Spotify compie 20 anni e sceglie di festeggiare l’anniversario portando la propria esperienza all’interno di Claude, l’intelligenza artificiale sviluppata da Anthropic. Grazie a questa nuova integrazione, gli utenti potranno sfruttare un modo diverso per scoprire musica e podcast, più vicino ad una conversazione che a una semplice ricerca.

L’integrazione consente agli utenti di collegare il proprio account di Spotify al chatbot e di ricevere suggerimenti personalizzati basati sui gusti e sulla cronologia di ascolto. Il colosso dello streaming mette a disposizione tutta la sua tecnologia di personalizzazione e il vastissimo catalogo, mentre Claude diventa il tramite per accedervi in modo più semplice e immediato.

Il tutto è eseguibile direttamente all’interno di Claude, sia su desktop che tramite l’app per smartphone, come se si trattasse di una semplice conversazione con il chatbot. Basta chiedere, ad esempio, di suggerire un podcast da ascoltare lungo il tragitto casa-lavoro, una playlist ispirata al proprio artista preferito oppure una selezione di brani per allenarsi, e l’intelligenza artificiale analizzerà la cronologia di ascolto di Spotify per suggerire i contenuti più adatti al contesto.

Una volta trovato qualcosa di interessante, è possibile utilizzare Claude per fare tutto senza uscire dalla conversazione. È possibile ascoltare anteprime, salvare contenuti nella libreria, avviare la riproduzione direttamente all’interno dell’app di Claude oppure passare all’app di Spotify per continuare con l’ascolto.

Claude può creare playlist personalizzate su Spotify

Un altro elemento interessante dell’integrazione di Spotify Claude è la creazione di playlist personalizzate. Tutti gli utenti, anche quelli con piano gratuito, possono sfruttare l’integrazione per creare playlist basate sul proprio artista preferito o da utilizzare in un determinato contesto, mentre chi ha un abbonamento Premium può generare playlist descrivendo un’atmosfera o uno stato d’animo.

L’integrazione supporta anche Spotify Connect, dando quindi all’utente la possibilità di controllare i dispositivi su cui è in riproduzione la musica e passare da uno all’altro senza interrompere l’ascolto. L’approccio è quindi molto fluido e naturale ed è possibile, per esempio, cominciare l’ascolto su smartphone, continuare su laptop e terminare su uno speaker direttamente dall’interno dell’app di Claude.

Spotify può ora collegarsi a Claude per ottenere suggerimenti personalizzati su nuova musica 1

Grande attenzione, come sempre, è stata data anche al controllo e alla privacy. L’utente può decidere in autonomia se collegare o meno il proprio account di Spotify e può revocare l’integrazione in qualsiasi momento. Inoltre, il team di sviluppo ha precisato che la piattaforma non condivide contenuti audio o video con Anthropic per l’addestramento sui modelli, mantenendo quindi un’integrazione che punta tutto sulla privacy degli utenti.

L’integrazione con Spotify è già disponibile in tutto il mondo per gli utenti Claude su web, desktop e dispositivi mobili, sia su iOS che su Android, indipendentemente dal tipo di abbonamento. In questo modo Spotify compie un ulteriore passo verso un ecosistema sempre più diffuso: un approccio simile a quello di Apple, che con iOS 26.4 ha introdotto in Apple Music una funzione simile basata sull’intelligenza artificiale, segno di quanto essa stia diventando un elemento sempre più centrale nello streaming musicale.