La Cina si prepara a compiere un passo storico nell’esplorazione di Marte con Tianwen-3, la missione che punta a raccogliere campioni di terreno marziano e riportarli sulla Terra. Il progetto, previsto con due lanci nel 2028 e con il rientro dei campioni atteso introno al 2031, sembra però aver subito una modifica importante rispetto ai piani presentati nei mesi scorsi: non ci saranno più i piccoli droni destinati a esplorare le aree circostanti, ma un unico lander dotato di un braccio robotico.
La modifica è emersa all’inizio di settembre durante la Conferenza Internazionale sull’Esplorazione dello Spazio Profondo (Tiandu), dove sono state mostrate nuove informazioni sullo sviluppo della missione. La scelta appare significativa perché riduce la complessità dell’architettura di Tianwen-3, ma allo stesso tempo rende il sistema meno flessibile nella ricerca e nella raccolta di campioni.
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Tianwen-3, due lanci nel 2028 per riportare sulla Terra i campioni di Marte
La finestra di lancio del 2028 sarà particolarmente importante per le missioni dirette verso Marte e, oltre alla missione europea ExoMars con il rover Rosalind Franklin, dovrebbe vedere partire anche Tianwen-3, un progetto decisamente più ambizioso rispetto alle precedenti missioni cinesi verso il Pianeta Rosso.
L’obbiettivo della missione è infatti portare sulla Terra materiale raccolto direttamente sulla superficie di Marte, permettendo agli scienziati di analizzarlo con strumenti molto più potenti e sofisticati di quelli che possono essere trasportati a bordo di un rover.
Per raggiungere questo obbiettivo saranno necessari due lanci: il primo porterà verso Marte il lander insieme al sistema destinato al lancio dei campioni dalla superficie marziana, mentre il secondo trasporterà un orbiter e la capsula che dovrà effettuare il rientro atmosferico sulla Terra.
L’architettura complessiva rimane quindi estremamente complessa, anche se la Cina sembra aver deciso di eliminare alcuni degli elementi che erano stati ipotizzati in precedenza.
Secondo quanto dichiarato da Hou Zengqian, capo scienziato della missione Tianwen-3, lo sviluppo procede attualmente attraverso la realizzazione dei diversi prototipi, con più componenti del progetto portati avanti contemporaneamente. L’obbiettivo rimane quello di completare l’intera sequenza di operazioni e riportare i campioni sulla Terra introno al 2031.
La quantità prevista dovrebbe essere circa 500 grammi di materiale marziano, un quantitativo che potrebbe offrire agli scienziati una preziosa opportunità per studiare direttamente la composizione del suolo del Pianeta Rosso.
Niente più droni, il lander raccoglierà i campioni con un braccio robotico
La novità più interessante riguarda però il modo in cui verranno raccolti i campioni. Nei piani precedenti erano comparsi piccoli droni simili a Ingenuity, pensati per allontanarsi dal sito di atterraggio e raggiungere aree che il lander non avrebbe potuto esplorare direttamente.
Le nuove immagini e informazioni relative alla missione mostrano invece un’architettura nella quale questi droni non sembrano più essere presenti. Tianwen-3 dovrebbe quindi affidarsi a un lander dotato di un braccio robotico, che avrà il compito di raccogliere il materiale direttamente nelle vicinanze del punto di atterraggio.
Si tratta di una soluzione più semplice dal punto di vista operativo, ma che introduce anche una limitazione evidente: il lander non potrà cercare campioni in zone molto distanti dal proprio atterraggio; la posizione scelta per l’arrivo su Marte diventerà quindi ancora più importante, perché la qualità e l’interesse scientifico dei campioni dipenderanno in larga misura da ciò che sarà disponibile nelle immediate vicinanze.
Il compromesso, tuttavia, potrebbe essere vantaggioso per la missione nel suo complesso, eliminare i droni significa ridurre il numero di sistemi che devono essere trasportati, controllati e coordinati a centinaia di milioni di chilometri dalla Terra, diminuendo di conseguenza costi, rischi e complessità operativa.
La Cina potrebbe diventare la prima a riportare campioni da un altro pianeta
Il possibile ridimensionamento di Tianwen-3 assume ancora più importanza considerando lo stato dei programmi occidentali per il ritorno dei campioni marziani. La missione Mars Sample Return, sviluppata da Stati Uniti ed Europa, è stata infatti sostanzialmente cancellata nella sua configurazione originale, dopo anni di sviluppo e a fronte di costi e difficoltà tecniche sempre più rilevanti. La Cina potrebbe quindi trovarsi nella posizione di diventare la prima nazione a riportare sulla Terra campioni provenienti da un altro pianeta.
Finora missioni robotiche hanno già portato sulla Terra materiale proveniente dalla Luna e da alcuni asteroidi, ma Marte rappresenta una sfida di tutt’altra portata; nonostante la gravità marziana sia molto più bassa di quella terrestre, effettuare un decollo dalla superficie del Pianeta Rosso, trasferire il materiale in orbita, intercettare il veicolo di ritorno e infine rientrare nell’atmosfera terrestre richiede una sequenza di operazioni estremamente complessa.
Tianwen-3 potrebbe quindi rappresentare un momento fondamentale per il programma spaziale cinese, se il calendario verrà rispettato il lancio avverrà nel 2028, mentre i campioni dovrebbero arrivare sulla Terra intorno al 2031.
La scelta di rinunciare ai droni non elimina le difficoltà della missione, ma mostra come la Cina stia cercando di trovare un equilibrio tra ambizione scientifica e fattibilità tecnica. Raccogliere materiale in un’area più limitata significa rinunciare a parte della flessibilità, ma potrebbe aumentare le possibilità di portare a termine una missione che, per la prima volta, potrebbe consentire alla Cina di ottenere e analizzare direttamente sulla Terra materiale proveniente da Marte.
Se le tempistiche verranno confermate, Tianwen-3 potrebbe dunque conquistare per diversi anni un primato storico, almeno fino all’arrivo di nuove missioni occidentali o dei futuri programmi con equipaggio umano, che secondo le attuali prospettive potrebbero diventare realtà soltanto nel corso degli anni Quaranta.
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