Negli ultimi mesi si parla sempre più spesso di carenza di memoria e di prezzi della RAM ai massimi storici, uno scenario che, almeno sulla carta, dovrebbe tradursi in un inevitabile aumento dei costi per laptop, smartphone e console; eppure, osservando il mercato, molti dispositivi continuano a essere venduti a prezzi simili a quelli di qualche mese fa. Una situazione che potrebbe sembrare paradossale, ma che secondo Asus ha una spiegazione ben precisa.
In una recente intervista, Sascha Krohn, Direttore del Marketing Tecnico di Asus, ha fatto chiarezza su cosa stia realmente accadendo lungo la catena di approvvigionamento e, soprattutto, su quando i consumatori inizieranno a sentire davvero il peso della crisi.
Indice:
L’onda d’urto non è ancora arrivata sugli scaffali
Secondo Krohn, il punto chiave è il ritardo con cui gli aumenti dei costi si riflettono sui prezzi finali; l’incremento dei prezzi delle memorie infatti non colpisce immediatamente i dispositivi che troviamo sugli scaffali dei rivenditori, fisici e online. Servono un paio di mesi perché l’onda d’urto attraversi l’intera filiera e arrivi fino al consumatore finale.
Questo significa che, almeno per ora, gli acquirenti più attenti possono ancora evitare di spendere di più, sia nel caso di notebook e smartphone, sia persino per quanto riguarda le console da gioco; una finestra temporale che, però, non resterà aperta per sempre.
Scorte e pianificazione sono i vantaggi dei grandi produttori
Il motivo principale per cui aziende come Asus non hanno ancora applicato aumenti di prezzo significativi su larga scala è legato alla preparazione: i grandi produttori OEM tendono infatti ad assicurarsi forniture di memorie (e componenti in generale) con largo anticipo, bloccando prezzi e volumi prima che il mercato cambi drasticamente.
Ovviamente, queste scorte non sono infinite, con il passare del tempo le riserve iniziano a esaurirsi e, a quel punto, i costi maggiori per la memoria finiscono per essere trasferiti sui consumatori; è per questo che Asus prevede un aumento graduale, piuttosto che improvviso, dei prezzi dei laptop e altri dispositivi.
Quando finirà la carenza di memorie? Le previsioni guardano al 2027
Guardando più avanti, Krohn si mostra moderatamente ottimista, la carenza di memoria potrebbe attenuarsi entro il 2027, una previsione leggermente più positiva rispetto a quelle avanzate da produttori di RAM come Micron.
Secondo il rappresentante di Asus, uno dei problemi principali è che le fabbriche non hanno operato a piena capacità, con gran parte dell’aumento produttivo destinato ai data center basati sull’intelligenza artificiale, piuttosto che al mercato consumer. Anche quando la RAM DDR5 tornerà più accessibile però, non è detto che i prezzi dei dispositivi scendano automaticamente.
Prezzi alti come nuova normalità?
Un passaggio particolarmente interessante riguarda il comportamento futuro degli OEM, Krohn ritiene che, una volta che i prezzi più elevati diventeranno la normalità, alcuni produttori potrebbero esitare a tornare ai livelli precedenti, anche quando la situazione delle forniture migliorerà.
In altre parole, gamer e lavoratori potrebbero continuare a fare i conti con budget più elevati anche dopo il 2027, un aspetto che rischia di pesare soprattutto su chi aggiorna frequentemente il proprio hardware.
Non tutti i produttori reagiscono allo stesso modo
La carenza di memoria inoltre, non colpisce tutti allo stesso modo, le aziende più piccole, che non hanno la stessa capacità di assorbire le perdite, risultano decisamente più vulnerabili; è il caso di Framework, che ha già aumentato i prezzi dei suoi notebook proprio a causa dei costi crescenti delle memorie.
Anche il mondo console potrebbe vedere strategie differenti: si ipotizza che Microsoft e Nintendo non abbiano accordi di fornitura a lungo termine con colossi come Micron, Samsung o SK Hynix, mentre Sony disporrebbe di una riserva significativa di DRAM, fattore che potrebbe proteggere PS5 da aumenti di prezzo nel breve periodo.
Uno scenario ancora in evoluzione
In sintesi, la carenza di memoria è reale e i prezzi sono già a livelli record, ma il conto per i consumatori non è ancora arrivato per tutti; la combinazione di scorte, pianificazione e dimensioni aziendali sta creando un mercato a più velocità, in cui alcuni produttori resistono meglio di altri.
La sensazione però, è che il peggio debba ancora venire, gli utenti dovranno quindi osservare con attenzione l’evoluzione dei prezzi nei prossimi mesi, perché quella che oggi sembra una fase di relativa stabilità potrebbe trasformarsi, gradualmente, in un nuovo equilibrio decisamente meno conveniente.
I nostri contenuti da non perdere:
- 🔝 Importante: AMD Radeon RX 9060 XT 16 GB vs Intel Arc B580: gaming, consumi e prezzi
- 💰 Risparmia sulla tecnologia: segui Prezzi.Tech su Telegram, il miglior canale di offerte
- 🏡 Seguici anche sul canale Telegram Offerte.Casa per sconti su prodotti di largo consumo

