità di archiviazione, una criticità che potrebbe protrarsi per anni e che sta già avendo un impatto enorme sulla capacità produttiva.

Per capire le dimensioni del fenomeno basta un esempio legato al mondo dell’IA: un singolo cluster basato su tecnologie NVIDIA può richiedere fino a 108 TB di RAM, una quantità che tradotta nel mondo consumer sarebbe sufficiente a produrre circa 6.700 laptop. Considerando che nei prossimi anni verranno venduti migliaia di cluster, si parla potenzialmente di milioni di notebook che non potranno essere realizzati per mancanza di componenti.

Il dato più significativo riguarda però i costi di produzione, non si parla di prezzo al pubblico, ma di quanto costa oggi ad Acer assemblare un dispositivo.

Se a dicembre produrre un notebook di fascia medio alta costava poco più di 400 euro, entro maggio lo stesso modello potrebbe arrivare a costare circa 620 euro. Un incremento superiore al 30%, con picchi fino al 36% a seconda della categoria (Chromebook di fascia alta, notebook consumer top e modelli gaming Predator).

Gli aumenti che stiamo vedendo ora nei negozi, nell’ordine di 100 o 200 euro rispetto allo scorso anno, riguardano prodotti realizzati prima di dicembre; i nuovi costi di produzione si rifletteranno soprattutto sui modelli che arriveranno nella seconda metà del 2026.

Secondo Acer il comportamento degli utenti non cambierà in modo drastico, chi oggi ha un determinato budget per un laptop continuerà a orientarsi su quella cifra, anche in caso di rincari. Questo significa che, con prezzi più alti, si scenderà di fascia in termini di specifiche.

Il segmento che rischia di soffrire di più è quello del gaming, dove i prezzi di ingresso sono già elevati e i margini di manovra per scendere di categoria sono più limitati.

In questo scenario si apre però una possibile opportunità per i Chromebook, che in Italia non hanno mai sfondato davvero. Secondo il dirigente Acer, un Chromebook di fascia alta può rappresentare una soluzione ideale per molte famiglie: navigazione web, produttività di base, posta elettronica, messaggistica e attività scolastiche possono essere gestite senza problemi, a fronte di un prezzo decisamente più contenuto rispetto ai notebook Windows tradizionali.

Con costi di produzione in crescita e una disponibilità di componenti sempre più critica, il 2026 rischia di trasformarsi in uno degli anni più difficili per il settore informatico. La sfida, per i produttori come Acer, sarà riuscire a mantenere competitività e accessibilità in un mercato che cambia molto più velocemente delle previsioni.