Il programma Artemis continua ad avanzare, ma non senza intoppi. La NASA ha infatti completato la prova generale Wet Dress Rehearsal per la missione Artemis II, riuscendo a caricare con successo il propellente criogenico nel razzo SLS (Space Launch System), salvo poi decidere di rinviare la prima finestra di lancio possibile a marzo 2026, abbandonando definitivamente l’ipotesi di un decollo a febbraio.

Una decisione che arriva al termine di due giorni di test intensi, durante i quali gli ingegneri hanno sì raggiunto molti degli obbiettivi prefissati, ma si sono anche trovati ad affrontare perdite di idrogeno liquido, problemi alle valvole e difficoltà legate alle basse temperature, elementi che hanno convinto l’agenzia a prendersi ulteriore tempo prima del volo con equipaggio.

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Cosa è successo durante la prova generale di Artemis II

Il test di Artemis II si è svolto sulla rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center, dove il razzo SLS con la capsula Orion è attualmente posizionato. Il finto conto alla rovescia, della durata complessiva di circa 49 ore, è iniziato alle 20:13 EST del 31 gennaio (circa le 02:15 in Italia).

Durante le operazioni di rifornimento del 2 febbraio, il team ha dovuto fare i conti innanzitutto con il freddo, che ha rallentato l’avvio delle procedure: alcune interfacce critiche dovevano infatti raggiungere temperature operative specifiche prima di poter iniziare il caricamento del propellente criogenico.

Il problema più significativo è arrivato però durante il rifornimento vero e proprio, quando gli ingegneri hanno individuato una perdita di idrogeno liquido in un’interfaccia utilizzata per convogliare il carburante nello stadio centrale del razzo. La situazione ha richiesto l’interruzione del flusso di idrogeno, il riscaldamento dell’interfaccia, il riposizionamento delle guarnizioni e la regolazione della portata del propellente.

Nonostante queste difficoltà, i team sono riusciti a riempire tutti i serbatoi, sia nello stadio centrale sia nello stadio di propulsione criogenica provvisoria.

Countdown interrotto a cinque minuti dal termine

Una volta completato il rifornimento, una squadra di cinque persone è stata inviata sulla rampa per eseguire le operazioni di chiusura di Orion. Durante la prima simulazione del conto alla rovescia finale, il sistema ha contato fino a circa cinque minuti dal decollo, prima che il sequenziatore di lancio da terra interrompesse automaticamente le operazioni a causa di un nuovo aumento nel tasso di perdita di idrogeno liquido.

A questo si sono aggiunti ulteriori inconvenienti:

  • una valvola legata alla pressurizzazione del portello del modulo equipaggio di Orion, recentemente sostituita, ha richiesto un nuovo serraggio
  • le operazioni di chiusura hanno impiegato più tempo del previsto
  • diverse telecamere e apparecchiature hanno mostrato malfunzionamenti dovuti alle basse temperature
  • si sono ripresentati problemi nei canali di comunicazione audio tra i team di terra

Nessuno di questi elementi ha impedito il completamento della prova generale, ma tutti avrebbero richiesto particolare attenzione nel caso di un lancio reale di Artemis II.

Cambiano i protocolli per la sicurezza dell’equipaggio

Durante il test, la NASA ha anche messo in pratica procedure aggiornate per la sicurezza dell’equipaggio, in particolare le cavità del modulo di servizio di Orion sono state purgate con aria respirabile anziché azoto gassoso, così da garantire condizioni di lavoro sicure per il personale che, il giorno del lancio di Artemis II, assisterà gli astronauti durante l’ingresso e la chiusura dei portelli nella Sala Bianca.

La sicurezza dell’equipaggio, come ribadito dall’agenzia, rimane la priorità assoluta, con l’obiettivo di garantire il ritorno a casa degli astronauti NASA Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch, insieme all’astronauta della CSA Jeremy Hansen, al termine della missione.

Febbraio scartato, si guarda a marzo (e oltre)

Alla luce dei problemi riscontrati, la NASA ha deciso di posticipare la prima opportunità di lancio a marzo, così da poter analizzare in dettaglio i dati raccolti e condurre una seconda prova generale prima di fissare una data ufficiale.

Lo slittamento ha avuto effetti immediati anche sull’equipaggio, gli astronauti di Artemis II, entrati in quarantena il 21 gennaio a Houston, sono stati rilasciati e non si recheranno al Kennedy Space Center come inizialmente previsto; la quarantena verrà ripristinata circa due settimane prima del prossimo tentativo di lancio.

La NASA dispone comunque di diverse finestre di lancio tra marzo e aprile, che verranno valutate progressivamente in base all’esito dei test futuri.

Il prossimo passo verso il ritorno umano intorno alla Luna

Artemis II rappresenta una missione cruciale, sarà il primo volo con equipaggio del programma Artemis e porterà gli astronauti in orbita attorno alla Luna, preparando il terreno per le missioni successive e, in prospettiva, per il ritorno dell’uomo sulla superficie lunare.

Per ora gli appassionati dovranno quindi attendere, la sensazione è che la NASA preferisca muoversi con estrema cautela, anche a costo di ulteriori rinvii, pur di arrivare al lancio con tutti i sistemi pienamente verificati; un approccio che, considerando la posta in gioco, appare tutt’altro che sorprendente.