L’Italia accelera sul fronte della digitalizzazione dei documenti personali, con l’obbiettivo dichiarato di anticipare la roadmap europea e trasformare lo smartphone nel centro nevralgico dell’identità digitale di cittadini e imprese; è questo in estrema sintesi il cuore del progetto IT-Wallet, che si prepara a fare un importante passo avanti con l’introduzione di nuovi documenti elettronici ufficiali.

Nei prossimi mesi infatti, saranno pubblicati i due decreti attuativi, attualmente in bozza presso i Ministeri dell’Economia e della Pubblica Amministrazione, che daranno forma alla prima versione ufficiale del portafoglio digitale italiano.

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IT-Wallet si prepara a ricevere il supporto per diverse tipologie di documenti

Al momento esiste già un embrione di portafoglio digitale, integrato nell’app IO dello Stato, che permette di visualizzare solo un numero limitato di documenti, ovvero la patente digitale, la tessera sanitaria, la tessera europea di assicurazione malattia e la carta europea delle disabilità; si tratta però di una sperimentazione preliminare e di utilizzi piuttosto circoscritti, ad esempio la patente digitale oggi è valida solo per la guida e non come documento di riconoscimento.

L’obbiettivo del governo, ribadito dal sottosegretario all’innovazione Alessio Butti, è quello di ampliare sensibilmente queste funzionalità entro fine anno, così da consentire un uso più ampio del wallet anche per identificarsi nei contesti più comuni (uffici pubblici, aeroporti, concorsi, bandi).

Nelle bozze dei decreti attuativi sono presenti quattro nuove categorie di documenti elettronici, destinate a incrementare il valore pratico dell’IT-Wallet; in particolare, presto sarà possibile avere a portata di smartphone:

  • ISEE elettronico -> utile per attestare la propria situazione economica e accedere a prestazioni sociali agevolate
  • titoli di studio conseguiti e iscrizioni scolastiche -> come il diploma o l’iscrizione alle scuole superiori
  • laurea e iscrizione all’istruzione superiore -> con dati prelevati dal database dell’Anagrafe Nazionale dell’Istruzione Superiore (ANIS) che però, è bene precisarlo, al momento contiene solo i titoli conseguiti dal 2010 in poi
  • residenza e iscrizione alle liste elettorali -> informazioni fondamentali per esercitare il diritto di voto e partecipare alle consultazioni

Si tratta di una lista destinata ad allungarsi nel tempo, con l’intento di fare dell’IT-Wallet uno strumento completo per attestare in digitale le principali informazioni anagrafiche, professionali e legali dei cittadini.

Parallelamente all’aggiunta di nuovi documenti, i decreti attuativi prevedono anche l’introduzione di un sistema di autenticazione unificato chiamato Entra con wallet, che consentirà l’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione.

Al momento, l’ingresso nel portafoglio digitale avviene tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica, ma l’Europa preme per requisiti di sicurezza più stringenti, si parla infatti di modalità di autenticazione a più fattori che potrebbero prevedere l’utilizzo di oggetti fisici personali, come la scansione della carta d’identità con la fotocamera dello smartphone per completare la procedura. Una prospettiva che apre questioni di usabilità, perché queste soluzioni risultano ancora poco agevoli per l’utente comune.

L’Italia punta dunque ad anticipare il quadro europeo, che entrerà in vigore nel 2026 e che stabilirà regole comuni per i portafogli digitali nazionali; il prossimo anno quindi l’IT-Wallet sarà già compatibile con l’ecosistema europeo, diventando valido anche per iscrizioni a bandi e concorsi europei, identificazione transfrontaliera, fruizione di servizi pubblici e privati nei Paesi membri.

La situazione è ancora in divenire, le linee guida sono state elaborate dall’Agenzia per l’Italia Digitale e sono ora al vaglio del Dipartimento Innovazione, l’intento del governo è quello di far partire una versione sperimentale entro l’anno in corso, ma serviranno ulteriori passaggi normativi e test di fattibilità tecnica.

Tra i nodi ancora da sciogliere c’è proprio l’integrazione con i database pubblici, in particolare per i titoli di studio, e la definizione di standard di sicurezza che soddisfino i requisiti europei senza sacrificare l’esperienza utente.

In conclusione, il progetto IT-Wallet si conferma uno dei tasselli più ambiziosi nella strategia italiana per la digitalizzazione dei servizi pubblici e della cittadinanza digitale, la possibilità di avere tutta una serie di nuovi documenti sullo smartphone promette di semplificare la burocrazia e velocizzare le pratiche quotidiane; non ci resta che attendere ancora qualche mese per saperne di più.

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