Arrivano delle novità che riguardano Tesla, il gigante delle auto elettriche di proprietà di Elon Musk: alcune potrebbero fare storcere il naso ai possessori di una vettura del produttore, altre riguardano alcune tecnologie che troveremo a bordo dei futuri modelli.

Giusto per anticipare qualcosa, l’azienda ha iniziato a introdurre la tariffa di ricarica dinamica per la ricarica dei veicoli alle stazioni Supercharger, abbandonando la tariffa fissa al kWh, ha siglato un accordo per introdurre una tecnologia chiamata H.E.L.P. a bordo dei veicoli e, presto, potrebbe rimuovere del tutto i sensori a ultrasuoni dai propri modelli, in favore del sistema Tesla Vision.

Tesla: arrivano i prezzi dinamici per la ricarica delle vetture

Dopo avere alzato i prezzi di ricarica in Europa, lo scorso settembre, Tesla si prepara ad un’altra piccola rivoluzione legata alle tariffe di ricarica presso i propri Supercharger: il colosso statunitense ha infatti introdotto un nuovo piano di ricarica basato sulle fasce orarie.

Con questo nuovo piano tariffario, infatti, verrà “premiato” con un costo al kWh inferiore chi ricaricherà il proprio veicolo nella fascia notturna (dopo le 22:00). A segnalare la novità è stato un utente Twitter, tramite un tweet (riportato di seguito) contenente un’immagine che mostra chiaramente i dettagli sulla nuova tariffa di ricarica.

Come si può evincere dall’immagine, ecco quali sono le tariffe di ricarica applicate ai Supercharger (in questo caso in Germania) a seconda della fascia oraria:

  • 0,56 €/kWh per ricariche nella fascia oraria notturna 00:00-06:00
  • 0,74 €/kWh per ricariche nella fascia oraria centrale 06:00-22:00
  • 0,56 €/kWh per ricariche nella fascia oraria serale 22:00-00:00

Questa nuova tipologia di tariffa di ricarica, tuttavia, è ben segnalata anche nella pagina di supporto dedicata a “Pagamenti e tariffe” sul sito di Tesla:

Dall’11 ottobre 2022, presso alcune stazioni Supercharger selezionate nella tua regione, potrai approfittare di ricariche a prezzi scontati durante la notte. Col passare del tempo, le tariffe scontate per l’utilizzo durante le ore non di punta saranno offerte in più siti, compresi quelli aperti ai veicoli non Tesla.

La fascia oraria delle 06:00 alle 22:00, dunque, è considerata quella di punta e risulta essere la più costosa, con un costo di ben 0,22 €/kWh in più rispetto alle restanti otto ore (notturne) del giorno. Tuttavia, la rivista tedesca online Electrive ha segnalato che sono stati scoperti prezzi ancora più alti per la tariffa diurna, che arriva a 0,86 €/kWh, altri 0,12 €/kWh in più (anche se potrebbero essere prezzi destinati ai soli veicolo non Tesla) ma che esistono altre strutture della rete che offrono prezzi più bassi (come il Supercharger di Eching, in Baviera, che offre la ricarica a 0,51 €/kWh in fascia diurna e a 0,46 €/kWh in fascia notturna).

Insomma, a seguito dell’aumento dei prezzi dell’elettricità, con l’introduzione della tariffa dinamica per la ricarica basata sulle fasce orarie, Tesla punta a convincere gli utenti ad effettuare ricariche ai propri veicoli al di fuori degli orari di punta.

Addio sensori a ultrasuoni, si punta su Tesla Vision con un grande risparmio

Dopo avere rimosso i sensori LiDAR dalle proprie auto, Tesla ha recentemente annunciato l’abbandono dei sensori di parcheggio a ultrasuoni per affidarsi unicamente al proprio sistema di telecamere Tesla Vision, tanto per le fasi di parcheggio, quanto per la guida autonoma.

Elon Musk ha annunciato alla fine del mese di agosto che la guida autonoma ragginugerà le Tesla entro la fine del 2022; lui stesso continua, inoltre, a sostenere che la guida autonoma possa affidarsi unicamente al sistema di telecamere proprietario, per il quale, un paio di mesi fa, Samsung ha vinto un accordo di fornitura esclusivo. Queste, le parole di Musk:

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Quando Vision lavora, funziona meglio del miglior essere umano perché è come avere otto telecamere, gli occhi nella parte posteriore della testa, accanto alla testa e tre occhi a diverse distanze focali che guardano avanti. Questo e la capacità di elaborarlo a una velocità sovrumana. Non c’è dubbio nella mia mente che con una soluzione di visione pura, possiamo realizzare un’auto che è sensibilmente più sicura del conducente medio.

Tuttavia, alcuni tester sostengono che il sistema Tesla Vision abbia difficoltà a distinguere gli oggetti in determinate situazioni, incluso il mancato rilevamento di manichini che emulano la presenza di bambini. Anche la rimozione dei sensori di parcheggio a ultrasuoni potrebbe rivelarsi controproducente, soprattutto nel caso in cui la “parete” (o l’ostacolo) presente sia lucido, o nel caso vi siano corpi di piccole dimensioni in mezzo (come oggetti o animali), durante le manovre di parcheggio.

Certo, i database di Tesla sono costantemente alimentati dai dati che tutte le proprie vetture in circolazione raccolgono quotidianamente, e i super-computer cercano di elaborare tutti gli scenari possibili per fare in modo che le telecamere siano sufficienti per affrontare qualsiasi sfida.

Dietro questa volontà ferrea di affidarsi unicamente alle telecamere Tesla Vision, vi sarebbe un risvolto economico: secondo gli analisti di ingegneria automobilistica del canale Munro Live (trovate il loro video sull’argomento poco sotto), la rimozione del kit a ultrasuoni consentirebbe alla società di risparmiare circa 114 dollari per veicolo, prezzo dei componenti che compongono il kit di parcheggio di Tesla (sensori, cablaggio, connettori, circuiti integrati); considerando che l’azienda stima di vendere due milioni di veicoli l’anno prossimo e punta a raggiungere quota venti milioni di veicoli entro il 2030, il risparmio complessivo (medio) raggiungerebbe l’ordine delle centinaia di milioni di dollari all’anno.

La tecnologia H.E.L.P. arriverà sulle Tesla

Con il desiderio di risolvere un problema di sicurezza ritenuto molto importante, ovvero la prevenzione di incidenti contro veicoli con problemi o vulnerabili (e di conseguenza la salvaguardia degli occupanti dei veicoli stessi), Tesla ha firmato un accordo con la Emergency Safety Solutions Inc. (ESS) per implementare all’interno dei propri veicoli la tecnologia Hazard Enhanced Location Protocol (che da ora in poi chiameremo con il suo acronimo H.E.L.P.), un sistema che vuole rivoluzionare i sistemi di avviso di pericolo dei veicoli.

La ESS ha sviluppato H.E.L.P. proprio per prevenire gli incidenti automobilistici in cui un veicolo si scontra con un veicolo in panne (si stima che le vittime di questa tipologia di incidenti, tra feriti e deceduti, siano nell’ordine delle decine di migliaia): si tratta di una tecnologia conforme agli standard normativi che combina l’intelligence di bordo per fornire due tipi di avvisi in modo da rendere più visibile un veicolo in panne, emanando avvisi luminosi (più classici), tramite l’emissione di una illuminazione d’emergenza molto visibile, e avvisi digitali per avvisare i conducenti in arrivo, tramite le applicazioni per la navigazione basate sul GPS.

Il CEO di ESS, Tom Metzger, si è detto entusiasta di questo accordo che porterà miglioramenti significativi nell’ambito della sicurezza stradale, riconoscendo il ruolo di Tesla come leader per l’innovazione e che, di conseguenza, H.E.L.P. potrà potenzialmente arrivare su milioni di veicoli dell’azienda in tutto il mondo.

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