Solo lo scorso maggio avevamo raccontato dei primi test sull’etichetta AI Creator, allora del tutto facoltativa e priva di qualsiasi impatto sulla distribuzione dei contenuti; un approccio che, a sua volta, arrivava dopo un lungo percorso iniziato già nel febbraio 2024, quando Meta aveva annunciato per la prima volta l’intenzione di etichettare i contenuti generati con l’intelligenza artificiale su Facebook, Instagram e Threads, promettendo di riconoscere non solo le immagini create con i propri strumenti, ma anche quelle prodotte con tecnologie di Google, OpenAI e Adobe.
Parliamo comunque di un sistema che, va detto, non era stato esente da problemi, con diverse immagini del tutto reali finite erroneamente etichettate come “Realizzate con AI”, tanto da costringere Meta a rivedere la formulazione del proprio tag già nel luglio 2024.
Ebbene, questa scelta arriva mentre altre piattaforme hanno già preso provvedimenti per rendere meno prominenti i contenuti generati dall’IA, di fronte al crescente rifiuto degli utenti social verso l’ondata di slop artificiale; Meta, che spesso incoraggia gli utenti a produrre proprio quel genere di contenuti, ha fatto finora ben poco per scoraggiarne la diffusione.
L’ultimo cambiamento, va detto, non è tanto una stretta generale su tutto lo slop generato dall’IA, quanto piuttosto una nuova regola per un tipo specifico di contenuto, particolarmente insidioso perché capace di ingannare più facilmente degli altri. Instagram, dunque, cambia ora radicalmente approccio, e questa volta sembra lo voglia fare sul serio. Scopriamone i dettagli.
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Cosa cambia rispetto alla vecchia etichetta AI Creator
L’app sta modificando le regole per i profili che presentano personaggi generati dall’intelligenza artificiale, richiedendo a questi account di utilizzare una nuova etichetta “Profilo generato dall’IA” che identifichi chiaramente il contenuto come tale, invece che come “essere umano reale”.
Gli account che non useranno l’etichetta vedranno ridotta sensibilmente la propria visibilità, ha fatto sapere l’azienda, in quello che rappresenta il passaggio più netto verso l’obbligatorietà mai visto finora sull’intera questione delle etichette IA.
Le nuove etichette sembrano pensate specificamente per gli account che presentano personaggi generati dall’intelligenza artificiale. In precedenza, Instagram utilizzava un’etichetta opzionale “AI Creator” come sorta di contenitore generico per qualsiasi profilo che pubblicasse regolarmente contenuti IA; ora l’azienda la sostituisce con il nuovo tag “Profilo generato dall’IA”, pensato specificamente per i profili che “presentano una persona generata dall’IA”, secondo quanto riportato dalla descrizione all’interno dell’app.

Perché servono regole più rigide
Con modelli IA sempre più avanzati e la creazione di contenuti convincenti ormai alla portata di tutti, si è assistito a un aumento notevole dei falsi influencer generati artificialmente. The Guardian ha recentemente scoperto un’ondata di “influencer” IA impegnati a promuovere app e altri marchi, mentre il New York Times ha individuato centinaia di influencer cosiddetti del “benessere” generati dall’intelligenza artificiale, alcuni dei quali si spacciavano addirittura per medici. Gran parte di questi contenuti non viola esplicitamente le regole di Meta, ma ha comunque sollevato preoccupazioni crescenti sulla diffusione di disinformazione.
“Dalla nostra community abbiamo saputo che alle persone non piace imbattersi in un profilo che sembra umano, per poi scoprire solo in un secondo momento che la persona mostrata è generata dall’IA“, ha dichiarato un portavoce di Instagram, aggiungendo che gli account con persone IA che non utilizzano l’etichetta “potrebbero presto vedere limitata la propria portata“.
I creator che ritengono di essere stati penalizzati ingiustamente avranno la possibilità di presentare ricorso tramite la dashboard Account Status di Instagram.
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