Sembrava finalmente tutto pronto per il tredicesimo volo di prova di Starship, ma SpaceX è stata costretta a rimandare ancora una volta il lancio; dopo il rinvio della scorsa settimana causato da alcuni problemi ai motori Raptor del booster Super Heavy, questa volta il responsabile è il maltempo che sta interessando il sud del Texas con il passaggio della tempesta tropicale Bertha.

L’azienda ha quindi posticipato il decollo a venerdì 24 luglio (00:45 di sabato 25 luglio in Italia), mantenendo invariata la finestra di lancio e confermando che il veicolo è tecnicamente pronto al volo. A differenza del precedente tentativo infatti, il rinvio non è legato a problemi hardware, bensì alle condizioni atmosferiche, ritenute non compatibili con uno degli obbiettivi principali della missione.

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Il tredicesimo volo di Starship slitta ancora per il maltempo

SpaceX ha spiegato che uno degli aspetti più importanti del tredicesimo volo di prova sarà raccogliere immagini estremamente dettagliate dello scudo termico di Starship durante la fase di ascesa, l’azienda vuole osservare il comportamento delle piastrelle termiche mentre il veicolo attraversa la fase di massima pressione dinamica (Max Q), uno dei momenti più critici dell’intero lancio, in cui la combinazione tra velocità e densità dell’atmosfera genera le maggiori sollecitazioni aerodinamiche.

Per ottenere queste immagini è necessario che le telecamere posizionate a terra possano seguire chiaramente il velivolo durante l’ascesa, la copertura nuvolosa e le precipitazioni associate alla tempesta Bertha avrebbero però impedito di raccogliere dati visivi sufficientemente nitidi, compromettendo uno degli esperimenti principali della missione.

Secondo SpaceX, le previsioni meteorologiche indicano condizioni decisamente migliori per venerdì, motivo per cui il lancio è stato semplicemente rinviato.

Questo rappresenta il secondo rinvio consecutivo della missione Flight 13, ma le motivazioni sono completamente diverse: il primo tentativo di decollo, previsto il 16 luglio, si era infatti concluso con un’interruzione automatica del conto alla rovescia esattamente al momento dell’accensione dei motori; quattro dei 33 motori Raptor del booster Super Heavy 20 non erano riusciti ad avviarsi correttamente, costringendo il sistema a interrompere il lancio per ragioni di sicurezza.

Successivamente Elon Musk aveva confermato la necessità di rimuovere e sostituire due motori, operazione che SpaceX ha completato nei giorni successivi, dopo aver effettuato i controlli di tenuta e ulteriori verifiche tecniche, Ship 40 e Booster 20 sono stati nuovamente assemblati sulla rampa di lancio, risultando pronti per il nuovo tentativo.

Il rinvio annunciato nelle ultime ore conferma quindi che le modifiche apportate al sistema di propulsione non rappresentano più un ostacolo al decollo.

Il tredicesimo volo rappresenta un passaggio particolarmente importante nello sviluppo della versione V3 di Starship, utilizzata per la seconda volta dopo il debutto avvenuto con il Flight 12 dello scorso maggio. Per la prima volta il gigantesco sistema di lancio trasporterà 20 satelliti Starlink V3 operativi, sostituendo i simulatori di massa utilizzati nei test precedenti; si tratta di un cambiamento significativo, perché permetterà a SpaceX di verificare contemporaneamente sia il comportamento del velivolo sia le procedure necessarie per il rilascio di un vero carico utile.

Tra questi satelliti, sei saranno equipaggiati con telecamere dedicate all’osservazione dello scudo termico di Starship, le immagini raccolte dallo spazio andranno ad affiancare quelle provenienti dalle telecamere terrestri, offrendo agli ingegneri una visuale aggiuntiva sul comportamento delle piastrelle protettive nelle fasi più impegnative del volo.

Anche lo scudo termico sarà protagonista di nuovi esperimenti, alcune delle piastrelle installate sulla Ship 40 integrano infatti sensori progettati per misurare direttamente le sollecitazioni meccaniche subite durante il passaggio nella fase di massima pressione dinamica, dati che potrebbero rivelarsi fondamentali per i futuri voli orbitali.

Il piano di volo rimane sostanzialmente identico a quello seguito durante l’ultimo test, dopo la separazione degli stadi, il Booster 20 tenterà una manovra di rientro controllato con successivo ammaraggio nel Golfo del Messico, mentre Ship 40 proseguirà lungo una traiettoria suborbitale fino all’ammaraggio previsto nell’Oceano Indiano.

Rispetto alla missione precedente è prevista però una manovra di risalita più aggressiva subito dopo il superamento del Max Q, pensata proprio per sottoporre lo scudo termico a condizioni ancora più severe e raccogliere un numero maggiore di dati utili allo sviluppo del sistema.

Se il tredicesimo volo dovesse concludersi con successo, potrebbe inoltre rappresentare l’ultimo test suborbitale del programma Starship. SpaceX sta infatti già lavorando alla missione Flight 14, con l’obbiettivo di ottenere l’autorizzazione per effettuare il primo volo orbitale della nuova generazione del velivolo, un passaggio che segnerebbe un’importante evoluzione nel percorso di sviluppo del razzo destinato alle future missioni lunari del programma Artemis e, più avanti, ai viaggi verso Marte.