Muoversi in bici in città, magari con una bici elettrica, può essere una buona idea sotto diversi punti di vista: non solo in ottica di sostenibilità ambientale e salubrità dei centri abitati, ma anche per risparmiare tempo, per rimanere in forma ed evitare quella dannosa dose di stress quotidiano che si deve sorbire che si mette al volante. Purtroppo il “movimento lento” ha ancora diversi punti negativi irrisolti, su tutti la sicurezza, ancora troppo debole specialmente nelle grandi metropoli, ma pian piano le piste ciclabili si stanno prendendo il proprio spazio e la consapevolezza della necessità di un’aria più pura spinge sempre più cittadini a scegliere mezzi di trasporto più attenti all’ambiente.

Le bici elettriche da città stanno assumendo un ruolo centrale nella transizione ecologica degli spostamenti, ma non è facile scegliere quella giusta orientandosi tra le proposte sempre più fitte del mercato. I prezzi possono essere molto diversi e non è certamente immediato capire cosa controllare, quali sono le specifiche su cui non scendere a compromessi e dove invece è giusto accontentarsi. Con questa guida pratica all’acquisto di una bici elettrica da città, proveremo a dipanare tutti i vostri dubbi. Abbiamo realizzato un video in cui proviamo a mettere ordine tra i tanti aspetti da considerare al momento dell’acquisto di una e-bike urbana, partendo dalla destinazione d’uso fino ad arrivare a componenti tecnici come sensore di coppia, motore, batteria e cambio. Un percorso ragionato che abbiamo costruito ispirandoci alle domande che più frequentemente ci vengono poste dai nostri lettori e dai commenti sul canale, nella speranza di darvi tutti gli strumenti per fare una scelta consapevole.

Video guida acquisto di una bici elettrica

La normativa

Secondo il Codice Stradale (non ci sono novità particolari dalla recente proposta di legge), le bici elettriche o a pedalata assistita vengono equiparate alle bici tradizionali e devono rispettare le stesse norme di circolazione. Oltre a questo la legge disciplina in modo chiaro alcune caratteristiche che devono rispettare le bici dotate di motore elettrico.

  1. Potenza nominale del motore massima di 250 Watt
  2. Assistenza alla pedalata fino alla velocità di massimo 25 Km/h
  3. La bici deve potersi fermare nel momento in cui non si pedala, che tradotto significa che non deve esserci un acceleratore.

Entrando un po’ più nel dettaglio la potenza nominale è diversa dalla potenza di picco. Questo è un dettaglio fondamentale perché esistono bici, per esempio le cargo bike che devono trasportare pesi importanti, che hanno potenze molto superiori, ma rientrano comunque all’interno dell’indicazione dei 250 Watt. Come è possibile? Il motivo è presto spiegato: la legge e la scheda tecnica delle bici tengono conto della potenza netta massima (potenza nominale), vale a dire la potenza continua che il motore è in grado di erogare per 30 minuti, questa deve essere di massimo 250 Watt, ma ciò non preclude la possibilità che il motore abbia uno spunto superiore, un picco che per qualche secondo potrà erogare potenze di molto superiori.

A proposito dell’assistenza alla pedalata invece non c’è molto da aggiungere, la bici a pedalata assistita potrà aiutare nella pedalata fino alla velocità di 25 Km/h, dopodiché l’utilizzatore potrà contare solo sulle proprie gambe se vorrà andare più veloce. Attenzione, questo non significa che la velocità massima delle bici sia limitata ai 25 Km/h.

Il terzo punto è il più importante: la bici elettrica per essere regolare deve funzionare a pedalata assistita: il motore aiuta nella pedalata e per muoversi c’è sempre bisogno di una spinta da parte del pilota, non deve esserci un acceleratore bensì un sensore di coppia che regola l’erogazione della potenza del motore in base alla spinta che viene esercitata sui pedali.

In tutti gli altri casi?

Le bici elettriche che non rispettano i requisiti su scritti, non sono di per sé illegali, ma per la legge vengono equiparate ai ciclomotori e quindi devono rispettare le norme previste per quella categoria. Le principali e più stringenti sono:

  • Omologazione del mezzo presso la motorizzazione civile
  • Targa
  • Assicurazione
  • Casco

Capirete che nei fatti risulterà praticamente impossibile girare su strade pubbliche con bici non a norma, perché sarebbe un processo lento e costoso, allorché probabilmente fallimentare, far omologare il mezzo, per poi poter applicare una targa e richiedere assicurazione stradale.

Le sanzioni previste per chi non rispetta le regole sono molto salate e sommando le diverse contravvenzioni si può arrivare ad oltre 7000 Euro di multa. Vanno poi considerati i rischi per eventuali danni a persone o cose derivanti da un incidente con un mezzo non a norma, situazione nella quale l’assicurazione avrebbe più di un’opzione per non coprire economicamente.

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Online vs Negozio

La bici è un mezzo di trasporto un po’ particolare, relativamente poco adattabile alle misure antropometriche di chi dovrà utilizzarla. Per questo recarsi in un negozio e valutare di persona, magari con l’aiuto di un esperto, la taglia e le geometrie del telaio può essere una buona idea. Purtroppo non sempre e possibile, specialmente se si vuole acquistare una bici economica, per cui l’alternativa online diventa una strada obbligata.

In questo caso il consiglio principale è di affidarsi a marchi che spediscono almeno dal suolo europeo e non dalla Cina, per due principali motivi. In primo luogo, per quanto ben imballata, una bicicletta può essere delicata e subire danni durante un trasporto maldestro, in secondo luogo perché gli eventuali dazi doganali potrebbero essere particolarmente elevati e farvi perdere tutta la convenienza di aver acquistato a prezzo più basso.

Tenete poi presente che in caso di difetti o peggio, volendo restituire completamente l’ordine, potrebbe diventare molto complesso e costoso spedire un enorme pacco di una trentina di Kg dall’altra parte del mondo.

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Motore, batteria e sensore di coppia

Il motore e la batteria, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, andrebbero scelti prima di tutto per la loro posizione sul telaio anziché per la potenza o capacità che sono in grado di fornire. Questo perché sono i componenti più pesanti in assoluto e di conseguenza vanno ad influire in modo importante sul bilanciamento della bicicletta.

Motore

Il motore si può trovare in corrispondenza del mozzo della ruota posteriore o anteriore, oppure al centro insieme al movimento centrale (tra i due pedali). Quest’ultima è senza dubbio la soluzione migliore perché sposta il baricentro in posizione bassa e centrale, rendendo la bici più guidabile e maneggevole. Il motore centrale ha poi un netto vantaggio di efficienza, per cui coppia maggiore e consumi inferiori, a tutto vantaggio di prestazioni e autonomia.

Il motore posteriore è comunque una buona seconda opzione, le bici sono tendenzialmente più economiche e meno massicce da visivamente, è consigliato però che almeno la batteria sia posizionata nel tubo obliquo del telaio o comunque in posizione centrale per dare buon equilibrio dinamico alla due ruote. Infine il motore anteriore che vi sconsigliamo, rende la bici assai poco maneggevole e poco sicura.

Come detto la potenza nominale del motore sarà quasi sempre sul limite di legge di 250 Watt, potete però controllare il valore di coppia, che andrà a determinare la capacità di spinta in salita e a pieno carico. I 30 nm sono il minimo sindacale, sopra i 70 avrete una bici molto prestante. Tenete presente comunque che ogni bici avrà la sua potenza ideale, se ad esempio si parla di una city bike leggera, con batteria di dimensioni contenute e un peso inferiore ai 20 Kg, non sarà necessario un motore troppo potente per muoverla agilmente. Le cose cambiano per fat bike e similari, che da sole pesano magari più di 30 Kg.

Batteria

Come per il motore più la posizione è centrale e meglio è, perfetto se integrata nel telaio per avere un look più pulito. La capacità della batteria dipende dal tipo di utilizzo e dal peso del mezzo, diciamo che sopra i 360 Wh, per un utilizzo cittadino, ne avrete più che a sufficienza. Al di sotto dei 250 Wh invece è bene valutare quanta strada ci si aspetta di dover fare ogni giorno, il peso della bici, eventuali salite da dover affrontare e così via.

Tenete presente che una batteria removibile si potrà ricaricare comodamente in casa, diversamente avrete bisogno di una presa nel luogo dove riponete la bici, o addirittura dovrete portarvi la bici in casa con il disagio che ne consegue.

Sensore di coppia o di cadenza

È un componente in grado di modificare radicalmente il comportamento della bici, se è presente renderà la pedalata assistita naturale: il motore, in base al livello di assistenza scelto, andrà ad erogare energia in modo proporzionale alla spinta portata sui pedali. In altre parole più spingerete e più riceverete assistenza. Il gesto della pedalata sarà quindi molto simile a quello di una bici tradizionale, semplicemente vi sembrerà di avere molta più potenza nelle gambe.

Se la bici non è invece dotata di sensore di coppia ma di cadenza, allora il comportamento sarà del tutto diverso: i livelli di assistenza fungeranno da limiti di velocità dell’assistenza (livello 1 = assistenza fino a 6 Km/k; livello 2: assistenza fino a 10 Km/h; livello 3 = assistenza fino a 15 Km/h e così via fino al limite dei 25 Km/h) e il solo muovere i pedali darà il segnale al motore di spingere con la massima coppia disponibile. Sarà un po’ come avere l’acceleratore, solo che anziché ruotare la manetta bisognerà girare i pedali.

Le bici con sensore di coppia sono più raffinate ed evolute e generalmente più costose, l’esperienza d’uso sarà ben più appagante. Le altre permettono di risparmiare qualcosa e sono l’ideale se non volete assolutamente far fatica, almeno in pianura.

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Attenzione al peso

Il peso è un dettaglio spesso trascurato ma importante da considerare per un utilizzo in città. Attenzione alle bici troppo pesanti e carrozzate perché se all’apparenza suggeriscono comfort anche sui terreni accidentati, in realtà vi risulteranno poco pratiche e agili tra le strade cittadine.

E’ importante valutare con attenzione la possibilità di acquistare una bici elettrica pieghevole. Il problema maggiore in questi casi è proprio il peso dovuto alla presenza di motore e batteria che potrebbe vanificare i vantaggi dell’avere una bici trasportabile. Se il peso è attorno ai 20/25 Kg, anche se ripiegata, potrebbe essere veramente molto scomoda da spostare ad esempio per scendere in metropolitana o sul treno.

Scegliere una bicicletta elettrica a pedalata assistita per la città non è un’operazione banale come potrebbe sembrare. Il mercato è ormai affollatissimo, i modelli disponibili sono decine e, come spesso accade in questi casi, il rischio non è tanto quello di acquistare un prodotto di scarsa qualità, quanto di scegliere una bici sbagliata per le proprie esigenze, finendo poi per metterla in un angolo e non utilizzarla più.

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Cambio e freni

Qui la regola è semplice, più si spende meglio è. Un cambio che si sregola di continuo o dei freni che toccano sono il modo più rapido per abbandonare la bici.

I freni idraulici garantiscono mesi di utilizzo senza manutenzione, sono più potenti e affidabili. I freni a disco meccanici hanno qualche limite ma se ben regolati rappresentano comunque una valida alternativa, preparatevi però a doverci mettere mano ogni tanto. Per quanto riguarda la dimensione dei dischi dai 160 mm in su va tutto bene, considerate però che le bici più grandi e pesanti avranno bisogno di un sistema frenante maggiorato. Negli ultimi anni comunque il livello dei componenti anche sulle proposte economiche è cresciuto molto, difficile ormai trovare bici che non frenano o con un impianto inadeguato al peso.

Per il cambio i gruppi Shimano sono un’ottima scelta perché affidabili e facilmente riparabili da qualunque ciclista meccanico (e con tantissimi tutorial disponibili online per chi vuole arrangiarsi). Attenzione alla rapportatura, generalmente pensata per la pianura, va comunque detto che con pochi ero è possibile sostituire un pacco pignoni posteriore, ci vuole un po’ di manualità e conoscenza ma nulla di impossibile.

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Sospensioni e dimensione delle ruote

Sono utili se si affrontano pavé, porfido, rotaie del tram o fondi particolarmente dissestati, ma sono anche componenti che richiedono manutenzione e si usurano. Le sospensioni ad aria con poche regolazioni possono ammorbidirsi dopo qualche anno, quelle anteriori a molla delle bici più economiche possono arrugginirsi se lasciate all’umidità. Un elemento in più a cui prestare attenzione, insomma, non sempre necessari, specialmente poi se la bici dispone di ruote grandi (28 pollici) o larghe, con cui poter giocare con la pressione per rendere il mezzo più confortevole.

Proprio la dimensione delle ruote va valutata, le 28″ (700C) sono le classiche da città, ma molte bici vengono proposte con ruote da 26″, fino alle ruote da 20″ con battistrada largo, le cosiddette “fat”. La regola d’oro è che più le ruote sono grandi e meglio superano gli ostacoli e scorrono su asfalto, al contempo la bici sarà meno maneggevole nello stretto e più ingombrante. Le fat sono comodissime ma occhio che per spingerle serve molta energia, che provenga dal motore o dalle vostre gambe poco cambia.

Accessori in dotazione

L’ultimo aspetto in ordine di priorità ma comunque rilevante. Portapacchi, luci anteriori e posteriori integrate e alimentate dalla batteria principale, eventuali frecce direzionali, fanalini che si accendono in frenata sono tutti plus per muoversi in sicurezza. Sulle bici più economiche spesso il fanalino posteriore è staccato, a batteria a bottone, e va ricordato di sostituirla periodicamente. Alcune bici più costose offrono anche GPS integrato con SIM e abbonamento incluso per un paio d’anni, comodo per il controllo remoto. Tenete presente che un buon portapacchi può costare anche 60-70 Euro aftermarket, insomma, c’è un valore negli accessori inclusi, consideratelo.

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In conclusione, quanto spendere?

Come avete visto la scelta di una bici elettrica da città non può essere fatta con superficialità: ogni componente ha il suo peso e, soprattutto, esistono differenze enormi tra i vari modelli che a prima vista possono sembrare simili. Il nostro consiglio è sempre di partire dalla destinazione d’uso, passare al budget e poi scendere nel dettaglio dei singoli componenti partendo da quelli che davvero cambiano l’esperienza, come il sensore di coppia e il motore.

Quanto spendere? Sotto i 600 Euro è molto probabile portarsi a casa un prodotto di scarsa qualità, e la bici è un mezzo di trasporto che deve essere sicuro, quindi non è il caso di andare troppo al risparmio. La soglia dei 600-700 Euro è quella minima per una bici di qualità, tenendo presente che le e-bike cinesi che proponiamo nelle nostre guide hanno un rapporto qualità-prezzo decisamente superiore rispetto ai marchi blasonati venduti nei negozi specializzati, dove a parità di prodotto si può arrivare a spendere tre o quattro volte tanto.