Da quando Elon Musk ha acquistato Twitter, per il social network è iniziato un processo di profondo rinnovamento, tanto estetico quanto funzionale, apparso evidente sin dai primi licenziamenti illustri e proseguito con dei tweet di propaganda del nuovo CEO che annunciava una vera e propria rivoluzione.

Una delle principali novità di Twitter è legata al proprio servizio premium Twitter Blue, che è stato notevolmente arricchito di funzionalità a fronte di un cospicuo aumento di prezzo del canone mensile (che è passato da 4,99 dollari a 7,99 dollari al mese). La controversia più grande della nuova proposta agli utenti premium è legata alla famigerata spunta blu, acquisibile da chiunque si abboni, che ha creato non pochi problemi al social network, spingendo il team di sviluppo a cercare una soluzione che gli consentisse di chiudere il cerchio.

Un utente Twitter ha messo in pubblica piazza il punto debole della spunta blu

Come anticipato in apertura, negli ultimi giorni si è parlato molto del rinnovato Twitter Blu e del fatto che, in dotazione con l’abbonamento, gli utenti ricevessero la tanto desiderata spunta blu che, in precedenza, era acquisibile unicamente attraverso un processo di verifica.

Che questa “democratizzazione” della spunta blu voluta da Elon Musk avesse dei punti deboli, è apparso da subito evidente: chiunque fosse abbonato al servizio premium di Twitter (che al momento è disponibile solo negli Stati Uniti, in Canada, in Nuova Zelanda e in Australia), accettando di pagare i 7,99 dollari al mese richiesti, riceve automaticamente la spunta blu.

Lo strumento, che prima consentiva di riconoscere account (mettiamola così) degni di nota come autorità, aziende importanti, personaggi di spicco e così via, è ora diventato un accessorio che chiunque può avere, ammesso che paghi.

A smascherare questo meccanismo fallace ci ha pensato l’utente Cade Onder che, in data 4 novembre, ha letteralmente mandato in tilt il feed di Twitter. L’utente ha pensato bene di cambiare il proprio nome in Tobey Maguire (l’attore noto soprattutto per avere interpretato Spiderman), modificare l’immagine del profilo in modo da sembrare effettivamente il suddetto attore e pubblicare un contenuto che, di lì a poco, sarebbe diventato virale, grazie anche al supporto della spunta blu.

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Come potete vedere dal tweet condiviso subito sopra, Onder, fingendosi Maguire, aveva pubblicato un vero e proprio teaser per l’arrivo del film Spiderman 4, con tanto di fantomatica data d’uscita fissata per il 3 maggio 2024. Inutile dire che l’utente ha poi dovuto modificare nuovamente la propria immagine del profilo e il proprio nome.

Inutile dire che il tweet in questione abbia generato una notevole mole di mi piace, commenti e retweet, dimostrando il “potere” della spunta blu democratica e un aspetto che Musk e co. avevano sicuramente sottovalutato.

Twitter corre ai ripari: arriva un nuovo badge di verifica

Inutile dire che il team di sviluppo di Twitter abbia dovuto trovare in fretta e furia una soluzione per arginare il problema, impedendo che altri account fake ma dotati di spunta blu potessero diffondere informazioni false per scherzo o soltanto per acquisire notorietà.

Il team di Twitter, per mano di Esther Crawford che sta guidando la revisione di Twitter Blue, ha fatto sapere di avere elaborato un nuovo metodo per far sì che gli utenti possano distinguere gli abbonati a Twitter Blue dagli account che sono verificati come “ufficiali”: questi ultimi, potranno contare su un altro badge con la spunta e la scritta “Official” a fianco.

All’interno di una discussione sulla piattaforma, la Crawford chiarisce che non tutti gli account verificati in precedenza riceveranno questa nuova spunta ufficiale e gli account candidati a ricevere questo nuovo badge di verifica sono gli account governativi, società e partner commerciali, i principali media ed editori, e alcuni personaggi pubblici.

Un altro aspetto interessante è legato al fatto che questo nuovo badge non sarà acquistabile (a differenza della spunta blu) con l’abbonamento Twitter Blue. Il team di sviluppo sta comunque continuando a lavorare su meccanismi che consentano di differenziare ancora meglio i vari tipi di account.

In questo modo, la vecchia spunta blu che contrassegnava gli account degni di nota è diventata unicamente un meccanismo per riconoscere gli utenti abbonati a Twitter Blue: è bene che tutti gli utenti che frequentano il social network inizino a prendere familiarità con questo meccanismo, nella speranza che altre piattaforme non decidano di “democratizzare” la spunta blu tramite il pagamento di un canone mensile.

In conclusione segnaliamo che, sebbene qualche giorno fa sia divenuto ufficiale l’aumento di prezzo del servizio premium Twitter Blue, attualmente il servizio è ancora “fermo” alla sua versione precedente; il rinnovato abbonamento dovrebbe essere lanciato ufficialmente nella giornata odierna.

Aggiornamento del 9 novembre 2022, ore 19:00

Twitter fa marcia indietro per volontà di Elon Musk

A sole 24 ore di distanza dall’introduzione del nuovo badge di verifica, Twitter fa marcia indietro ed elimina questa nuova misura di “sicurezza” per volontà del suo stesso CEO Elon Musk.

A commentare l’immediata marcia indietro è stata ancora una volta Esther Crawford che ha citato un tweet del nuovo CEO della piattaforma per mettere in chiaro come il social network sia in una fase di continue sperimentazioni, con l’obiettivo di trovare il giusto mix di cambiamenti di successo per garantire la salute a lungo termine e la crescita del business.

Quindi al team di sviluppo sono bastate 24 ore per capire che la seconda spunta di verifica fosse una cattiva idea o semplicemente c’è qualche altra novità in cantiere di cui ancora non siamo a conoscenza? Vedremo cosa si inventeranno Musk e soci per risolvere una problematica che effettivamente si è manifestata dopo la “democratizzazione” della spunta blu.

Aggiornamento dell’11 novembre 2022, ore 11:30

Ennesimo colpo di scena: torna la seconda spunta di verifica

Non sono passate neppure 48 ore dal precedente capitolo di questa che sembra essere una saga bella corposa, ovvero quella riguardante l’introduzione di un secondo badge di verifica per distinguere gli account ufficiali dagli account farlocchi che giocano sul possesso della spunta blu (ora acquistabile con l’abbonamento a Twitter Blue) per portare caos all’interno del social network.

Nella giornata di mercoledì, lo stesso Elon Musk aveva “ucciso” la nuova spunta grigia, introdotta proprio per contrastare quanto riportato poco sopra, appena 24 ore dopo la sua introduzione. Adesso, tramite l’account ufficiale del supporto di Twitter, assistiamo all’ennesima retromarcia: “Per combattere l’imitazione, abbiamo aggiunto un’etichetta “Ufficiale” ad alcuni account.”

La cosa più divertente, che ci mette di fronte ad un social network bipolare e che sottolinea un alto livello di confusione/indecisione tra i membri del team di sviluppo della piattaforma, si può notare dando uno sguardo al feed dell’account del supporto di Twitter.

Subito sotto il tweet che abbiamo condiviso qualche riga addietro (e quindi il tweet subito precedente in ordine temporale, risalente al 9 novembre), c’è un tweet che afferma esattamente il contrario rispetto a quello di stamattina, con chiaro riferimento a quanto voluto da Elon Musk un paio di giorni fa.

Al netto dei discorsi futili, è interessante notare come gli account degli esponenti politici di spicco (come, ad esempio, quello del Presidente degli Stati Uniti o quello del nostro Presidente del Consiglio dei Ministri), mostrino un badge diverso rispetto a quello standard, con una bandiera e la carica corrispondente.

Ultima nota, al momento della stesura, alcuni account di rilievo come possono essere quello della NATO o quello delle Nazioni Unite non presentano il badge di verifica ufficiale.

Vista la mutevolezza della situazione, sembra che il prossimo colpo di scena possa arrivare molto a breve.

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