Come funziona Signal

Dopo tanti anni non volete più saperne di usare WhatsApp o Telegram, e siete alla ricerca di una valida alternativa, magari anche più sicura? Abbiamo per voi una buona notizia: Signal ha tutti i requisiti che state cercando.

Nella nostra guida vi spiegheremo prima di tutto cos’è e chi c’è dietro a una delle migliori alternative di WhatsApp, per poi illustrare come funziona e perché viene considerata una delle app di messaggistica istantanea più sicure al mondo.

Indice

Cos’è Signal

Signal è un’app di messaggistica istantanea che consente di effettuare chat e videochiamate, disponibile gratuitamente per i dispositivi Android e iOS. L’invio di messaggi e contenuti multimediali viene regolato attraverso la crittografia end-to-end, e proprio sul tema della sicurezza Signal può calare il proprio asso: infatti, secondo gli addetti ai lavori, è ritenuta offrire un servizio più sicuro rispetto sia a WhatsApp sia a Telegram. Di questo comunque parleremo in maniera più approfondita in un capitolo a parte (se non volete aspettare, potete cliccare qui per andare subito all’argomento di vostro interesse).

Ora, prima di spiegare come funziona, ci occuperemo brevemente di descrivere quella che è la storia dell’app e l’identità di chi la gestisce, visto che ha diversi punti in comune con WhatsApp.

Cos'è Signal

Chi è il proprietario di Signal

L’app Signal è di proprietà della Signal Foundation, un’organizzazione no profit istituita da Moxie Marlinspike, che è anche il fondatore e l’attuale CEO dell’applicazione, e Brian Acton, co-fondatore di WhatsApp, che dopo aver lasciato la sua creatura prediletta ha accettato la sfida di portare Signal a diventare uno dei punti di riferimento nel proprio settore. L’app nasce nel 2013, come software libero e open source sviluppato dal gruppo Open Whisper Systems, ma la vera svolta avviene appunto soltanto quattro anni dopo, quando Acton decide di allontanarsi dall’app di messaggistica più famosa al mondo per passare alla corte di Marlinkspike.

Insieme i due danno vita alla Signal Foundation, con la missione di proteggere la libertà di espressione e sviluppare una tecnologia che consenta di stabilire una comunicazione globale sicura tra le persone. Viste le premesse, non è un caso che il fondatore di Signal e Acton abbiano voluto intitolare la fondazione con lo stesso nome della popolare app.

Come funziona Signal

Dopo questo breve excursus storico, è arrivato il momento di passare alla pratica. Diciamo subito che usare Signal è semplice tanto quanto WhatsApp o Telegram. Come le due app concorrenti più famose, offre la possibilità di chattare e videochiamare le persone presenti nella lista dei propri contatti, a patto di avere il loro il numero di telefono. Inoltre presenta anche una versione desktop, scaricabile dal sito ufficiale signal.org: è disponibile per gli utenti Windows, Mac e Linux.

Nota: per poter usare l’app desktop, occorre prima aver scaricato l’app sul telefono (maggiori informazioni nel nostro ultimo capitolo della guida).

Un’altra utile funzione dell’app di Moxie Marlinspike e Brian Acton è la possibilità di impostare un timer per i messaggi, in modo che si autodistruggano entro un tempo prefissato, un’opzione disponibile anche su Telegram (ma non su WhatsApp, ad esempio).

In conclusione, è importante specificare che dopo il download dell’applicazione viene richiesto di associare il proprio numero di telefono. Questo può essere letto dai critici come un punto a sfavore di Signal, ma in fatto di sicurezza l’app sponsorizzata in più di un’occasione da Elon Musk (al primo posto del Bloomberg Billionaires Index), non teme rivali.

L'app di Signal

Quanto è sicuro Signal

Signal è considerata un’app di messaggistica istantanea più sicura di WhatsApp e Telegram. Il merito principale risiede nel fatto che, a differenza delle applicazioni rivali, conserva pochissimi metadati. Infatti, le uniche informazioni conservate sono il numero di telefono, l’ora dell’ultima connessione al server e la data di iscrizione. Signal si comporta meglio anche nell’utilizzo della crittografia end-to-end: sebbene questa sia diventata uno standard anche di WhatsApp, l’app meno famosa si porta un passo avanti combinandola con il protocollo X3DH (Extended Triple Diffie-Hellman) e all’algoritmo Double Ratchet.

Un’ulteriore dimostrazione della sicurezza di Signal è data da un episodio che ha coinvolto suo malgrado l’azienda in un processo datato all’anno 2016 nello Stato del Virginia. Un tribunale dello Stato americano ordinò alla società di fornire le informazioni di cui disponeva sulle persone a processo: in tutta risposta, l’app di messaggistica istantanea si presentò unicamente con il giorno e l’ora dell’ultimo accesso, oltre alla data di creazione dell’account (secondo quanto riporta il Corriere della Sera nell’approfondimento a cura di Alessandro Vinci).

Signal o Telegram, quale app è più sicura?

Come spiegato qui sopra, Signal è da ritenersi un’app più sicura di Telegram. Infatti, la seconda raccoglie le informazioni di contatto, i contatti memorizzati nella lista e gli identificatori degli utenti, mentre l’app della Signal Foundation conserva soltanto il numero di telefono (senza la registrazione non sarebbe possibile), l’orario dell’ultima connessione al server e la data di registrazione dell’account. Insomma, ben poca cosa rispetto alla concorrenza dell’applicazione fondata dall’imprenditore russo Pavel Durov.

Signal vs WhatsApp

Sempre restando in tema di sicurezza, Signal è nettamente superiore rispetto a WhatsApp, con l’app di proprietà della Facebook Inc. che conserva gli identificatori dei dispositivi e degli utenti, gli indirizzi email, le info su crash, performance e diagnostica, i contatti e gli storici di acquisto (come sottolinea Claudio Garau per html.it).

A seguire un versus completo tra Signal e WhatsApp:

  • chat di gruppo: 1.000 utenti su Signal, 256 su WhatsApp
  • messaggi a tempo: su Signal ci sono, mancano invece su WhatsApp
  • app iPad: presente per Signal, assente per WhatsApp
  • status online: su Signal non è possibile vedere se un contatto è online, su WhatsApp sì
  • sticker animati: la quantità di sticker animati è nettamente superiore su Signal anziché su WhatsApp

App

Il nome completo dell’app è Signal – Messaggero Privato, ed è disponibile al download gratuito sui dispositivi Android (a questo link) e iOS (cliccando qui).

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