La battaglia legale tra Apple ed Epic Games sembrava essere arrivata ad un punto di svolta, ma una nuova sentenza della Corte d’Appello ha rimesso tutto in gioco. Il colosso di Cupertino, pur avendo perso la maggior parte dei ricorsi precedenti, ha ottenuto una piccola vittoria: il tribunale ha infatti stabilito che l’azienda può comunque ricevere una commissione sulle app vendute tramite store di terze parti, ma con una piccola differenza rispetto al passato.
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La novità risiede nel fatto che la percentuale sulle vendite non potrà più essere decisa in autonomia da Apple, ma saranno l’azienda ed Epic Games (e gli sviluppatori in generale) a dover trovare una tariffa ragionevole e di comune accordo. A commentare il verdetto è stato Tim Sweeney, CEO di Epic, che considera questa sentenza una vittoria che segna la fine dei “junk fees”, come egli stesso definisce le commissioni imposte da Cupertino.
Secondo il CEO ha senso contribuire ai costi quando ci sono persone reali che si occupano della revisione delle app e della creazione dei link personalizzati, ma non esiste alcuna giustificazione per applicare percentuali sui ricavi degli sviluppatori di terze parti. Questa visione è però unilaterale, perché se da un lato riconosce il lavoro degli impiegati di Apple che gestiscono la revisione delle app, dall’altro trascura quello dei team che hanno costruito l’App Store e che ogni giorno lo mantengono operativo.
Cosa ha stabilito la sentenza del tribunale
Stando alle parole di Sweeney, il fatto che il tribunale abbia confermato gran parte dei precedenti ricorsi potrebbe spingere anche i regolatori internazionali a muoversi nella stessa direzione. Secondo lui, infatti, un Paese al di fuori degli Stati Uniti non dovrebbe permettere ad Apple di applicare commissioni che un tribunale americano ha giudicato illegali. In questo modo, quindi, la discussione su queste percentuali potrebbe andare ad interessare anche il resto del mondo.
Di recente la giudice Gonzalez Rogers aveva imposto ad Apple il divieto totale di applicare commissioni sulle vendite, non solo il precedente 27%. La nuova sentenza, invece, rimuove il divieto assoluto e si è arrivati alla conclusione che Apple ed Epic Games devono trovare un accordo comune. Il tribunale ora potrà prendere due strade differenti: da un lato si potrebbero convocare entrambe le parti insieme agli esperti per definire una commissione che rifletta i costi reali sostenuti da Cupertino per gestire le transazioni esterne, mentre dall’altro si potrebbe creare un comitato tecnico incaricato di analizzare i dati e proporre una tariffa oggettiva.
La sentenza, però, non ha stabilito alcuna scadenza. Non è ancora chiaro quanto tempo avranno a disposizione Apple ed Epic Games per negoziare né quali saranno i passi successivi se non dovessero trovare un punto d’incontro. Fino a quel momento continua però a valere la regola stabilita dalla sentenza originale, ed Apple non potrà applicare alcuna commissione sulle app vendute al di fuori del suo App Store.
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